A Vinitaly 2025 il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia ha presentato il Lucido come emblema di identità, sostenibilità e innovazione. Una masterclass tecnica ne ha esplorato la versatilità e la capacità di riflettere i terroir siciliani, nell’ambito del progetto V.I.S.T.A., che unisce ricerca scientifica, sperimentazione enologica e promozione internazionale.
Il Vinitaly si conferma palcoscenico privilegiato per la valorizzazione dei progetti di ricerca del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia. Nell’ambito del progetto V.I.S.T.A. (Valorizzazione Innovativa e Sostenibile dei Terroir delle varietà autoctone), finanziato attraverso la Sottomisura 16.1 del PSR Sicilia 2014-2022, il Consorzio ha quest’anno acceso i riflettori sul Lucido, storico vitigno che, con i suoi circa 30.000 ettari vitati, rappresenta un punto di riferimento della viticoltura siciliana.
Un percorso, quello del progetto V.I.S.T.A., che in quasi 2 anni ha visto la collaborazione di primarie cantine siciliane, della Regione Siciliana, dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio e del Centro di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo, coordinati dal Consorzio con il supporto di un Innovation Broker, Giovanni Colugnati, che ha guidato la masterclass, che è stata introdotta dall’enologo Giuseppe Figlioli, membro del Consiglio d’Amministrazione del Consorzio.
L’obiettivo del progetto è quello di rilanciare il Lucido attraverso pratiche produttive innovative e sostenibili, puntando a uno stile enologico capace di esaltarne l’identità territoriale, sia per il mercato nazionale sia per quello internazionale. Una sfida ambiziosa, resa possibile dalla natura stessa del Lucido: varietà resiliente, versatile, ricca di potenzialità espressive e perfettamente in grado di raccontare la complessità dei terroir siciliani.
La degustazione tecnica ha offerto una panoramica sui risultati delle micro e meso vinificazioni sperimentali realizzate presso la cantina sperimentale dell’IRVO di Marsala, il Centro di Ricerca della Facoltà di Enologia dell’Università di Palermo e presso le aziende partner che hanno eseguito le meso vinificazioni.
Attraverso sette etichette provenienti da aree diverse dell’isola, l’Innovation Broker ha guidato i partecipanti in un viaggio sensoriale alla scoperta delle sfumature che il Lucido può assumere in funzione del terroir.
Ogni territorio ha offerto una interpretazione unica del vitigno. Per tratteggiare, a titolo esemplificativo, qualcuno degli aspetti emersi: il Lucido di Marsala si è distinto per le sue note agrumate e floreali nitide e il sorso fresco e sapido; il Lucido di Petrosino ha esibito un interessante profilo delicato, con richiami a fiori bianchi e una bella e delicata acidità; dal territorio di Gibellina, come da quello di Sambuca di Sicilia, sono emerse piacevolissime note di frutta matura, anche tropicale; a Contessa Entellina è spiccata la nota floreale bianca, con ottimo corpo e persistenza; Menfi, al pari di Camporeale, ha regalato un Lucido molto fresco, con sentori di frutta bianca e un finale di grande persistenza.
La degustazione ha evidenziato come il Lucido, pur mantenendo una riconoscibile impronta varietale, riesca a farsi interprete fedele delle differenze pedoclimatiche dei diversi areali, confermando la sua vocazione a vini di territorio.
Nelle parole del Consigliere Figlioli “la Sicilia ha oggi l’opportunità di proporre sui mercati internazionali una nuova immagine del Lucido: contemporanea, versatile, sostenibile e profondamente radicata nella sua tradizione enologica”, mentre, sottolinea Colugnati, il progetto ha permesso di “fare chiarezza sulle caratteristiche genetiche del vitigno, dimostrando che il Lucido non è un vitigno uniforme o standardizzato, ma un vero e proprio specchio dei suoli, dei microclimi e delle pratiche agronomiche adottate”.
Grazie al lavoro corale di ricerca, innovazione e promozione svolto nell’ambito del progetto V.I.S.T.A. il Lucido si conferma come uno dei principali ambasciatori della Sicilia vitivinicola del futuro.

Punti chiave:
- Il Progetto V.I.S.T.A. è volto a valorizzare i vitigni autoctoni siciliani attraverso ricerca, innovazione e sostenibilità;
- Il Lucido riesce a riflettere fedelmente le diverse identità territoriali della Sicilia;
- Le vinificazioni presentate nella masterclass del Vinitaly 2025 hanno espresso un’ampia gamma di profili sensoriali, in funzione del terroir;
- Il progetto V.I.S.T.A. dimostra che il Lucido non è un vitigno standardizzato, ma un vero specchio di suoli, microclimi e pratiche agronomiche;
- La Sicilia ha oggi l’opportunità di rilanciare il Lucido sui mercati internazionali con un’immagine contemporanea.












































