Cesarini Sforza, cantina simbolo del Trento DOC, si distingue per autonomia produttiva pur essendo parte di Cavit. L’articolo esplora la sua strategia distributiva duale tra GDO e Horeca, l’impegno concreto nella sostenibilità e la sua visione del Trentino come “bollicina di montagna”, sottolineando la crescita e il focus sul mercato italiano.

Con cinquant’anni di storia alle spalle, Cesarini Sforza si afferma como una delle realtà simbolo del Metodo Classico trentino. Oggi parte del gruppo Cavit, ma con un’identità produttiva autonoma e distintiva, la cantina ha saputo valorizzare un posizionamento duale tra GDO e Horeca. Durante il nostro viaggio tra le cantine del Trentino abbiamo incontrato Federica Cazzara, Marketing Manager di Cesarini Sforza, per approfondire la strategia distributiva dell’azienda, il suo approccio concreto alla sostenibilità e la visione che ha del territorio.

La vostra presenza nella GDO è consolidata, ma siete attivi anche nell’Horeca: come gestite questi due canali dal punto di vista produttivo e commerciale, e quali sono i principali elementi distintivi tra le due linee?

Siamo storicamente presenti in GDO, ma con una importante presenza e obiettivi di crescita nel canale Horeca. Da sempre prodotti e offerta nei due canali sono diversi: Trentodoc con etichette dedicate che si differenziano per blend e affinamenti. Questo ci consente di presidiare entrambe le aree senza sovrapposizioni e di restare riconoscibili in ogni contesto.

Negli ultimi anni il mercato del vino è cambiato e molte aziende si sono riorganizzate anche dal punto di vista produttivo e commerciale. Come si inserisce Cesarini Sforza in questo contesto, sia per quanto riguarda le dinamiche di gruppo che i vostri numeri principali e i mercati di riferimento?

Dal 2019 facciamo parte del gruppo Cavit, condizione che ci ha permesso importanti sinergie negli approvvigionamenti e nella ricerca della qualità, ma anche maggiore solidità finanziaria, che ha reso possibile importanti investimenti in cantina. Manteniamo però al contempo autonomia nella gestione, sia dal punto di vista produttivo sia organizzativo e stilistico. Questo ci consente di restare coerenti con la nostra storia e riconoscibili nel calice.
Nonostante il trend generale che vede nel mercato delle bollicine una diminuzione dei volumi e l’aumento del valore medio, Cesarini Sforza si inserisce in questo scenario con una performance positiva: registriamo infatti una buona crescita nei volumi e nel fatturato. La produzione è di circa un milione di bottiglie l’anno, di cui il 90% è destinato al mercato italiano, con un peso importante della GDO e anche una buona quota Horeca. L’estero rappresenta un 10%, distribuito tra USA, Germania, Austria, Svizzera e Nord Europa, ma il nostro focus resta il mercato interno.

Oggi la sostenibilità è spesso un tema centrale nella comunicazione del vino. Come la interpretate in cantina e in vigneto, e quali azioni concrete avete messo in campo?

L’azienda è impegnata nella salvaguardia dei valori fondanti la sostenibilità ambientale, economica e sociale, sia in vigna sia in Cantina.
A livello territoriale, il Trentino è da sempre molto attento al tema e da più di vent’anni è in attività il ‘Protocollo per una produzione viticola di qualità in Trentino’ per un’agricoltura sostenibile, che ha portato alla certificazione SQNPI delle uve. Inoltre, grazie al supporto del team agronomico di Cavit e della piattaforma PICA, possiamo contare su una viticoltura di precisione, intelligente ed eco-sostenibile. Dal punto di vista strutturale, nel 2024 è stato installato un impianto fotovoltaico per l’efficientamento energetico, che permetterà di abbattere i consumi favorendo l’autosufficienza.

In chiusura, se doveste descrivere il Trentino con una sola espressione, quale scegliereste?

Cesarini Sforza incarna appieno l’essenza della denominazione Trentodoc, la bollicina di montagna. In essa, il territorio è in assoluto l’elemento differenziante: è un’identità. Fare Metodo Classico in altitudine cambia tutto: il ritmo della vite, la maturazione, l’acidità. È ciò che ci distingue e ci rappresenta.


Punti chiave:

  1. Cesarini Sforza: Simbolo del Trento DOCcon autonomia produttiva distintiva.
  2. Strategia duale: Presenza consolidata in GDO e crescita in Horeca con linee dedicate.
  3. Gruppo Cavit: Sinergie e solidità finanziaria, mantenendo indipendenza gestionale e stilistica.
  4. Performance positiva: Crescita in volumi e fatturato, un milione di bottiglie annue.
  5. Sostenibilità concreta: Certificazione SQNPI, viticoltura di precisione e impianto fotovoltaico.