La vendemmia 2025 delle cooperative di The Wine Net restituisce un quadro decisamente positivo: da Sicilia a Piemonte, passando per Veneto e centro Italia, i produttori parlano di uve sane, maturazioni equilibrate e prospettive incoraggianti sia in termini qualitativi che di mercato. Nonostante le sfide climatiche l’annata appare tra le più promettenti degli ultimi anni.

Nel momento più delicato dell’anno abbiamo ascoltato la voce degli imprenditori di The Wine Net, la rete che unisce alcune delle più importanti cooperative italiane, dal Piemonte alla Sicilia, per comprendere le specifiche della vendemmia in corso e captarne le attese, in termini di quantità e qualità. Ne è emerso un confronto che restituisce il polso dei diversi territori, accomunati quest’anno da una parola chiave: equilibrio.

“Per noi è una delle migliori annate degli ultimi cinque-sei anni” esordisce Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì. In Sicilia la vendemmia è lunga e scalare, dalle varietà precoci di fine luglio fino ai rossi di ottobre. “Le condizioni climatiche sono state ottimali: caldo sì, ma non eccessivo, e ottime escursioni termiche che hanno favorito una maturazione fenolica completa. Le uve non sono state stressate e questo ci consegna un equilibrio perfetto, soprattutto per i rossi, dove polifenoli e tannini si presentano spettacolari. Un dato non scontato, se si considera che in altre zone dell’isola si sono registrati attacchi di peronospora e difficoltà produttive. Nell’agrigentino, invece, le piogge primaverili hanno mantenuto i terreni freschi, evitando il ricorso all’irrigazione di soccorso e garantendo volumi in linea con le attese”.

Spostandoci in Veneto, Andrea Curtolo, direttore di Cantina Colli del Soligo, sottolinea il ruolo determinante di una stagione equilibrata. “Se le varietà precoci stanno dando quantità un po’ inferiori alla norma – tant’è che i prezzi di Pinot Grigio e Chardonnay sono un po’ saliti, la Glera, cuore pulsante delle DOC e della DOCG del Prosecco ci sta regalando quantità buone, uva sana e interessante, parametri analitici corretti: zuccheri, pH e acidità in linea con la norma. Negli ultimi anni, soprattutto in collina, abbiamo sofferto molto per la flavescenza dorata ma quest’anno sembra che il problema si stia contenendo, grazie al lavoro di consorzi, associazioni e viticoltori. È un segnale importante per la stabilità produttiva nel futuro”. Un contesto favorevole, a cui si sta affiancando la capacità di debellare un nemico temibile come la flavescenza, che ha potenzialmente la capacità di annientare un vigneto.

Dal Piemonte Cesare Barbero, direttore di Pertinace, racconta un inizio vendemmia incoraggiante: “Abbiamo iniziato con Dolcetto e Barbera d’Asti che presentano gradazioni ottimali e colori molto belli. Siamo leggermente in anticipo sulla media e questo ci fa ben sperare”. L’annata, meno estrema della precedente, ha permesso una maturazione regolare e uniforme. Anche questa coda di estate, molto buona, ha aiutato a portare le uve a maturazione e con i tempi giusti. Sul fronte quantitativo si registra una leggera contrazione, in parte fisiologica: “Siamo un po’ sotto ai massimali, anche perché per il Nebbiolo è stata decisa a livello consortile una riduzione delle rese del 10%, per prevenire squilibri tra produzione e mercato”. Una scelta strategica che tutela il valore delle denominazioni, in un momento di grande attenzione per Langhe Nebbiolo e Barbaresco.

Dal cuore della Maremma Sergio Bucci, direttore della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano, parla di una vendemmia regolare: “Siamo tornati nella normalità. Dopo qualche episodio di peronospora in zone limitate e due grandinate localizzate, abbiamo anticipato in parte la raccolta per tutelare i soci colpiti. La cooperativa nel suo complesso, con i suoi 650 ettari, non ne ha sofferto. Le ottime escursioni termiche di luglio e le buone condizioni stabilizzate dalla fine di agosto hanno favorito maturazioni promettenti e le prime vinificazioni, dai bianchi precoci ai rosati e ai ciliegioli, mostrano ottima qualità. La scelta di raccogliere anticipatamente le uve grandinate e vinificarle ha permesso di dare dignità al lavoro dei conferitori e di non lasciare frutti in campo”.

Felice Di Biase, direttore della cooperativa abruzzese Cantina Frentana, ci parla di “un’annata  sovrabbondante come da anni non si vedeva. Nonostante una tromba d’aria e una grandinata di metà agosto, che ha colpito una ampia fascia di territorio, dall’autostrada al mare, i danni sono stati contenuti. Oggi, a oltre un mese dalla grandinata, possiamo affermare che non ha impattato molto sugli esiti della vendemmia. La buona allegagione, le piogge al momento giusto e le temperature estive ideali hanno garantito una produzione generosa senza penalizzare la qualità. I bianchi mostrano grande espressività e, a differenza di quanto avviene di solito in annate così abbondanti, anche la qualità sembra altissima. Per i rossi ci aspettiamo volumi importanti e prospettive eccellenti. Un anno quindi favorevole, dopo un 2023 colpito pesantemente dalla peronospora, con una decurtazione importante delle quantità raccolte, e un 2024 in cui non c’è stato un pieno recupero quantitativo”.

Quello che emerge dalle voci delle cooperative rappresentate in The Wine Net è quindi uno scenario di vendemmia coerente, pur nella diversità territoriale, ampelografica, climatica: uve sane, maturazioni regolari, parametri tecnici in equilibrio. Un’annata che, salvo sorprese meteorologiche dell’ultimo minuto, promette di consegnare vini capaci di esprimere il meglio dei territori da cui provengono e avere tutte le caratteristiche per catturare l’interesse del mercato.


Punti chiave:

  1. Annata in equilibrio per le cooperative di The Wine Net: uve sane, maturazioni regolari e parametri tecnici ottimali.
  2. Qualità in primo piano: prospettive incoraggianti per vini espressivi e competitivi sul mercato.
  3. Clima gestibile: eventi estremi contenuti dalle buone pratiche, nessun impatto significativo sulla raccolta.