In Italia, le donne guidano il 28% delle imprese agricole con vigneto e/o cantina, il 24,8% delle imprese commerciali al dettaglio di vino e il 12,5% di quelle all’ingrosso. Dirigono il 12,3% delle cantine industriali e nel complesso il 26,5% delle 73.700 aziende italiane del vino (2017 CRIBIS Società del gruppo Crif specializzata nel business information).

Questi interessanti dati ci aprono le porte ad una riflessione che abbiamo voluto fare con le donne del vino italiano durante questo Vinitaly 2024. Ci siamo chiesti: a che punto siamo nel mondo del vino in fatto di parità di genere? C’è ancora bisogno di parlare di Quote Rosa o si stanno vedendo i risultati di anni di lotta per arrivare ad avere le stesse possibilità?

Lungi da volerne fare un articolo per sole donne, ci siamo incamminati tra i padiglioni di questa edizione alla ricerca di storie di donne e ne abbiamo incontrare molte che ci hanno insegnato che sì la donna oggi ha raggiunto uno spazio soddisfacente in questo mondo, da sempre prerogativa maschile. La strada è ancora lunga, ma forse in futuro le nuove generazioni non avranno più bisogno di parlare di parità di genere, come ci hanno suggerito alcune delle nostre intervistate. 

Abbiamo incontrato Daniela Mastroberardino, presidente dell’associazione Le Donne del Vino, che oggi ha firmato una partnership con Women in Wine & Spirits Award. Un ponte rosa tra l’Italia e l’Oriente. “Guardare verso orizzonti lontani significa essere orgogliosi del passato ma essere anche inclusivi. Le Donne del Vino sono state protagoniste degli ultimi 36 anni. 36 anni fa siamo scese in arena, eravamo poche a Vinitaly all’epoca, tutte vestite con un codice differente da quello degli uomini, tutte colorate. Oggi siamo 1150 e stiamo tracciando un percorso significativo perché vogliamo continuare a dare l’esempio ad altre donne. La parità di genere è ancora una lunga marcia da percorrere, siamo realiste e sappiamo che il lavoro non è finito” ha spiegato Daniela Mastroberardino. La presenza e la solidarietà delle donne nel mondo del vino supera anche i confini e vola ad Oriente. Michelle Liu, fondatrice di Women in Wine & Spirits Award, ha raccontato di come nel 2020 abbia deciso di portare avanti un progetto per le donne in Oriente. “In Asia assistiamo ad un fenomeno molto interessante: la cultura del vino è più femminile che maschile, a cui spetta di più la prerogativa degli spirits. Questa unione con Le Donne del Vino sarà l’opportunità di portare i vini delle donne nella competizione Women in Wine & Spirits Award. Una grande occasione e fonte di arricchimento reciproco”.

Solidarietà femminile

La solidarietà al femminile, il fare squadra e anche il passaggio generazionale sono state tematiche molto sentite durante questa edizione di Vinitaly. Come per Marilisa Allegrini che ha trovato nell’alleanza con le due figlie Carlotta e Caterina la forza di portare avanti la sua storia imprenditoriale creando il nuovo gruppo che porta il suo nome. “Abbiamo tanto da fare noi donne e porteremo lo sguardo femminile sui territori di eccellenza, la Valpolicella classica, Bolgheri e Montalcino. Vi promettiamo passione, competenza, attenzione alla natura, all’evoluzione dei mercati, ad un mondo che speriamo torni in pace e solidale” ha detto Marilisa Allegrini. 

La stessa solidarietà che abbiamo respirato mentre Paola Tommasi della Tommasi Family Estates ci ha raccontato della nuova partnership che ha unito l’azienda di famiglia con Ilaria Felluga. “Siamo molto felici di aver instaurato questa partnership con Ilaria Felluga, una giovane donna che ha ora una grande responsabilità. Ci sentiamo promotori della leadership al femminile, perché nella nostra azienda dopo i cambi generazionali oggi siamo donne e uomini. Noi donne portiamo un’esperienza diversa dal mondo maschile, una maggiore sensibilità verso la sostenibilità e una visione più colorata e ampia”. 

