Mack & Schuhle Italia, guidata da Fedele Angelillo, produce e distribuisce vini italiani per i grandi mercati internazionali. Il modello integra private label e brand propri, puntando su qualità territoriale e visione globale. A Vinitaly 2026 l’azienda ha presentato una nuova gamma di vini no-low, frutto di investimenti nella dealcolazione e di tecniche produttive mirate.
Mack & Schuhle Italia produce e distribuisce vini italiani destinati ai mercati internazionali, lavorando su progetti costruiti su misura per clienti e canali diversi. Opera attraverso una rete di cooperative distribuite in tutta Italia, con cui costruisce produzioni radicate nei territori ma pensate fin dall’inizio per una distribuzione globale. Alla base c’è un modello che unisce competenze produttive italiane e struttura commerciale internazionale, sviluppata nell’ambito del gruppo Mack & Schuhle AG, tra i principali operatori europei nell’importazione e distribuzione di vino e spirits.
L’imprenditore pugliese Fedele Angelillo ha costruito il modello operativo del progetto italiano, che oggi si estende all’intero ambito nazionale, ed è oggi amministratore unico di Mack & Schuhle Italia. Durante l’ultimo Vinitaly ha condiviso con noi la storia e la filosofia del progetto, e illustrato le scelte imprenditoriali che sono alla base di alcuni recenti progetti di diversificazione produttiva.
La famiglia Angelillo avvia nel 2008 un’attività commerciale nel settore vinicolo; nel 2011 Latentia winery – questo il nome dell’azienda, dalla località Laterza, vicino a Taranto – avvia il primo stabilimento produttivo in Puglia. Nel 2016, Mack & Schuhle AG entra nel capitale di Latentia winery e nasce di fatto Mack & Schuhle Italia, con il progetto di estendere a monte una filiera che il gruppo tedesco non presidiava, e di affiancare alla forza commerciale e distributiva del gruppo una struttura produttiva interna, in grado di sviluppare vini italiani destinati ai grandi retailer europei.
Il nucleo produttivo di Mack & Schuhle Italia integra un modello che opera trasversalmente su tutte le regioni vitivinicole, attraverso un network di cooperative, che garantiscono massa critica e continuità qualitativa, che permettono di servire progetti su misura per clienti internazionali. “Non si tratta di una semplice attività di imbottigliamento: ogni vino nasce e si sviluppa nel territorio di origine, con un controllo diretto su tutte le fasi produttive locali, dalla selezione delle masse alla definizione del profilo organolettico, fino all’imbottigliamento. Inoltre, costruiamo relazioni pluriennali: questo permette ai nostri partner di investire e programmare, e a noi di offrire stabilità ai clienti”, sottolinea Fedele Angelillo. Una visione che introduce anche un tema spesso trascurato nel dibattito: quello della sostenibilità sociale lungo la filiera, intesa come capacità di generare valore nel tempo per tutti gli attori coinvolti, dando la possibilità agli stessi di poter fare investimenti e una programmazione strategica di lungo periodo.
Il cuore commerciale del business resta oggi fortemente legato alla grande distribuzione organizzata, canale che intercetta circa l’80% dei consumi globali di vino, concentrati nella fascia di prezzo tra i 5 e i 15 euro. In questo contesto, Mack & Schuhle Italia opera sia attraverso private label – sviluppate per grandi catene internazionali – sia attraverso un portafoglio di marchi propri, che rappresentano la direttrice strategica di sviluppo per il futuro.
“Le private label oggi pesano ancora più del 50% del nostro business, ma l’obiettivo è crescere sempre di più con i brand proprietari, per costruire valore nel lungo periodo”, osserva Angelillo.
Sul piano geografico, il modello consente di intercettare dinamiche molto differenziate. Piemonte e Toscana continuano a rappresentare punti di riferimento consolidati sui mercati esteri, mentre aree come Friuli e Alto Adige mostrano una crescita costante. Parallelamente, emergono nuove traiettorie nel Sud Italia, con regioni come Calabria, Campania e Abruzzo che stanno raggiungendo livelli qualitativi sempre più competitivi.
Ma è sul fronte dell’innovazione di prodotto che emerge una delle scommesse più rilevanti. Già nel 2025, anticipando l’approvazione della normativa italiana, l’azienda ha investito diversi milioni di euro in un impianto di dealcolazione di ultima generazione, installato nello stabilimento di Laterza. Una scelta pionieristica, maturata osservando i trend dei mercati internazionali.
A Vinitaly 2026 è stata presentata una nuova gamma di prodotti no-low, che include vini fermi e spumanti dealcolati, e prodotti a basso contenuto alcolico ottenuti attraverso vendemmia anticipata e fermentazione controllata. Un’offerta che punta a mantenere intatta l’identità del prodotto italiano, puntando sulla qualità, grazie a una filiera interamente nazionale, dalla produzione alla dealcolazione.
“Non consideriamo i vini dealcolati un’alternativa al vino, ma un nuovo segmento di mercato, che risponde a esigenze diverse: dai giovani che si avvicinano gradualmente al consumo, a chi cerca un’opzione più leggera per motivi salutistici, culturali o semplicemente legati all’occasione. Produciamo in Italia, dealcoliamo in Italia e utilizziamo tecnologia italiana: il valore del Made in Italy deve restare centrale anche per queste nuove categorie di prodotto”.
La prospettiva quindi non è quella di una sostituzione del vino tradizionale, ma di un ampliamento delle occasioni di consumo, anche in relazione a fenomeni emergenti come la mixology e i nuovi stili di vita.
In un mercato sempre più polarizzato tra eccellenze di nicchia e grandi volumi, Mack & Schuhle Italia si posiziona così in uno spazio intermedio ma strategico: quello in cui industrializzazione, controllo della qualità e capacità di lettura dei trend si combinano per costruire un’offerta coerente con la domanda globale.
Punti chiave
- Filiera interamente italiana: Mack & Schuhle opera con cooperative su tutto il territorio nazionale, garantendo qualità e continuità produttiva.
- GDO cuore del business: l’80% dei consumi globali di vino si concentra tra 5 e 15 euro, fascia presidiata con private label e brand propri.
- Brand proprietari come priorità strategica: le private label superano il 50% del fatturato, ma l’obiettivo è crescere con marchi di proprietà.
- Investimento pionieristico nel dealcolato: già nel 2025 installato un impianto di ultima generazione, anticipando la normativa italiana.
- Dealcolati come nuovo segmento, non sostituto: i prodotti no-low ampliano le occasioni di consumo senza sostituire il vino tradizionale.















































