L’intervista a Tom Gearing, CEO e fondatore di Cult Wines, esplora l’evoluzione del mercato dei vini pregiati tra collezionismo, investimento e innovazione tecnologica. Un settore storicamente elitario e opaco si apre oggi a nuovi investitori e alle giovani generazioni grazie a piattaforme digitali che garantiscono accessibilità, trasparenza, dati in tempo reale e una gestione più consapevole degli asset vinicoli.

Tom Gearing, CEO di Cult Wines, è diventato famoso nel 2012 quando si è classificato secondo nell’ottava stagione del reality show della BBC The Apprentice. In questi anni Gearing è diventato un attore importante nel mondo del commercio di vini pregiati, trasformando Cult Wines, che lui e suo fratello hanno co-fondato nel 2007, in un’azienda che ha venduto oltre 500 milioni di sterline di vino, con una rete globale di clienti, una piattaforma di trading e l’impegno a rendere l’acquisto e la vendita di vini pregiati il ​​più semplice possibile.

Gearing esprime grande fiducia nel futuro dei vini pregiati e nell’accessibilità per le nuove generazioni, sempre più attente e tecnologiche. La tecnologia sta infatti trasformando uno dei settori più tradizionali e opachi al mondo. La tecnologia democratizza l’accesso e dà potere ai collezionisti, portando un mercato secolare nell’era digitale.

Cos’è Cult Wines? 

Cult Wines è la società madre di Cult Wine Investment e di CultX, la piattaforma di trading digitale. Fondata nel 2007, Cult Wines è uno strumento con cui stiamo rimodellando il mercato dei vini pregiati combinando tecnologia, dati e accesso alla comunità globale per rendere il collezionismo e l’investimento nel vino sicuri, gratificanti e accessibili.

Qual è il potenziale dei vini pregiati oggigiorno?

Oggi, i vini pregiati sono una classe di attività matura con rendimenti annui di circa il 10% e bassa correlazione con i mercati tradizionali. Il loro valore deriva dalla scarsità, dalla domanda globale e dalla diversificazione, il che li rende sia un investimento stabile che un bene tangibile. Sebbene non siano adatti al trading a breve termine, con la giusta selezione, i vini pregiati offrono crescita a lungo termine e resilienza del portafoglio.

Perché un consumatore dovrebbe investire nel vino?

I vini pregiati combinano rendimenti elevati e stabilità. Storicamente, ha generato rendimenti costanti, spesso a due cifre, sostenuti dalla crescente domanda globale, in particolare dai mercati emergenti. Come asset class, ha anche sovraperformato investimenti più tradizionali come azioni, immobili e oro. Funge anche da bene rifugio.

Durante i periodi di volatilità del mercato, il vino pregiato ha storicamente mostrato una maggiore resilienza rispetto alle azioni globali, contribuendo a proteggere il capitale quando altri mercati sono sotto pressione. Domanda e offerta svolgono un ruolo cruciale.

Il vino è un bene finito e tangibile: ogni annata è limitata e, con il consumo delle bottiglie, la scarsità aumenta. Allo stesso tempo, i vini migliori migliorano con l’invecchiamento, diventando più desiderabili e preziosi. Infine, il vino pregiato presenta una bassa volatilità nel lungo termine, il che lo rende un efficace diversificatore e un elemento stabilizzante all’interno di un portafoglio di investimenti più ampio.

E le generazioni più giovani?

Abbiamo assistito a un netto cambiamento nella nostra base di utenti, con i Millennial che si stanno affermando come il futuro del vino pregiato. Questa generazione desidera una scelta più ampia oltre ai classici tradizionali, commissioni più basse, un maggiore controllo sui propri portafogli e la piena trasparenza su prezzi, provenienza e liquidità. Sono collezionisti più intelligenti, che privilegiano il digitale e che usano la tecnologia per esplorare, confrontare e investire consapevolmente, spesso acquistando meno vini, ma di qualità e valore superiori.

CultX risponde direttamente a questo cambiamento eliminando gli intermediari e dando agli utenti il controllo. Strumenti come la nostra One-Minute Cellar basata sull’intelligenza artificiale semplificano la creazione di un portfolio personalizzato in pochi secondi. Quando il vino è percepito come personale, trasparente e stimolante, i collezionisti più giovani non solo lo apprezzano, ma ci investono.

Qual è il ruolo della tecnologia nel vino?

La tecnologia sta trasformando uno dei settori più tradizionali e opachi al mondo. Tradizionalmente, l’acquisto e l’investimento nel vino si basavano su broker, aste e reti personali. I mercati erano lenti, le informazioni erano frammentate e l’accesso a bottiglie rare era difficile per chiunque non fosse al di fuori dei circoli d’élite.

Abbiamo creato la piattaforma CultX perché la tecnologia offre trasparenza, dati e accesso al mercato in tempo reale direttamente ai collezionisti. Gli utenti possono visualizzare prezzi in tempo reale, trend storici di mercato e provenienza verificata, prendendo decisioni consapevoli su cosa acquistare, quando e come gestire le proprie collezioni.

La tecnologia migliora anche la liquidità, consentendo ai collezionisti di elencare, acquistare e vendere vini all’istante, cosa che era quasi impossibile nei mercati offline. Inoltre, crea fiducia e sicurezza, con proprietà e provenienza verificate che garantiscono agli acquirenti di acquistare vini autentici e di qualità da investimento.

In breve, la tecnologia democratizza l’accesso e dà potere ai collezionisti, portando un mercato secolare nell’era digitale. Rende il vino pregiato più accessibile, efficiente e coinvolgente, pur mantenendone la qualità e la tradizione.

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Punti chiave

  1. I vini pregiati sono una asset class matura, con rendimenti medi annui intorno al 10% e bassa correlazione con i mercati tradizionali.
  2. La scarsità naturale del vino e l’invecchiamento qualitativo sostengono valore, stabilità e resilienza nel lungo periodo.
  3. Le nuove generazioni, in particolare i Millennial, guidano il cambiamento chiedendo trasparenza, controllo diretto e strumenti digitali.
  4. Cult Wines integra tecnologia, dati e piattaforme di trading per semplificare investimento e collezionismo.
  5. La digitalizzazione democratizza l’accesso ai vini pregiati, trasformando un mercato storico in un ecosistema più aperto ed efficiente.