Cantina Pertinace di Treiso festeggia i cinquant’anni di Barbaresco con un’etichetta celebrativa firmata da Ugo Nespolo, artista tra i più noti in Italia. La cooperativa, fondata nel 1973 da tredici soci, avvia un percorso d’arte tra i filari, con opere di Alberto Capozzi e Olivia Arthur, in vista di Alba Capitale della Cultura 2027.
C’è una data che a Treiso conoscono bene: 1973. Tredici amici che decidono di fare insieme quello che da soli sarebbe stato più difficile. Da lì nasce Cantina Pertinace, cooperativa delle Langhe, e da lì parte una storia che oggi arriva alla sua cinquantesima vendemmia di Barbaresco.
Cinquant’anni sono la prova che una comunità produttiva può restare fedele alla propria origine e, allo stesso tempo, guardare avanti. Pertinace ha scelto di raccontarlo in un modo che non ti aspetti da una cooperativa: chiamando l’arte contemporanea dentro le proprie vigne.
Un’etichetta firmata Ugo Nespolo
Il volto di questo anniversario è un’etichetta celebrativa disegnata da Ugo Nespolo (Mosso, 1941), tra gli artisti italiani più riconoscibili di sempre. Pittore, scultore, filmmaker: uno che ha sempre fatto dialogare l’opera d’arte con la vita di tutti i giorni, con l’ironia e con i linguaggi dell’impresa.
Nespolo ha tradotto la vendemmia nel suo alfabeto: grappoli, tralci e foglie dai colori accesi, colline e terrazzamenti ridotti a pura astrazione, e il numero 50 che campeggia. Un’immagine viva, dinamica, di festa.
Il punto, per lui, non era il compleanno, ma il racconto collettivo che c’è dietro. Persone, colline, lavoro, tempo. In una cooperativa, dice, c’è un’idea che gli è sempre piaciuta: l’opera nasce dall’insieme, dalla fiducia reciproca e l’etichetta è il suo omaggio a quel “fare insieme” che, vendemmia dopo vendemmia, diventa qualità.
Non è un accostamento casuale. Vino e arte si frequentano da sempre, Picasso ha firmato etichette, Hartung anche, Dubuffet faceva addirittura il commerciante di vini. Pertinace si inserisce in questa tradizione senza timidezze.
Non solo Nespolo: la cantina diventa un percorso d’arte
Qui sta la notizia vera, quella che va oltre l’anniversario. L’etichetta è solo il primo passo.
Tra i filari di Pertinace c’è già una scultura di Alberto Capozzi (Padova, 1975). Un’opera dalle proporzioni importanti che, grazie alla posizione, arriva davanti al visitatore quasi in punta di piedi. “Si parte da una fonte divina e si arriva all’uomo per produrre fantasie e nuove immagini”, spiega l’artista. Vite, vino, storia: tutto dentro un unico gesto.
E c’è dell’altro in arrivo: undici gigantografie fotografiche di Olivia Arthur (Londra, 1980), documentarista di Magnum Photos, che disegneranno un vero sentiero d’arte per chi visita la cantina.
La tempistica non è casuale. Alba è Capitale italiana della Cultura contemporanea per il 2027, e tutte le Langhe si stanno preparando ad accogliere artisti, opere e visitatori. Pertinace si è sintonizzata su quest’onda con anticipo, leggendo l’arte non come decorazione ma come chiave per raccontare il territorio.
C’è una coerenza in tutto questo che vale la pena sottolineare. Pertinace non ha comprato un nome famoso per farsi bella, ha cercato artisti capaci di parlare della sua identità: il lavoro condiviso, la terra, il tempo lungo della vigna.
“Cinquant’anni di Barbaresco non sono solo una ricorrenza”, dice il direttore Cesare Barbero. “Sono la prova concreta che, quando una comunità lavora unita, la qualità diventa un percorso possibile e continuo.” Da qui il rilancio: innovare, valorizzare Treiso e il Barbaresco, restando fedeli allo spirito cooperativo.
Il presidente Roberto Flori la mette così: “Il nostro futuro, come il nostro vino, nasce dalla collaborazione“.
È esattamente questo il punto: un anniversario può essere una candelina spenta o un modo per dichiarare da che parte si vuole andare. Pertinace ha scelto la seconda strada, e ha deciso di farlo con l’arte al fianco che, nelle Langhe, oggi, è una direzione che ha sempre più senso.
Punti chiave
- Cinquant’anni di storia: la cooperativa Pertinace festeggia la cinquantesima vendemmia di Barbaresco, nata nel 1973 da tredici soci.
- Etichetta firmata Nespolo: l’artista Ugo Nespolo ha disegnato l’etichetta celebrativa, ispirata al lavoro collettivo della vigna.
- Percorso d’arte in vigna: una scultura di Alberto Capozzi e undici foto di Olivia Arthur arricchiscono la cantina.
- In vista di Alba 2027: l’iniziativa anticipa il ruolo di Alba come Capitale della Cultura contemporanea.
- Spirito cooperativo: per direttore e presidente, la collaborazione resta il valore guida per il futuro dell’azienda.















