Nuove generazioni

Le nuove generazioni di donne si sono fatte ampiamente sentire in quest’edizione della fiera veronese e ci hanno dimostrato di avere le idee ben chiare su come vorrebbero vedere il futuro del vino. Ilaria Felluga, che ha ereditato azienda dal papà Marco, ci ha raccontato: “Mio padre mi diceva sempre che secondo lui le donne hanno una sensibilità particolare, non solo dal punto di vista relazionale, ma anche sensoriale. Oggi le cose sono cambiate rispetto al passato: nella facoltà di Viticoltura ed Enologia di Udine dove ho studiato su 300 studenti il 40% erano donne. Le donne oggi sono anche in cantina o in vigneto, non solo nei ruoli di ufficio, come me che amo fare il vino”. Marzia Varvaglione, giovane donna, Business Developer dell’azienda di famiglia Varvaglione, ci ha parlato di “voglia di inclusione, ma non in termini differenziali. Le nuove generazioni non percepiscono la differenza di genere. Le quote rosa hanno aiutato a far emergere le donne che non avevano la possibilità di esprimersi, ed in questo senso anche l’uomo ha compreso i vantaggi di collaborare e giocare di squadra. Uomo e donna sono ingredienti complementari che possono creare un valore aggiunto a livello decisionale”. 

Non c’è più necessità di distinzione

Della necessità di non fare più distinzione tra maschile e femminile, sono molte donne che abbiamo incontrato in questi giorni. Francesca Seralvo, presidente del Consorzio Oltrepò Pavese e titolare di Tenuta Mazzolino, ci ha tenuto a sottolineare come le donne non debbano essere premiate in quanto donne, ma per la loro reale capacità. “Penso che le donne possano dare molto, per la loro capacità di gestire molte cose insieme, ma anche per la sensibilità ed eleganza che può essere trasmesse a questo business” ha detto. Della stessa idea è Maria Concetta Tarquini, presidente di Colle Moro: “Io non faccio distinzione tra uomo e donna, perché per ottenere risultati ci vogliono passione e precisione. Le donne hanno sempre dato un contributo storicamente, ma non è mai stato riconosciuto. Oggi fortunatamente le donne hanno il loro posto in questo mondo”.  

Sorelle nel vino

Infine, siamo rimasti molto colpiti dalla storia di due coppie di sorelle che lavorano quotidianamente per costruire il successo imprenditoriale delle loro aziende. Caterina e Susanna Ceraudo, sono rispettivamente Marketing Manager e Chef dell’azienda di famiglia omonima, situata nel territorio di Strongoli Marina sul Mar Ionio, che comprende anche il ristorante stellato Dattilo. “La nostra è una collaborazione quotidiana molto felice. Ognuna ha seguito le proprie personali inclinazioni, come Caterina che nonostante avesse una formazione da enologa ha poi scelto di cambiare vita e prendere in mano il ristorante Dattilo, studiando da Chef” ha spiegato Susanna Ceraudo. Azienda a forte impronta femminile anche Tenuta Gorghi Tondi, che oggi è portata avanti dalle sorelle Annamaria e Clara Sala. Loro hanno ereditato l’azienda fondata dalla bisnonna Dora: “che ha avuto a fianco un uomo che l’ha saputa supportare” ci ha detto Annamaria. “Da sempre la donna ha dovuto faticare per essere credibile in questo settore prettamente maschile. Io voglio guardare lontano e secondo me non è importante raggiungere la parità, ma il dialogo e la comprensione reciproca”.

Vinitaly 2024 non poteva non rendere omaggio anche alle vittime di femminicidio. Il Premio Angelo Betti, tra i più sentiti e prestigiosi riconoscimenti del settore, quest’anno ha voluto fortemente ricordare assieme alla Regione Sicilia l’impegno civile e la straordinaria luce di Marisa Leo, ‘Donna del vino’ innamorata della sua terra e del suo lavoro, vittima dell’ennesimo femminicidio. E anche noi non possiamo che celebrare questo riconoscimento.