Si è chiusa ieri Wine Paris e Vinexpo Paris con un significativo traguardo: la manifestazione fieristica, svoltasi dal 13 al 15 febbraio nella capitale parigina, ha registrato fin da subito numeri da record, con un aumento del 41% nel numero di visitatori nel giorno di apertura, oltre ad aver movimentato una importante compagine di produttori italiani (+78% in più di espositori italiani rispetto all’edizione precedente).

Il CEO di Vinexposium Rodolphe Lameyse, che abbiamo raggiunto ai nostri microfoni, ci tiene a sottolineare che le dimensioni non sempre contano di più, per lui la soddisfazione più grande è aver fatto diventare Parigi un importante luogo di incontro, un appuntamento annuale basato sul fattore umano, in cui le persone si sentano bene e a loro agio e concludano buoni affari. 

Cosa ne pensa della partecipazione dell’Italia a Wine Paris & Vinexpo Paris 2024? 

Sono molto contento della partecipazione dell’Italia e non parlo solo in termini di numeri, il doppio rispetto all’anno scorso, ma principalmente per gli investimenti sulla qualità degli stand e il livello dei vini proposti. Lo dichiaro, sono un amante dei vini italiani e non mi resta che fare le mie congratulazioni all’Italia del vino.  

In che modo avete lavorato per portare i buyer internazionali? 

È un lungo lavoro iniziato cinque anni fa, quando abbiamo deciso di lanciare questo evento a Parigi.  Avevamo infatti realizzato che c’era un’aspettativa da parte della comunità internazionale di avere una nuova location, più forte in termini di attrattività, facilities come strutture ricettive e ristoranti.  Questo tipo di lavoro è un investimento che portiamo avanti giorno dopo giorno per convincere le persone che venire a Parigi è la cosa giusta. Come potente constatare voi stessi, la bolla iniziale che era piccola, si è ingrandita anno dopo anno. Oggi vediamo buyer da molte parti del mondo, non solo europei: giapponesi, americani, messicani… La cosa importante per me è che si vede che sono soddisfatti non solo dall’aspetto del business, ma anche del contorno della fiera: i servizi, gli eventi… Sono felice e grato che loro ci diano questa fiducia. 

Cosa vede nel futuro di questa manifestazione?

Dal prossimo anno ci saranno dei cambiamenti strutturali. La sede della manifestazione verrà ricostruita dal 2025 dopo le Olimpiadi. Ci saranno dunque dei cambiamenti e le aziende verranno spostate da dove sono solite posizionarsi. Per i produttori italiani non sarà un grande cambiamento, perché hanno cambiato spesso. Quello che posso dire per l’Italia è che avrà un posto centrale nella struttura della fiera. L’Italia sta crescendo molto e avrà bisogno di più spazio. 

Che consigli darebbe alle aziende italiane?

Quando sei ad una fiera come Wine Paris & Vinexpo Paris, devi arrivare preparato, lavorare in anticipo, connettendosi con il proprio target. Contattare anche gli importatori che già si conoscono ed essere preparati con il calendario di appuntamenti. Rimango spesso stupito dai produttori che vedo seduti ad aspettare che passi un buyer per caso. Non funziona così: un trade show deve essere organizzato e preparato per tempo, perfino gli eventi serali sono un importante momento di incontro e relazione. Ogni dettaglio è importante e nulla va lasciato al caso.