Nel 2025 il marketing del vino si trasforma: meno tecnicismi e più storytelling emozionale, esperienze multisensoriali e automazione intelligente. Cantine da Marlborough a Napa integrano short video, iniziative wellness e canali trade, mentre l’AI personalizza offerte e tempi di contatto. Questo articolo analizza i cambiamenti strategici e offre raccomandazioni pratiche per le cantine.
Il marketing del vino sta vivendo una trasformazione epocale. Prezzi in aumento, attenzione crescente al benessere e calo dei consumi tra le nuove generazioni stanno ridisegnando la relazione tra produttori e pubblico. I consumatori – soprattutto under 40 – consumano meno, ma puntano a prodotti di maggiore qualità, privilegiando esperienze coinvolgenti e autentiche rispetto alla classica degustazione.
Il messaggio non è più “il vino come lusso” o “vino e weekend”, ma storie, valori e connessioni reali. Tecniche di vinificazione, dati sul grado zuccherino o note di degustazione restano rilevanti, ma non sono più l’unico linguaggio possibile.
Dallo “science talk” al racconto emozionale
Come riporta un recente approfondimento di Seven Fifty Daily, cantine come Jules Taylor Wines (Nuova Zelanda) hanno abbandonato l’uso di influencer e la comunicazione tecnica per puntare su short video, immagini iconiche e lifestyle storytelling, mostrando paesaggi mozzafiato anziché vigneti indistinguibili.
Per Echolands Winery (Washington), la chiave è stata raccontare la vita in cantina – dal panorama sulla terrazza agli eventi con il team – sfruttando Instagram, TikTok e persino la fotografia analogica per attrarre i 25-44enni, che oggi rappresentano il 60% del loro engagement online.
In Provenza, Château Gassier ha spostato il focus da un prodotto “tecnicamente perfetto” a una narrazione che celebra sei generazioni di storia familiare, radici territoriali e pratiche sostenibili.
Non basta più “visitare un’azienda per bere un calice”: il pubblico cerca esperienze immersive. In Toscana, Famiglia Casadei integra vino, cibo, biodiversità ed etica in un racconto coerente, selezionando con attenzione i partner per collaborazioni autentiche.
A Napa Valley, Eleven Eleven Wines ha lanciato il format “Flight & Delight”, una degustazione breve prenotabile last-minute, pensata per chi ha poco tempo ma vuole vivere un momento di qualità. L’esperienza viene promossa principalmente attraverso newsletter, sito e interazioni in loco – con il supporto dei social per offerte stagionali.
Il canale trade come moltiplicatore
I social e le esperienze sono pensati per il consumatore finale, ma il trade (importatori, buyer, sommelier) resta cruciale. Château Gassier ha rafforzato la presenza su LinkedIn e sfrutta Google Business come “vetrina virtuale”.
In Argentina, Bodega Catena Zapata coinvolge la trade community con tasting brevi e mirati e un uso organico dei social: il winemaker Alejandro Vigil conta 376.000 follower, la cantina 274.000, e la stessa Laura Catena 96.000. Nessuna campagna media a pagamento strutturata, ma tagging mirato di ospiti e collaboratori.
Benessere e consumo consapevole
Il trend “meno ma meglio” guida anche l’offerta. Catena Zapata lavora su vini no/low alcohol di alta qualità, con uve di eccellenza provenienti da Tupungato (Uco Valley).
Eleven Eleven Wines ha creato “We11ness Series”, incontri che uniscono vino e benessere in tutte le sue dimensioni – fisica, emotiva, sociale – con 40-60 partecipanti per sessione e promozione multicanale.
AI e automazione: il nuovo sommelier digitale
L’intelligenza artificiale e i sistemi di automazione entrano ufficialmente nel marketing enologico. Famiglia Casadei utilizza sistemi di analisi predittiva per ottimizzare orari di invio newsletter e campagne di re-marketing, ottenendo un +24% di open rate e un +18% di conversioni.
Eleven Eleven sfrutta il CRM per attivare flussi personalizzati post-visita: email di ringraziamento, offerte su edizioni limitate, inviti a eventi. Un “motore silenzioso” che mantiene alto l’engagement e stimola il riacquisto.
5 strategie vincenti per il marketing del vino nel 2025
- Passare dalla tecnica all’emozione
Ridurre il linguaggio tecnico e puntare su storytelling autentico e contenuti lifestyle, con immagini suggestive e brevi video coinvolgenti. - Creare esperienze multisensoriali
Offrire degustazioni e attività che combinino vino, cibo, territorio e valori aziendali, per attrarre un pubblico alla ricerca di esperienze uniche. - Valorizzare il canale trade
Comunicare in modo mirato con importatori, buyer e sommelier, usando piattaforme come LinkedIn e contenuti digitali di qualità. - Intercettare il trend del benessere
Sviluppare prodotti low o no-alcol e iniziative che uniscano vino e benessere, promuovendo un consumo consapevole e di qualità. - Integrare AI e automazione
Usare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati dei clienti, personalizzare le comunicazioni e ottimizzare il timing delle campagne, aumentando engagement e conversioni.
In sintesi: il marketing del vino nel 2025 punta a emozionare, connettere e personalizzare. Il futuro non è solo nella bottiglia, ma nel racconto, nell’esperienza e nella relazione continua con chi il vino lo beve, lo racconta e lo vende.
Punti chiave:
- Storytelling emozionale — sostituire il linguaggio tecnico con contenuti lifestyle e short video per creare connessioni autentiche.
- Esperienze multisensoriali — proporre degustazioni flessibili e programmi che integrano vino, cibo e territorio (es. “Flight & Delight”).
- Valorizzazione del trade — rafforzare relazioni con buyer e sommelier tramite LinkedIn e tasting mirati come moltiplicatori di vendita.
- Trend wellness — sviluppare alternative low/no-alcol e iniziative che collegano vino e benessere per un consumo più consapevole.
- AI e automazione operative — usare segmentazione e flussi CRM: esempio concreto, Famiglia Casadei ha ottenuto +24% open rate e +18% conversioni.












































