Sulla scorta del successo della prima edizione della Fiera dei Vini, Piacenza Expo, per dare continuità all’evento e creare un senso di community tra i partecipanti, ha sottoposto una survey a coloro che avevano acquistato online il biglietto della edizione 2023; e circa 1000 winelovers partecipanti alla prima edizione hanno espresso i tre requisiti che il vino deve possedere per essere attraente: originale, conviviale, emozionale.

Questo è il punto di partenza della edizione 2024 della Fiera dei Vini che, grazie alla collaborazione delle associazioni di sommelier, accoglierà aziende produttrici italiane attentamente selezionate da un tavolo tecnico di professionisti; con un numero chiuso fermo a 300, per garantire la piacevolezza e la fruibilità da parte del pubblico.

Abbiamo chiesto a Sergio Copelli, Coordinatore Generale di Piacenza Expo, di illustrarci gli obiettivi della manifestazione di quest’anno

La manifestazione nasce come mostra-mercato per dare la possibilità ai visitatori di conoscere le aziende produttrici, degustare i loro vini e quindi scegliere di acquistare direttamente in fiera le referenze che apprezzano. Mettiamo a disposizione dei veri e propri carrelli della spesa dove gli appassionati possono riporre gli articoli che acquistano dai vignaioli. Al termine della edizione 2023 nel nostro sondaggio abbiamo anche chiesto ai visitatori di raccontarci le proprie modalità di acquisto del vino e ne è emerso che l’acquisto in cantina è una modalità largamente diffusa. Motivo per cui quest’anno abbiamo deciso di porre un focus importante sull’enoturismo.

Abbiamo creato una partnership con il Movimento Turismo del Vino che patrocinerà la manifestazione e ci sosterrà nel mettere al centro i territori enologici italiani; vi saranno incontri di approfondimento per conoscere l’offerta enoturistica del bel Paese e i  visitatori potranno trovare informazioni e proposte per organizzare al meglio le visite, non solo nelle cantine ma anche nei territori ad esse circostanti.

Qual è il vostro target di pubblico e come avete pensato quest’anno di comunicare la manifestazione?

Il nostro target sono i winelovers, con i quali abbiamo cercato di stabilire, fin dalla prima edizione, una relazione privilegiata, interagendo con la nostra survey e in un certo senso assumendo l’impegno di soddisfare le loro attese; ma la giornata del lunedì sarà dedicata agli operatori professionali dell’horeca. Per l’uno e per l’altro target utilizzeremo molto i canali social, puntando sulla originalità e cercando di diventare virali. Per quanto riguarda la scelta dei vini e delle cantine ci affidiamo, per assicurare un elevato livello di offerta, a rappresentanti delle principali associazioni di sommelier: possiamo contare sulla professionalità di Antonello Maietta, Former President di AIS, Roberto Donadini, Presidente di FISAR, e Vito Intini, Presidente di ONAV. Il loro ruolo è sostanzialmente analogo a quello della direzione artistica di una mostra.

Quali servizi garantite alle aziende espositrici?

Offriamo la possibilità di partecipare a un costo molto contenuto approfittando di un allestimento semplice ma funzionale che prevede la fornitura di un banchetto, 2 calici per ogni azienda, 1 calice per ogni visitatore, un servizio di lavabicchieri gratuito, oltre alla messa a disposizione di una svuotavino per ogni banchetto (che viene all’occorrenza svuotata dal nostro personale), di un servizio ghiaccio gratuito e del parcheggio espositori adiacente al padiglione.

Abbiamo già ricevuto richieste di adesione per i 2/3 della capacità complessiva e riteniamo questo sia il miglior segnale della soddisfazione lasciata dalla scorsa edizione.

Quanto conta la collaborazione del territorio nella organizzazione di una fiera come la vostra?

Si è creata una squadra che lavora bene insieme e che vede come principali attori Piacenza Expo, il Comune di Piacenza, Confcommercio e Associazione Albergatori  e l’ Università Cattolica. 

Il Comune ha reagito in maniera proattiva rispetto alle  nostre esigenze: i trasporti pubblici vengono potenziati nelle giornate di fiera; Confcommercio ha organizzato interessanti iniziative fuori salone; l’intero territorio ci è venuto incontro creando un’offerta di ospitalità premiante. 

Credo che tutti insieme abbiamo saputo dimostrare che Piacenza può essere una piazza adatta a rappresentare il vino italiano, grazie anche alla sua centralità e la sua vicinanza con le grandi città del centro-nord.