Presidenti e Direttori della Rete tra le cooperative italiane condividono le proprie anticipazioni per la raccolta di quest’anno, stagione dalle molte incognite, che vede un’Italia scissa tra una marcata siccità al Sud e un’abbondanza di pioggia al Nord.

Al Sud al momento le condizioni sono tali, come emerso dalla recente Consulta di Coldiretti, da far prevedere un’anticipazione di 10-15 giorni rispetto alla norma: basta già questa considerazione per capire che la raccolta nel vigneto italiano interesserà quest’anno un arco di tempo molto ampio, con il conseguente acuirsi delle incertezze legate alla situazione meteo.

Il caldo notevole ha creato al Sud una situazione non favorevole alla peronospora, circostanza che permettere di attendersi un alto livello qualitativo delle uve.

Giovanni Greco, Presidente di CVA Canicattì e Presidente della Rete, conferma pienamente le attese di anticipazione della raccolta: è quindi imminente l’avvio della vendemmia dello Chardonnay. In molti casi in Sicilia non si riesce a fare ricorso all’irrigazione di soccorso, tema che dovrebbe, a suo parere, essere messo al centro delle agende istituzionali. In situazioni di stress idrico la pianta attinge alla propria linfa; situazione che genera una condizione di allerta.

Le quantità attese sono in leggero calo, soprattutto per le uve bianche; la qualità allo stato è buona, anche per i rossi, ma il condizionale è d’obbligo, avendo la colonnina di mercurio già toccato i 40 gradi. 

Anche Domizio Pigna, Presidente di La Guardiense, cooperativa del Sannio beneventano, riporta una mancanza di acqua, con quantità previste maggiori tuttavia dello scorso anno. Va ricordato che la vendemmia 2023 aveva fatto registrare un -50%; pertanto quello della prossima vendemmia è un parziale recupero, più che un aumento del raccolto: ci si attende di rendicontare il 30% in più del 2023, per un raccolto inferiore al 2022, ma in media con gli ultimi 10 anni. Il prodotto si presenta sano, esente da peronospora.

Nel Nord Italia il maltempo si è fatto sentire in modo pesante: pioggia e grandine hanno comportato problemi di gestione del vigneto e costi ulteriori per trattamenti e interventi protettivi, nei casi, relativamente fortunati, in cui meteo e pendenza dei vigneti hanno permesso un ingresso in campo.

Nelle LanghePertinace registra un paio di settimane di tranquillità dopo le piogge abbondanti e cadenzate di maggio e giugno. Il Direttore Cesare Barbero mostra soddisfazione per la protezione del vigneto che sta portando i risultati attesi, comprovata dall’assenza di oidio e peronospora.

Salvo sorprese, l’annata è nella norma, sia per ciò che riguarda l’entità del raccolto, sia per la qualità delle uve, con l’inizio della raccolta atteso per la metà di settembre.

Le colline del Prosecco hanno immagazzinato abbondante acqua, senza subire apporti esagerati; le falde sono a posto e alla soddisfacente quantità delle uve attese si accompagna un buono stato di salute: lievi problemi di flavescenza sono stati gestiti e risolti con i consueti strumenti. Andrea Curtolo, Direttore di Cantina Colli del Soligo riconosce che il lavoro svolto dai Consorzi del Prosecco (Valdobbiadene Conegliano, Asolo e Prosecco doc) è stato esemplare, sia in fase preventiva, con l’indicazione dei comportamenti da tenere in vigna in caso di comparsa di flavescenza, sia in sede di controllo: c’è un sistema sanzionatorio piuttosto rigido nei confronti di chi non rispetta le indicazioni consortili, e l’azione cooperativa affianca il ruolo dei Consorzi nel monitoraggio del territorio.

In Maremma, Cantina Vignaioli di Scansano registra una buona maturazione delle uve, una situazione di regolarità sia per quanto riguarda le quantità attese, sia per la qualità del raccolto: non si segnalano problemi di malattie, con la consapevolezza che a dire l’ultima parola sarà l’andamento climatico degli ultimi giorni prima della vendemmia, e quindi ciò che accadrà tra il 20 agosto e il 10 settembre. Per il Direttore Sergio Bucci a preoccupare sono, su altro piano, i prezzi delle uve, che manifestano un trend in calo e che impegnano sempre più la realtà cooperativa a difesa dei propri stakeholders. 

Per Felice Di Biase, Direttore di Cantina Frentana, questa vendemmia potrebbe fungere, in Abruzzo, da regolatore di volumi, con attese di un -20% rispetto alla media. Questa circostanza, che segue l’anno passato, che nella regione ha fatto registrare gap negativi anche del 70%, potrebbe comportare, con una lettura di ampio respiro, un ritorno del magazzino, almeno per i vini bianchi, a un livello fisiologico di giacenza. In altri termini, ben venga una riduzione di raccolto, se la qualità attesa è eccellente, come in questo momento, e non ci sono segnali di malattie.

The Wine Net