Durante il convegno “Garda DOC tra Horeca e GDO”, Daniele Colombo di Esselunga ha offerto una lucida visione strategica sul futuro del Garda DOC nella grande distribuzione. Identità territoriale, dati sui consumi e collaborazione di filiera sono i pilastri su cui costruire una presenza solida e duratura sugli scaffali della GDO.
In un mercato del vino sempre più competitivo e frammentato, la GDO gioca un ruolo cruciale e comprendere le dinamiche, le aspettative e le strategie di questo canale è fondamentale per denominazioni emergenti come il Garda DOC. Un illuminante intervento in tal senso è giunto da Daniele Colombo, Category Manager Beverage di Esselunga, durante il recente convegno “Garda DOC tra Horeca e GDO: numeri, percezioni e prospettive”, ospitato nella suggestiva Dogana Veneta di Lazise e organizzato dal Consorzio Garda DOC. Colombo ha offerto una prospettiva privilegiata, delineando opportunità e sfide per i vini gardesani.
Secondo Colombo, la denominazione Garda DOC ha grandi opportunità nel canale della distribuzione moderna. Il suo punto di forza risiede in un territorio percepito come “giovane, fresco, dinamico” e “molto attuale”. È fondamentale, però, puntare sulla concretezza piuttosto che inseguire le mode, poiché le mode come arrivano possono anche passare, mentre gli investimenti devono essere duraturi.
Un altro vantaggio potenziale per il Garda DOC, secondo l’analisi di Colombo, risiede nella sua risposta al cambiamento climatico. “Il Garda ha un grande vantaggio. In questo momento, credo che sia una delle zone d’Italia che, grazie alle sue caratteristiche, è in grado di rispondere meglio ai cambiamenti climatici. E questo è sicuramente un patrimonio che va salvaguardato e ben sfruttato.”
Esselunga, grazie alla sua carta fedeltà Fìdaty, può contare sui dati di 5 milioni e mezzo di clienti. Questi dati non servono a spiare le singole scelte ma a identificare “una tendenza, una traiettoria da seguire” sulle nuove abitudini di consumo. Attualmente, le “bollicine” stanno vivendo un momento di grande popolarità, forse perché “la bollicina è più sinonimo di convivialità, di trovarsi assieme alle persone care e passare un po’ di tempo,” specialmente dopo periodi difficili. Anche le tendenze alimentari, con una preferenza per cibi “più leggeri, freschi”, influenzano le scelte enologiche. È cruciale che il consumatore sia “consapevole dell’acquisto che fa“, che non sia un acquisto “non programmato”.
Colombo ha lodato l’iniziativa del Consorzio Garda DOC nel riunire i diversi attori della filiera: “Il Consorzio del Garda DOC sta facendo qualcosa di diverso, e me ne compiaccio. Ha messo a sedere tutti gli attori del mercato.” L’obiettivo comune deve essere uno solo: soddisfare un cliente, attraverso la qualità dei prodotti e l’efficacia della loro presentazione. La GDO deve essere pronta “in qualsiasi momento un cliente abbia voglia o esigenza di consumare un prodotto.” Se quel prodotto è vino, “avremo fatto il nostro lavoro in maniera eccellente.”
Daniele Colombo ha espresso fiducia nelle potenzialità del Garda DOC, invitando a una responsabilità condivisa: “Credo che oggi abbiamo una grande responsabilità, tutti quanti: dal consorzio, ai produttori, ai distributori, di lunga o corta filiera, quello di salvaguardare e comunicare meglio il territorio.”
Un messaggio chiaro e una roadmap precisa per i vini del Garda DOC che ambiscono a un ruolo da protagonisti negli scaffali della moderna distribuzione. Il Garda DOC ha le carte in regola per affermarsi, a patto di puntare sulla propria identità, sull’ascolto attento del consumatore e su una forte sinergia tra tutti i protagonisti della sua filiera.
Punti chiave:
- Esselunga crede nel Garda DOC come denominazione moderna, dinamica e adatta al canale GDO, a patto che mantenga coerenza e concretezza.
- Il territorio gardesano è strategico anche per la sua capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, un elemento distintivo rispetto ad altre aree vitivinicole italiane.
- L’analisi dei dati Fìdaty consente a Esselunga di intercettare traiettorie di consumo e valorizzare prodotti come le bollicine, simbolo di convivialità.
- Il consumatore deve essere consapevole, guidato verso scelte ragionate grazie a un’offerta chiara, coerente e ben raccontata.
- Il Consorzio Garda DOC è lodato per aver riunito l’intera filiera attorno a una visione condivisa, con l’obiettivo di soddisfare davvero le esigenze del mercato.












































