È stata la presenza di un pozzo d’acqua sorgiva a dare a Giovanni Cielo, fondatore dell’azienda omonima nel 1908, la possibilità di impiantare la propria azienda agricola in un piccolo paese nel cuore del Veneto, tra Vicenza e Verona. L’acqua è un tema ricorrente nella storia delle quattro generazioni della famiglia Cielo e di quella che oggi è diventata dopo più di un secolo un’azienda strutturata, che ha dato origine a Cielo e Terra. 

“Siamo consapevoli che il vino ha una elevata impronta idrica. Un litro di vino può richiedere fino a 960 litri di acqua (fonte: waterfootprint.org). Per questo motivo abbiamo deciso di donare acqua pulita laddove è più richiesta” spiega Pierpaolo Cielo, rappresentante insieme al cugino Luca della quarta generazione di famiglia

Seguendo sempre il filo conduttore della sostenibilità, Pierpaolo Cielo ci ha raccontato come l’azienda sia arrivata a costruire un’intera linea di vini che ha come focus la valorizzazione dell’acqua, la Blu Collection

Qual è la filosofia alla base della nuova Blu Collection?

Senza dubbio creare valore. Famiglia Cielo, il brand di cui fa parte la Blu Collection, è portatrice di progetti innovativi e di valore. Partiamo dal presupposto che Cielo e Terra ha una base produttiva molto ampia che si estende da Verona a Vicenza, grazie alla joint venture ventennale con i viticoltori delle Cantine dei Colli Berici sca (oggi Collis), per questo motivo il nostro obiettivo è aumentare i valori differenzianti per superare la concorrenza di prezzo. Cielo e Terra ha creato con questa logica il marchio Famiglia Cielo, che costituisce il 40% del giro di affari del gruppo in quasi 70 mercati e attraverso il quale abbiamo sviluppato una linea come la Blu Collection con un interessante storytelling e un plus valoriale legato alla sostenibilità. 

In che modo la sostenibilità è un valore aggiunto della vostra realtà aziendale?

Il nostro è un percorso iniziato già da diversi anni e segnato da alcune tappe fondamentali. Nel 2020 la nostra azienda ha ottenuto la certificazione B-Corp, inserendosi in un movimento globale che mira a diffondere un modello di business nuovo e più evoluto, premiando le pratiche sostenibili. Nel 2022 siamo diventati ufficialmente Società Benefit, società che ricerca il profitto e ha come attività prevalente la creazione di un impatto positivo su persone e ambiente, e nello stesso anno abbiamo aderito a Viva Sustainable, il protocollo italiano per la sostenibilità in enologia.  Inoltre, Cielo sostiene progetti idrici in tutto il mondo con Wine To Water perché l’acqua è la nostra risorsa chiave, quindi vogliamo restituire lo stesso valore che utilizziamo. 

Ci racconta il progetto con Wine To Water?

L’acqua è una risorsa fondamentale per il nostro vino e la nostra vita, per questo sosteniamo da tempo Wine To Water (WTW), un’organizzazione globale senza scopo di lucro che regala vita e dignità attraverso il potere dell’acqua pulita, cercano di alleviare la schiavitù dell’acqua spesso a carico di donne e bambini. Nel 2022 la squadra WTW ha risposto ai disastri in Florida, Mississippi, Pakistan, Turchia/Siria e Ucraina. Attraverso la nostra Blu Collection abbiamo mirato a migliorare il nostro legame con Wine To Water creando una bottiglia unica, per dare ulteriore valore a questa collezione di vini e restituire acqua potabile. 

In che modo avete valorizzato il legame con l’acqua?

Sulle bottiglie principali di Pinot Grigio e Prosecco abbiamo creato dei particolari effetti sul vetro, realizzati in collaborazione con Verallia, incidendo delle onde per ricordare il movimento dell’acqua. Questo tipo di innovazione sia in termini di packaging che a livello di comunicazione di valore ci consente anche di inserirci in nicchie a più alto valore aggiunto, in mercati come gli USA ad esempio dove la competizione è alta. I prodotti che proponiamo inoltre sono freschi e leggeri, con bassa gradazione alcolica, elemento che ci fa andare incontro al nuovo consumatore, più attento all’aspetto ambientale e salutistico. 

In che modo gli elementi del packaging veicolano il messaggio che volete lanciare con questa collection?

Siamo Benefit Corporation e in quanto tale dobbiamo portare benefit agli azionisti, ma anche al pianeta e alle persone. Per questo abbiamo percorso la via delle bottiglie speciali a basso peso – entro i 600 grammi. Inoltre, come già detto, siamo una società certificata sulla sostenibilità, dunque quando facciamo innovazione cerchiamo la soluzione più sostenibile possibile. Da tre anni l’azienda ha abbandonato l’uso di tappi tecnico in bioplastica con il passaggio delle chiusure in sughero (100% certificato FSC) che copre il 54% dell’imbottigliato.

Come state affrontando il problema del cambiamento climatico e della desertificazione nella vostra zona?

Il problema del cambiamento climatico ci costringe a chiederci se tra pochi decenni a certe latitudini della Terra ci si potrà permettere di fare ancora vino. La nostra è una filiera idrovora, che richiede grandi quantitativi di acqua. Fortunatamente al momento nella Valle del Chiampo, dove ci troviamo, c’è buona disponibilità di acqua, per questo e tenendo conto delle difficoltà riscontrate in altre aree, il nostro obiettivo è diventato cercare di ridurne l’uso, per non sprecarla. Siamo orgogliosi di dire che abbiamo favorito il recupero di oltre 50.000 m3 di acqua di processo negli ultimi sei anni, la riduzione del 29% del consumo di acqua per bottiglia rispetto al 2020, il 100% dei rifiuti destinati a recupero e non smaltiti in discarica ed il mantenimento della fornitura di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili certificate.

Sostenibilità è anche valorizzazione delle risorse del territorio…

Questa è una tematica a noi molto cara fin dall’inizio, quando Cielo e Terra è nato creando un’alleanza con le Cantine dei Colli Berici. La prima vera azione di sostenibilità di filiera che abbiamo proposto è stata una extra rendita ai viticultori. L’attenzione di Cielo e Terra al capitale umano si manifesta inoltre attraverso l’impegno continuo a garantire la retribuzione equa ai propri lavoratori anche con sistemi di incentivazione basati sulle performance aziendali e investimenti dedicati alla formazione continua. 

Aggiungerei a questo anche l’impegno assunto 3 anni fa nell’acquistare la Villa Favorita a Monticello di Fara, un bene che è in fase di valorizzazione e altrimenti sarebbe andato perso ed in decandenza. 

Export e sostenibilità in termini di solidarietà in che modo sono combinate per voi?

Promuoviamo costantemente progetti solidali a livello internazionale in aree che conosciamo, perché sono inserite nei nostri percorsi legati all’export. Ad esempio negli ultimi tempi abbiamo promosso iniziative solidali in Israele con Azione contro la Fame, in Ucraina ed in Turchia, ma anche in Sierra Leone o in Kenya collaborando con associazioni come Murialdo World onlus o Amref Wash Program. Sono mercati che conosciamo in cui vogliamo portare valore, al di là delle nostre azioni commerciali.