Se l’enoturista lascia la tua cantina e con il tempo dimentica chi siete e cosa fate, indovinate di chi è la colpa? Sì, proprio la vostra! E adesso vi spiego perché.

Immaginatevi questa scena: l’enoturista arriva tutto entusiasta nella vostra cantina, pronto a immergersi nel mondo del vino. E voi, invece di coinvolgerlo, iniziate a seguire il vostro copione preimpostato come un attore di serie B.

Blah blah, questa è la nostra storia, blah blah, ecco le nostre vigne, blah blah, questo è il nostro vino. 

Risultato? Il povero enoturista se ne va confuso e non ricorda nemmeno il nome della vostra azienda. Un disastro!

Ma chiariamo una cosa fondamentale: le persone hanno poca memoria. Davvero, pochissima. E non è colpa loro, è proprio un fatto biologico. Quindi, se siete pieni di passione e volete raccontare TUTTO sulla vostra azienda, fate un bel respiro e fermatevi un attimo. È giusto voler condividere la propria passione, ma dovete essere strategici.

Quale strategia usare

La chiave sta nel riassumere i punti chiave della vostra azienda in pochi, semplici passi. Pensate a cosa volete che l’enoturista ricordi e comunicate principalmente quello. Un esempio? Se siete un’azienda che punta molto sulla sostenibilità, allora parlate di questo. Portate esempi concreti e dimostrate con i fatti perchè siete sostenibili. Fate in modo che chiunque lasci la vostra cantina sappia che voi siete i paladini del vino sostenibile. Se invece la vostra forza è una storia familiare centenaria, allora raccontate questa storia, i vostri momenti difficili, i vostri successi, le persone dietro a tutto il lavoro. Fatela diventare il cuore della vostra narrazione.

Ricordate: è meglio comunicare meno concetti, ma farlo bene.

Quando l’enoturista racconterà la sua esperienza ad un amico, dovrà sapere subito cosa dire di voi. Dovrà avere in mente pochi, chiari messaggi da condividere. E questo dipende solo da voi.

Quindi, la prossima volta che un enoturista varca la soglia della vostra cantina, mettete da parte il copione e concentratevi sull’essenziale. Fate in modo che capisca chi siete, cosa fate e perché il vostro vino è speciale. Alla fine, il successo del vostro enoturismo dipende da quanto riuscite a comunicare e a far ricordare della vostra realtà.

E se qualcuno se ne va senza aver capito niente, ricordate: fate un mea culpa! Ma non preoccupatevi, con un po’ di pratica, tutti possono diventare dei maghi della comunicazione enoturistica.