La Molecola della civiltà di Francesco Sorelli racconta 8000 anni di storia del vino senza mai annoiare. Un saggio che scorre come un romanzo, dove il vino diventa specchio dell’umanità. Lettura preziosa per chi lavora nel settore e per chiunque voglia comprendere il legame profondo tra vino e civiltà umana.
La Molecola della civiltà: il viaggio del vino tra storia, mito e bellezza di Francesco Sorelli, edito da Davide Falletta Editore, è uno di quei libri rari che riescono in un’impresa quasi impossibile: raccontare oltre 8.000 anni di storia senza mai annoiare, anzi tenendo il lettore incollato alle pagine come accade con i romanzi più avvincenti, quelli in cui vuoi sapere “come va a finire”.
È la prima volta che mi capita di leggere un saggio con questo ritmo narrativo. Un libro che scorre, coinvolge, emoziona. E soprattutto fa pensare.
Sorelli accompagna il lettore in un viaggio lunghissimo nel tempo, ma sorprendentemente vicino a noi. Il vino non è mai trattato come un semplice prodotto — e questa è forse la sua intuizione più potente — bensì come un elemento intimamente legato all’evoluzione della civiltà umana. Il vino diventa specchio delle luci e delle ombre dell’umanità, testimone silenzioso di conquiste straordinarie e di momenti oscuri, di bellezza, spiritualità, eccessi, distruzioni e rinascite.
Questo libro dovrebbe essere letto da tutti coloro che lavorano nel mondo del vino, soprattutto da chi magari ne conosce perfettamente le dinamiche produttive e commerciali, ma ignora quasi completamente la profondità storica e culturale di ciò che maneggia ogni giorno. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Il valore de La Molecola della civiltà va molto oltre il perimetro del settore vitivinicolo.
La lettura diventa ancora più preziosa nel momento storico che stiamo vivendo: una fase di grande rivoluzione globale, ma anche di profonda confusione. Un periodo difficile per il mondo del vino, non solo per le complesse dinamiche dei mercati, ma per una vera e propria crisi di identità del settore. In questo contesto, rileggere la storia del vino in modo così chiaro, semplice ma mai banale, è stato per me quasi terapeutico.
Questo libro mi ha fatto bene.
Mi ha ridato energia, fiducia, e la voglia di credere ancora più fortemente in questo incredibile prodotto della terra. Perché, come Sorelli ci ricorda con forza, il vino ha sempre attraversato epoche complesse: è sopravvissuto a conflitti devastanti, a crisi economiche epocali, a religioni integraliste che avrebbero potuto spazzarlo via. Eppure non solo è sopravvissuto, ma si è sempre evoluto, rinascendo ogni volta migliore, diverso, più consapevole.
Approfondire la conoscenza storica del vino significa, in fondo, fare un viaggio dentro noi stessi. Ed è per questo che sono profondamente grato a Francesco Sorelli per questo regalo: un libro bello, utile, necessario.
Non a caso, nella sua intensa prefazione, Attilio Scienza scrive che è
«Un libro che dovrebbe essere presente nelle scuole, nelle università, nei corsi per sommelier e di marketing e management del vino. Perché comprendere il vino è un atto di memoria, e ogni memoria è un gesto di civiltà».
Condivido ogni parola, ma aggiungo una cosa: questo libro può e deve essere letto da tutti, non solo dagli addetti ai lavori. Ed è qui che risiede un altro, enorme valore dell’opera. In una fase in cui il vino è chiamato a rivedere profondamente il suo modo di comunicare — diventando più democratico, meno esclusivo, più inclusivo — La Molecola della civiltà indica una strada possibile.
Il libro di Sorelli è anche questo: un ponte tra passato e futuro, tra cultura e quotidianità, tra conoscenza e passione. Un libro che non insegna solo cos’è il vino, ma perché continua a essere così profondamente umano.
Punti chiave
- Otto millenni di storia raccontati con ritmo narrativo coinvolgente, trasformando un saggio in un’esperienza di lettura avvincente.
- Il vino come specchio dell’umanità, elemento intimamente legato all’evoluzione della civiltà e alle sue trasformazioni storiche.
- Lettura essenziale per il settore vitivinicolo, soprattutto in una fase di crisi di identità e rivoluzione globale dei mercati.
- Approccio democratico e inclusivo che rende il libro accessibile a tutti, non solo agli addetti ai lavori professionisti.
- Messaggio di speranza e resilienza: il vino ha sempre superato crisi e conflitti, rinascendo ogni volta più forte.












































