L’Inghilterra, complice il clima più caldo, sposta il focus dallo spumante ai vini fermi. Chardonnay e rossi guadagnano qualità e quote: WSET (giugno 2025) indica ancora due terzi di spumanti, ma le vendite dei fermi 2024 +10%. East Anglia ed Essex trainano. Cresce l’offerta accessibile, restano incognite climatiche. Ai WineGB Awards i fermi superano gli spumanti.
Se per anni il Regno Unito è stato sinonimo di spumante, oggi l’attenzione si sposta sempre più sui vini fermi. Come riportato da Drinks Retailing News, il cambiamento climatico sta favorendo maturazioni più complete delle uve, consentendo ai produttori inglesi di cimentarsi con etichette bianche e rosse di crescente qualità.
Come suggeriscono i dati WSET di giugno 2025, ad oggi due terzi della produzione britannica resta legata alle bollicine, ma il trend dei fermi è in forte crescita: secondo il WineGB Industry Report 2025, le vendite nel 2024 sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente. Inoltre, per la prima volta ai WineGB Awards le iscrizioni dei vini fermi (54%) hanno superato quelle degli spumanti.
“Non si tratta di una crescita improvvisa – spiega a Drinks Retailing News Nicola Bates, CEO di WineGB – i vini fermi sono aumentati gradualmente, ma oggi produzione e vendite stanno raggiungendo un picco.” Tra le aree più dinamiche emergono l’East Anglia e in particolare l’Essex, che stanno costruendo una reputazione nazionale e internazionale per i bianchi fermi, soprattutto a base Chardonnay.
Lo confermano i premi internazionali e il successo di realtà come Lyme Bay Winery, in East Devon, che produce l’85% di vini fermi. “Dieci o quindici anni fa la reputazione inglese era quasi interamente costruita sullo spumante, ma oggi i produttori hanno acquisito esperienza e fiducia nel proporre vini fermi di vera qualità”, ha dichiarato a Drinks Retailing News Clem Yates MW, consulente enologo della cantina. Non a caso Lyme Bay ha appena lanciato Covepoint, una linea accessibile di vini fermi in vendita a meno di £15, con l’obiettivo di intercettare un pubblico più ampio rispetto ai prezzi medi degli spumanti inglesi (circa £30 a bottiglia).
Anche Sandridge Barton, in South Devon, punta ormai al 70% sulla produzione di vini fermi. “Vogliamo che i nostri vini siano accessibili ogni giorno, non solo legati a occasioni speciali o a bottiglie costose”, ha spiegato Tom Wedgery, responsabile vendite e marketing.
La spinta verso i vini fermi risponde anche a esigenze economiche: come ha ricordato a Drinks Retailing News Sergio Verrillo di Blackbook, cantina urbana londinese, produrre vini fermi consente di generare entrate più rapide in attesa che gli spumanti, che richiedono più anni di affinamento, arrivino sul mercato.
Un fenomeno, dunque, che sta trasformando la scena vinicola inglese e che, seppur ancora minoritario nei volumi, apre nuove prospettive. Resta però l’incognita climatica: “Il riscaldamento del pianeta potrebbe avere conseguenze imprevedibili per il nostro piccolo Paese”, ha sottolineato Guy Smith (Smith & Evans, Somerset).
Il futuro resta incerto, ma la direzione è chiara: l’Inghilterra vuole giocare un ruolo da protagonista anche sul fronte dei vini fermi.
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Punti chiave:
- Shift di mercato: dagli spumanti ai vini fermi, spinti da maturazioni più complete.
- Peso attuale spumanti: circa due terzi della produzione secondo WSET (giugno 2025).
- Vendite fermi 2024: +10% anno su anno, dati WineGB Industry Report 2025.
- Aree emergenti: East Anglia ed Essex, bianchi fermi a base Chardonnay in evidenza.
- Strategia economica: fermi generano cassa rapida; linee accessibili sotto £15 ampliano il pubblico.












































