Sono passati 40 anni esatti dal momento in cui Andrea, il primo dei quattro fratelli Lonardi, prese la decisione di lasciare il vecchio posto di lavoro per creare insieme ai fratelli Mario, Flavio ed Elio Grafical. Oggi possiamo dire che quel “sogno semplice” è diventato qualcosa di grande: Grafical è una delle più prestigiose aziende italiane nella stampa di etichette autoadesive, acqua e colla e packaging, con una specializzazione particolare per il mondo del vino e alcolici oltre che per la cosmesi di lusso.
Dal 1984 a oggi, Grafical si è affermata come punto di riferimento nel settore tipografico grazie alla sua dedizione alla qualità e all’innovazione. Negli ultimi dieci anni, l’azienda ha conosciuto una crescita esponenziale, con un fatturato di circa 18 milioni di euro e un impegno costante negli investimenti, che si aggirano tra i 500.000 e 2.500.000 euro annui in nuove attrezzature e risorse umane. E forse è proprio questo ciò che rende Grafical quello che è oggi: la voglia di fare sempre meglio, investire nella tecnologia e soprattutto nelle persone.
Per conoscere gli ingredienti di questo successo che compie 40 anni, abbiamo intervistato Mario Lonardi, amministratore delegato e presidente della Holding di cui Grafical è parte, che insieme ai fratelli soci porta avanti le controllate della stessa.
Come nasce Grafical?
Grafical nasce da una scommessa tra noi quattro fratelli: io, Andrea, Flavio e Elio. Mio fratello Andrea aveva fatto la scuola grafica e aveva già lavorato per altre aziende del settore. Mentre sia io che gli altri fratelli eravamo impegnati in altri settori. Quando Andrea ci ha parlato della sua idea, ci siamo messi subito assieme e unito le forze. Siamo partiti da una stanza di 25 metri quadrati e pochi soldi a disposizione. Ricordo di aver bussato a diverse porte per chiedere dei finanziamenti che ci consentissero di sostenere le spese dei macchinari già costosi all’epoca.
Cosa vi ha portato ad avere successo?
Ho sempre pensato che il fatto di essere così coesi tra noi fratelli ci abbia premiato e questo senso di coesione e collaborazione lo promuoviamo ogni giorno. Inoltre, noi siamo nati in un momento particolare per l’impresa italiana, negli anni Ottanta, un periodo in cui c’era una grande necessità di aziende particolari. Quando abbiamo creato Grafical, eravamo la seconda azienda di artigianato di tutta la Valpolicella. Infine, ci sentiamo anche dei pionieri, abbiamo saputo anticipare i tempi del mercato che stava cambiando enormemente con tecnologia avanzata e know how.

In che senso pionieri?
Quando abbiamo iniziato, usavamo i caratteri di piombo e legno per stampare come dai tempi della nascita della stampa ad opera di Gutenberg, ma noi abbiamo sempre guardato oltre e in questo orientamento sempre d’accordo tra fratelli. Così, 40 anni fa abbiamo comprato il primo computer Macintosch che costava 40 milioni di lire, investendo sulla nostra voglia di primeggiare e la passione per il lavoro. Nel contribuire al successo, la tecnologia ha avuto un ruolo non indifferente.
Che altre scelte “tecnologiche” pionieristiche avete compiuto?
Siamo stati tra le prime tipografie in Italia ad abbracciare la stampa digitale e installare una HP Indigo, e, per diverso tempo, i soli a disporre della configurazione esclusiva con il modulo Electroink Silver. Provate a pensarci: la flessibilità assoluta di poter stampare in digitale unito alla possibilità di generare un’enorme gamma di colori ed effetti di metallizzazione in un unico processo di stampa. Siamo così pionieri che nel nostro parco macchine possiamo vantare tre HP a bobina e una HP a foglio. Quando ci chiedono come mai investiamo tanto in futuro e tecnologia, la risposta è sempre la stessa: perché ci permette di trasformare la stampa in arte.

Quali sono i valori che vi caratterizzano?
Siamo prima di tutto degli Artigiani: lavoriamo oggi come lavoravamo 40 anni fa. Ognuno di noi quattro fratelli è pronto ed in grado di sostituire i nostri collaboratori in qualunque passaggio dei processi aziendali. Essere artigiani significa anche essere profondamente umani; infatti, nonostante per noi la tecnologia e le macchine siano importanti, non ci dobbiamo dimenticare che senza le persone non saremmo nulla. Diamo lavoro a circa 120 persone in tutto il Gruppo tra questi una quindicina di membri della nostra famiglia, ma per noi famiglia non è solo data dal grado di parentela. I nostri dipendenti sono valorizzati tutti per le loro capacità e fanno parte della grande famiglia di Grafical.
Grafical ha una relazione privilegiata con il mondo del vino…
Sì. Lavoriamo con alcune delle più grandi aziende vitivinicole. Con il mondo del vino abbiamo iniziato a collaborare quasi subito, fin dalla nostra nascita, e questo ci ha consentito di acquisire una grande expertise, che ci ha portato oggi a seguire più di 380 cantine.
Siamo in Valpolicella, zona di vino, per cui specializzarci in etichette e packaging per questo settore è stata una naturale conseguenza. Inizialmente si stampava su etichette per acqua colla, ma noi abbiamo scelto di investire sulle autoadesive alla fine degli anni Novanta e in questo siamo stati i tra i primi in Valpolicella. Questa scelta ci ha premiato perché oggi l’80% del fatturato lo facciamo con il settore vinicolo e cosmetico.
Quali sono gli elementi che rendono un’impresa realmente funzionante e vincente?
Posso parlare della nostra esperienza per estrapolare alcuni elementi che hanno funzionato. Sicuramente anticipare le esigenze di mercato, permette di essere parte della trasformazione. Quando un nostro commerciale avverte una difficoltà da parte di un cliente, noi proviamo a ricercare sempre delle soluzioni e trovare il macchinario che ci consente di dare una risposta efficiente e veloce.
Infine, mi sento di dire che la forza innovatrice e la crescita arrivano facendo uno step alla volta. Noi siamo sorpresi dei risultati ottenuti, ma allo stesso tempo cerchiamo di non fare il passo più lungo della gamba. Ci teniamo a rimanere un’azienda di medie dimensioni e rifiutiamo commesse non alla nostra portata. Mi consenta infine di lasciare un messaggio più olistico.
Cosa c’entra l’olismo con l’imprenditoria?
Io sono un appassionato di discipline orientali e credo che anche nel portare avanti un’azienda sia importante avere a cuore molteplici aspetti: l’unione tra corpo, mente e spirito. Dico sempre ai miei collaboratori e soci che bisogna avere sempre a mente e visualizzare il percorso che ci porta a raggiungere un obiettivo e sforzarsi di convogliare le energie fisiche, mentali e spirituali verso quella meta per riuscire in qualsiasi ambito della vita. Pertanto, io sostengo sempre che non è importante guardare ai risultati e obiettivi che ci siamo dati all’inizio ma al principio comportamentale, umano ed etico con il quale abbiamo percorso la strada per raggiungerli.













































