Lunedì 9 settembre 2024, il Circolo Ufficiali di Verona ha ospitato l’evento “Appuntamento Soave”, organizzato dal Consorzio di Tutela del Soave in collaborazione con la Strada del Vino Soave e con il supporto di Banco BPM. L’incontro, tenutosi nella suggestiva cornice del Castelvecchio, ha riunito oltre 40 aziende vitivinicole e numerosi esperti del settore, con l’obiettivo di celebrare e raccontare l’evoluzione e l’eccellenza del Soave.
Una terrazza affacciata sull’Adige ha fatto da palcoscenico alle migliori espressioni di questo vino, offrendo ai partecipanti la possibilità di degustare versioni fresche di annata e selezioni più mature ed evolute. Il valore dell’identità enologica del Soave, la bellezza delle sue colline riconosciute patrimonio agricolo di rilevanza mondiale dalla FAO e la capacità del vino di sorprendere anche dopo diversi anni in bottiglia sono stati i temi centrali dell’evento.
Il futuro del Soave nel mercato mondiale
Il talk show “Identità Soave: tra paesaggio, freschezza e longevità” ha visto la partecipazione di ospiti di grande prestigio, tra cui Andrea Lonardi, Master of Wine e CEO del Gruppo Marilisa Allegrini, che ha esplorato le prospettive del Soave sul mercato internazionale: “Il futuro del Soave non è mai stato così positivo. Se da un lato assistiamo a una contrazione dei consumi di vino, dall’altro vediamo una crescente richiesta di prodotti che siano espressione di cultura”. Lonardi ha sottolineato l’importanza di adottare strategie di rilancio per garantire al Soave un successo duraturo, soprattutto in mercati come la Germania, dove si stima che il 70% del consumo di vino sarà rappresentato da bianchi entro il 2028.
Un aspetto cruciale per il futuro del Soave è la sua resilienza al cambiamento climatico: “La zona del Soave non soffre il cambio climatico ma anzi ne beneficia, la Garganega è un vitigno rustico capace di adattarsi ed ha una forma di allevamento (pergola) molto adatta al cambiamento climatico. L’ambiente è integro, se si passeggia tra le colline del Soave ci si rende conto che il paesaggio non è stato deturpato come in altre zone vocate”.
Lonardi, oltre agli aspetti e alle peculiarità positive del Soave, ha voluto sottolineare anche gli elementi di criticità che la denominazione deve affrontare: “Per essere equilibrati, è necessario parlare anche di fattori critici. Il Soave viene tuttora commercializzato principalmente nella grande distribuzione ad un prezzo inferiore ai tre euro al litro ed è anche un territorio fortemente disomogeneo. Questi elementi colpiscono il potenziale della denominazione. Anche il cambio generazionale è un tema critico che va affrontato” ha aggiunto Lonardi.
Equilibrio e longevità del Soave
Maurizio Ugliano, professore di Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università di Verona, ha offerto una panoramica scientifica sul legame esclusivo tra il vitigno Garganega e il terroir del Soave. “Dal 2016 stiamo studiando le caratteristiche molecolari del Soave e ciò che emerge è un equilibrio armonico unico nel suo genere” ha affermato Ugliano. Con l’invecchiamento in bottiglia, il Soave sviluppa complessi composti aromatici, che vanno dalle note di erbe aromatiche come rosmarino e timo, fino a richiami minerali e salini simili all’ostrica.
Questo equilibrio, secondo Ugliano, è ciò che distingue il Soave e lo rende capace di evolvere nel tempo, un fattore che dovrebbe essere meglio comunicato al pubblico per valorizzare ulteriormente la denominazione.
Soave: patrimonio agricolo FAO
Clelia Maria Puzzo, Senior Program Specialist della FAO, collegata da remoto ha parlato dell’importanza del riconoscimento del Soave come patrimonio agricolo di rilevanza mondiale. “Non si tratta solo delle qualità del vino, ma dell’intero ecosistema agricolo che lo circonda,” ha spiegato Puzzo, sottolineando come la sostenibilità del sistema produttivo del Soave sia un modello da seguire a livello globale. Il Soave è uno dei pochi territori europei a essere stato incluso nel programma GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems), dimostrando la sua capacità di preservare un equilibrio tra produttività, valore culturale e rispetto per l’ambiente.
È intervenuto anche Lorenzo Pasquini, Directeur d’Exploitation – Estate Manager di Château d’Yquem (nella regione di Sauternes, sud-ovest di Bordeaux), ha portato la sua esperienza in termini di eccellenza produttiva, parlando delle sfide e delle opportunità che si presentano per i produttori di vini bianchi come il Soave. “Oggi i consumatori sono più attenti e selettivi, cercano vini che abbiano una storia, un’identità forte. Il Soave ha tutte le carte in regola per affermarsi sempre di più” ha affermato Pasquini.
Dal punto di vista della comunicazione, Pasquini ha evidenziato come sia necessario rendere l’esperienza del vino sempre più accessibile e inclusiva. “Il nostro obiettivo è permettere al maggior numero di persone di entrare in contatto con il nostro vino, attraverso una comunicazione chiara e coinvolgente,” un approccio che potrebbe essere adottato anche per il Soave.
Mons. Bruno Fasani, Prefetto della Biblioteca Capitolare di Verona, ha portato un contributo ricco di simbolismo e riflessione culturale. Il suo intervento ha offerto una visione che va oltre l’aspetto puramente enologico, collegando la vite e il vino a valori spirituali e culturali profondi. Fasani ha richiamato l’importanza di rendere la produzione vinicola un veicolo di bellezza e cultura, capace di arricchire non solo il palato ma anche lo spirito di chi ne fruisce.
Cristian Ridolfi, Presidente del Consorzio del Soave, ha chiuso l’incontro con una riflessione sulle sfide future della denominazione: “Il Soave ha dei punti di forza che oggi possono essere sfruttati, le peculiarità di questa denominazione sono chiare. È un mondo che ci chiede sempre più professionalità, di essere meno generalisti e più organici, non possiamo permetterci di produrre tanti stili difficilmente comprensibili. Dobbiamo proporre una qualità più univoca, essere capaci di comunicare e raccontare una storia condivisa. Dobbiamo trovare una sintesi, uno stile unitario e una comunicazione uniforme, chiara e facilmente intelligibile“.
Il Soave ha un grande potenziale, ma per sfruttarlo appieno è necessaria una comunicazione mirata ed una strategia unitaria che sappia valorizzare la sua storia, la sua versatilità e la sua capacità di evolvere nel tempo. Solo così potrà crescere ulteriormente nel panorama internazionale, conquistando non solo gli esperti del settore, ma anche le nuove generazioni di appassionati.












































