“Waking the Sleeping Grape” è un documentario provocatorio sulle ambizioni vitivinicole della Cina, presentato ufficialmente in anteprima a Shanghai in una sala piena di appassionati, formatori, produttori di vino e professionisti che hanno atteso con il fiato sospeso di trovare la risposta alla domanda principale posta dal documentario: La Cina è la prossima superpotenza del vino?

Il lungometraggio diretto da Sebastian Basco, regista residente da tempo a Shanghai, cerca di dare un contesto e di spiegare il sogno cinese legato alla viticoltura.

Sappiamo bene quale sia il valore del mercato cinese e quanto i produttori di tutto il mondo siano in estrema competizione per conquistare consumatori e quote di mercato.

Come riporta Vino Joy News, nel documentario Carlo D’Andrea, vicepresidente della Camera di Commercio dell’UE in Cina, afferma: “Se tutti i cittadini cinesi consumassero un solo bicchiere di vino nella loro vita, cambierebbe drasticamente la produzione di vino nel mondo”. Questo per chiarire ulteriormente quanto sia importante questo mercato.

Il sogno cinese legato alla viticoltura

Come si sottolinea nella pellicola, nessuno si aspettava che gli imprenditori cinesi riuscissero a realizzare e gestire cantine in grado di produrre vini di livello mondiale e che i consumatori cinesi scegliessero sempre più spesso il “Made in China” rispetto al “Made in Bordeaux”.

“Waking the Sleeping Grape” offre un interessante quadro della viticoltura cinese, combinando interviste personali e sincere con alcune delle più importanti personalità del mondo del vino ad un excursus nella vita quotidiana dei viticoltori cinesi.

Si passa dalle sanguinose origini dei vigneti dello Yunnan, nati dal massacro dei missionari cristiani nel 1905, alla cantina probabilmente più tecnologicamente avanzata del mondo nel deserto di Ningxia.

Sfatare le idee errate sul vino cinese

Parlando alla prima di Shanghai, il regista ha ammesso che uno dei motivi per cui ha realizzato il film è stato quello di sfatare le idee errate sul vino cinese.

“Vivo in Cina da circa otto anni e, da quando mi sono trasferito qui, sono tornato in Europa e negli Stati Uniti molto spesso. Non riesco a contare il numero di occasioni in cui sono rimasto sorpreso dalla quantità di incomprensioni che esistono ancora nel mondo sulla Cina e sul popolo cinese”, ha raccontato il regista.

“È diventata una missione per me cercare di iniziare a raccontare storie che possano aiutare a dissipare alcune di queste idee sbagliate” ha evidenziato Basco “e dimostrare che tra noi ci sono molte più somiglianze che differenze”. “Waking the Sleeping Grape” rappresenta il mio primo grande sforzo per raggiungere questo obiettivo, ho molti altri film di questo tipo in programma per il futuro”.

L’alba della prossima superpotenza del vino

Sebastian Basco, dopo aver intervistato oltre 100 persone, aver visitato diverse decine di cantine cinesi e aver lavorato per mesi alla produzione, ha pochi dubbi sul fatto che la Cina sia sulla buona strada per diventare una superpotenza del vino.

“L’Occidente ha una lunga storia di sottovalutazione della capacità della Cina di raggiungere risultati in vari settori. Sebbene l’industria vinicola cinese sia ancora in crescita, la portata e la velocità del suo miglioramento sono straordinarie. Non ho alcun dubbio che in un futuro molto prossimo i vini cinesi saranno in grado di gareggiare con i migliori vini prodotti sia nel Vecchio che nel Nuovo Mondo. Credo assolutamente che stiamo assistendo all’alba della prossima superpotenza del vino”.