Il Nuovo Codice della Strada 2024 non modifica i limiti alcolemici per la guida, ma introduce sanzioni più severe e l’obbligo dell’alcolock per i recidivi. Un test di Quattroruote dimostra che, pur restando nei limiti di legge, l’alcol riduce i tempi di reazione e aumenta la percezione di sicurezza alla guida. La prudenza resta fondamentale.

Il Nuovo Codice della Strada è entrato in vigore sabato 14 dicembre 2024. Prima di essere approvata come testo definitivo, questa nuova disposizione di legge ha causato non pochi allarmismi per l’industria del vino e degli alcolici. La diffusa preoccupazione per il presunto giro di vite che la riforma avrebbe dato relativamente al consumo di alcolici, ha causato non pochi quesiti in merito al consumo di alcol prima di mettersi alla guida di un veicolo. Fortunatamente la riforma non ha toccato i limiti consentiti per legge, ma siamo così sicuri che non abbia sollevato interessanti considerazioni in merito all’effetto dell’alcol per coloro che sono alla guida di un veicolo?

Il Nuovo Codice della Strada 2024

Vediamo prima in che cosa consiste, dunque, il Nuovo Codice della Strada. Sostanzialmente il nuovo documento di legge prevede ulteriori strette riguardanti l’uso dei cellulari alla guida, il tasso alcolemico e stupefacenti, l’uso delle biciclette e dei monopattini e l’utilizzo degli autovelox in modo equo. Il tasso alcolemico massimo consentito per guidare rimane 0,5 g/l, mentre per i neopatentati e autisti professionisti, il limite è 0,0 g/l. Dunque il limite alcol guida 2025 resta lo stesso, ma le sanzioni diventano più severe. In particolare, aumenta l’importo delle multe per chi guida con un tasso alcolemico sopra i limiti, la revoca della patente diventa più rapida per i recidivi e viene introdotto l’uso obbligatorio dell’alcolock per chi ha avuto precedenti condanne.

L’alcolock è un dispositivo che impedisce l’avvio dell’autovettura in caso di stato di ebbrezza che funziona come un etilometro. Questo sistema è già stato sperimentato in molti Paesi europei, dove è anche obbligatorio per i mezzi pesanti, ma al momento non è ancora operativo in Italia, perché manca il decreto attuativo che definisca le modalità di applicazione, lasciando questa misura ancora in sospeso.

Il test di Quattroruote 

Di fronte a questo diffuso allarme, il noto magazine Quattroruote ha deciso di realizzare un test per mostrare, dati alla mano, qual è il tasso alcolemico dopo aver bevuto una o due dosi di alcool al pasto e che cosa effettivamente succede se ci si mette al volante. Al test di Quattroruote, svoltosi nella pista di proprietà a Vairano in un contesto protetto e controllato, hanno partecipato due donne e due uomini, di età, altezza, peso e corporatura differenti. A ciascuno di essi sono state somministrate due dosi successive di una stessa bevanda alcolica (vino rosso fermo, prosecco, birra e gin), la prima al termine di un pranzo leggero e la seconda un’ora dopo la prima assunzione. A controllare lo svolgimento del test ed effettuare i rilevamenti tecnici è stata una pattuglia di agenti della Polizia Locale di Buccinasco (MI), che ha fornito anche l’etilometro ufficiale, impiegato quotidianamente su strada.

Il risultato del test 

Tutti i partecipanti che hanno bevuto i due calici di vino (125 ml cad.), i due flute di Prosecco (100 ml cad.) e i due bicchieri di birra (330 ml cad.) al pranzo sono rimasti all’interno della soglia di legge. Anche la persona che ha assunto il gin (40 ml cad.) ha registrato un dato negativo. Tale prova, spiega Quattroruote, ha in ogni caso evidenziato un effetto moltiplicatore della sostanza alcolica che va sempre tenuto presente: alla seconda misurazione, il tasso è infatti salito a 0,21 contro lo 0,08 della prima bevuta (e quindi lo 0,16 atteso). Dunque, con l’avvertenza che ogni metabolismo è diverso, il classico calice a cena fuori o a casa di amici non dovrebbe porre nessuno a rischio di sanzioni. Gli allarmi diffusi appaiono dunque ingiustificati.

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Ulteriori considerazioni sul piano del comportamento alla guida

Quattroruote non si è fermata al piano giuridico. Oltre alla misurazione con l’etilometro, la redazione ha infatti voluto verificare se dopo aver assunto dell’alcol, e pur rientrando nei limiti di legge, i comportamenti alla guida dei quattro soggetti fossero cambiati. Lo ha fatto ripetendo un test statico – reso possibile da uno specifico strumento in dotazione del Centro Prove di Quattroruote che rileva i tempi di reazione, fondamentali per la sicurezza in strada – e un paio di esercizi dinamici, consistenti in un semplice parcheggio longitudinale e in uno slalom tra i birilli. Un test quest’ultimo senza pretese di valenza scientifica, ma in ogni caso molto realistico, che ha dimostrato come l’alcool sia in grado di abbassare i freni inibitori. Nello slalom, infatti, rispetto la performance pre-bevuta, quasi tutti i partecipanti hanno guidato a velocità maggiore e urtato alcuni degli ostacoli presenti, comportandosi in modo meno attento e più spavaldo. 

“Quattroruote ribadisce che, aldilà delle norme di legge che vanno sempre rispettate, il buon senso deve portare l’automobilista ad agire con consapevolezza e prudenza evitando di assumere alcool. Qualora, restando nei limiti consentiti, si voglia bere un bicchiere al pasto, il monito è di prestare la massima attenzione e guidare con una cautela maggiore del solito, evitando l’eccessiva confidenza, la sottovalutazione del rischio e la sopravvalutazione delle proprie capacità” conclude la redazione di Quattroruote nel comunicato che annuncia i risultati del test.


Punti chiave:

  1. I limiti alcolemici restano invariati – Il tetto massimo è ancora 0,5 g/l (0,0 g/l per neopatentati e professionisti), ma le sanzioni sono più severe.
  2. Alcolock per recidivi – Chi ha precedenti per guida in stato di ebbrezza dovrà installare un dispositivo che impedisce l’avvio dell’auto se rileva alcol nel respiro.
  3. Il test di Quattroruote conferma il rischio – Anche con livelli alcolemici sotto il limite, i riflessi peggiorano e il comportamento alla guida diventa più spavaldo.
  4. Aumento delle multe e revoca patente più veloce – Le pene per chi supera i limiti sono state irrigidite per ridurre gli incidenti causati dall’alcol.
  5. Prudenza necessaria, anche sotto i limiti – Pur restando nei parametri legali, il consumo di alcol riduce la percezione del rischio e può compromettere la sicurezza alla guida.