I Consorzi di tutela delle denominazioni italiane, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, svolgono anche attività di promozione dei territori vitivinicoli. 

Le recenti norme europee, e in particolare il Regolamento UE 2024 / 1143 riformano il sistema delle IG e conferiscono ai Consorzi nuovi poteri e responsabilità: tra queste, intervenire in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, anche sviluppando servizi turistici nella propria area geografica.

Abbiamo chiesto a Francesca Seralvo, Presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, di descrivere il ruolo svolto dal Consorzio in materia di promozione enoturistica, di illustrare i principali strumenti utilizzati a sostegno di questa attività, con particolare riferimento all’enoturismo sostenibile e di condividere le strategie più utili per potenziare le sinergie e le ricadute positive sul territorio. 

Il Consorzio è impegnato nella protezione e promozione delle produzioni locali, anzitutto in termini di qualità e particolarità dei vini dell’Oltrepò Pavese. Per quanto riguarda le attività di promozione e valorizzazione dell’enoturismo, da tempo il Consorzio mette in campo una serie di strumenti: la partecipazione alle più importati fiere di settore, in Italia e soprattutto all’estero, con collettive di prodotti enologici, anche in collaborazione con altre eccellenze del territorio, come ad esempio il Grana Padano; un’intensa attività di comunicazione on-line e off-line; l’organizzazione di degustazioni, di visite guidate alle cantine e ai vigneti, oltre a eventi speciali. “Uno su tutti Oltrepò Terra di Pinot Nero, che giunge quest’anno alla sua quarta edizione e che nasce proprio da un’intuizione di noi produttori del territorio, poi supportata dal Consorzio, che ne ha subito colto le potenzialità come momento esclusivo dedicato a una delle nostre eccellenze enoiche in un momento di confronto e dialogo tra le cantine, ma anche con il pubblico di addetti ai lavori”.

Per quanto riguarda l’aspetto sostenibile dell’enoturismo, molte cantine dell’Oltrepò sono in prima linea con scelte che vanno ben oltre la certificazione biologica: dalle bottiglie più leggere alle etichette in carta riciclata, alla raccolta di acqua piovana per l’irrigazione. Questo aiuta il Consorzio a costruire percorsi green sul territorio. “Negli anni abbiamo lavorato con organizzazioni locali per valorizzare non solo i vini ma anche il paesaggio, la cultura e le tradizioni. Promuoviamo pratiche agricole sostenibili tra i nostri associati, incentivando l’adozione di tecniche di viticoltura biologica e biodinamica. Collaboriamo con enti locali e associazioni per la conservazione dell’ambiente e la tutela del territorio. Inoltre, vorremmo portare avanti anche progetti di mobilità sostenibile per i visitatori, che possano passare attraverso l’implementazione di percorsi cicloturistici e il miglioramento dei servizi di trasporto pubblico nelle aree rurali”.

Alla luce del nuovo Regolamento UE 2024 / 1143 “il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese si sta attrezzando per rafforzare il suo ruolo di garante dei disciplinari e, al contempo, per avere un ruolo ancora più centrale nel coordinamento dello sviluppo enoturistico del territorio”. Lo strumento ideale è quello di creare una piattaforma di dialogo e di coordinamento che coinvolga tutti gli attori chiave: produttori di vino, operatori turistici, enti locali e associazioni di categoria, per elaborare congiuntamente una strategia che sia di supporto allo sviluppo dei servizi turistici nella propria area geografica e contestualmente garantisca un approccio sostenibile. “La mia idea”, riprende il Presidente Seralvo, “è quella di facilitare la comunicazione e la collaborazione, promuovendo progetti integrati di sviluppo turistico e creare un piano strategico a lungo termine che includa l’ideazione, la promozione o il sostegno di eventi. L’obiettivo è sviluppare un concetto di esperienza enoturistica autentica, rispettosa dell’ambiente e capace di valorizzare le eccellenze del territorio. La nostra visione è quella di fare dell’Oltrepò Pavese una destinazione di riferimento per i cultori del vino e della natura, senza però snaturarlo e garantendo un impatto positivo sulle comunità locali e sull’ambiente stesso”.