In un’intervista esclusiva, Valentino Sciotti, il fondatore e amministratore delegato di Fantini Wines, si racconta, offrendoci uno spaccato autentico dell’essenza e del percorso di una delle realtà vinicole italiane più dinamiche e di successo, con un fatturato che ha superato i 90 milioni di euro. La storia di Fantini Wines inizia con un sogno condiviso tra tre amici, privi di risorse finanziarie ma ricchi di passione per il vino. Inspirandosi all’esempio del grande chef Heinz Beck, hanno capito che non era necessario possedere vigneti o cantine per realizzare qualcosa di straordinario, ma bastava un’idea vincente e la determinazione per portarla avanti.

La genesi di un sogno

Sciotti racconta: “Eravamo tre amici con un sogno, senza vigneto, senza cantina, potremmo dire anche senza una lira, ma con un amore infinito per il vino. Il paragone con Heinz Beck e il suo ristorante “La Pergola” al Cavalieri Hilton di Roma è stato illuminante: anche senza possedere fisicamente gli strumenti della produzione, la creatività e la competenza possono fare la differenza. Abbiamo iniziato con le risorse minime, ma con una visione chiara. E così, anche senza cantina o vigneto, ma con il progetto giusto e le persone adatte, abbiamo costruito Fantini Wines.”

Custodi del territorio senza possedere vigneti

Nonostante non fossero proprietari di vigneti, da tempo si sono dichiarati “custodi del territorio”, valorizzando le piccole proprietà e riconoscendo il valore insito nella passione e nell’esperienza dei piccoli viticoltori. “Abbiamo imparato ad apprezzare la dedizione e l’unicità dei prodotti nati da piccole proprietà. Il nostro approccio si è concentrato sulla qualità, supportando i viticoltori sia dal punto di vista agronomico sia economico, portando una nuova mentalità e apprezzamento per le zone meno conosciute,” afferma Sciotti. 

“Per noi la corretta valorizzazione del lavoro dei viticoltori – evidenzia Sciotti – è stato un caposaldo fin dall’inizio della nostra esperienza imprenditoriale. È fondamentale, a mio parere, riconoscere fino in fondo il ruolo centrale del viticoltore e, mi permetto di dire, del vero e autentico viticoltore. Troppe volte, infatti, abbiamo assistito e assistiamo tutt’oggi a imprenditori che provengono da altre attività che entrano nel mondo del vino senza avere la corretta percezione del significato, del ruolo chiave e determinante del vignaiolo. Noi abbiamo invece voluto fin da subito mettere al centro del nostro progetto la figura dei vignaioli nostri conferitori riconoscendo prezzi delle loro uve molto spesso superiori alle normali quotazioni di mercato”.

L’impegno per la sostenibilità

Fantini Wines ha intrapreso un percorso di sostenibilità non solo come pratica agricola ma come filosofia di vita, integrando pratiche bio, utilizzo di energie rinnovabili e azioni di charity. “La sostenibilità per noi non è solo un termine da comunicare ma soprattutto un’impronta reale sul nostro modo di operare. Crediamo nelle azioni più che nelle parole,” sottolinea Sciotti, evidenziando un approccio genuino verso la cura dell’ambiente e del territorio. “Sinceramente – aggiunge Sciotti – diffido di chi ha fatto della sostenibilità solo uno strumento di marketing. Paradossalmente io non vorrei nemmeno comunicare il nostro investimento in sostenibilità in quanto fa parte essenziale del nostro essere, non solo del nostro modo di produrre ma anche del nostro stile di vita”.

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Le risorse umane: il cuore dell’innovazione

La valorizzazione delle risorse umane è un altro pilastro fondamentale per Fantini Wines. “Crediamo fortemente nel potenziale dei nostri 21 enologi e nell’importanza dell’apprendimento continuo. La diversità di esperienze e la ricerca costante sono fondamentali per mantenere la nostra leadership nel settore,” dice Sciotti, enfatizzando l’importanza dell’innovazione e della sperimentazione.

Investire nella ricerca e nell’innovazione

L’innovazione è un investimento chiave per Fantini Wines, che si traduce nell’acquisto di micro vinificatori per esplorare nuove possibilità di vinificazione. “La ricerca e lo sviluppo sono essenziali per anticipare le tendenze e valorizzare i nostri prodotti. Ogni anno, le sperimentazioni ci permettono di esplorare nuove frontiere,” rivela Sciotti, illustrando l’impegno dell’azienda verso l’eccellenza.

Osservazioni sul settore e il futuro

Nonostante un 2023 difficile per il settore vitivinicolo, Sciotti rimane ottimista, sottolineando l’importanza dell’adattabilità e della visione a lungo termine. “Affrontiamo le sfide con determinazione, convinti che la qualità e l’innovazione siano le chiavi per superare gli ostacoli. La nostra mission è avvicinare i giovani al mondo del vino, rompendo gli stereotipi e proponendo prodotti che rispecchino i loro gusti e le loro aspettative,” conclude Sciotti, con uno sguardo sempre rivolto al futuro.

L’ingresso delle Private Equity

L’ingresso di Private Equity nella società ha rappresentato un’opportunità di crescita, mantenendo però fermo l’impegno verso l’autenticità e i valori aziendali. “Le Private Equity riconoscono la solidità delle aziende in cui investono. Per noi, è stato un vantaggio che ha permesso di ampliare la nostra scala senza perdere di vista il nostro DNA,” spiega Sciotti, evidenziando l’equilibrio tra innovazione finanziaria e rispetto delle tradizioni.

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