Appena un mese fa, avevo ricostruito il complesso iter legato alla guerra commerciale tra Cina e Australia e avevo preso in esame la proposta cinese – per una soluzione condivisa ai dazi sul vino e alle annose dispute commerciali – che l’Australia aveva sostanzialmente respinto.

Gli ultimi aggiornamenti sembrano aprire nuovi scenari, grazie al recente annuncio di una significativa svolta che ha sollevato le speranze di una ripresa del commercio tra queste due potenze economiche.

In un gesto di distensione, l’Australia ha accettato di sospendere la sua denuncia contro la Cina presso la WTO (Organizzazione mondiale del commercio). In cambio, la Cina ha concordato di procedere ad una “revisione accelerata” dei dazi imposti sul vino australiano. Questa revisione che dovrebbe durare circa 5 mesi, potrebbe aprire la strada a una ripresa del libero scambio già a partire da aprile 2024.

L’incontro a Pechino

Il primo ministro australiano Anthony Albanese è stato ricevuto a Pechino dal Presidente cinese Xi Jinping il 6 novembre scorso. L’incontro ha segnato il disgelo tra i due Paesi dopo anni di tensioni che hanno ostacolato gli scambi commercial ed è stato il primo tra un presidente cinese e un premier australiano da oltre sette anni.

Albanese ha sottolineato che “La Cina è il nostro principale partner commerciale e rappresenta più del 25% delle nostre esportazioni, e un posto di lavoro su quattro è legato al settore del commercio. Si tratta quindi di una relazione importante”. Questo approccio chiaramente mira a stabilire una base solida per la cooperazione futura e a superare le divergenze del passato.

Il CEO di Treasury Wine Estates, Tim Ford, ha accolto con favore l’annuncio, sottolineando il potenziale per una “nuova era” nell’industria vinicola australiana.

Sostenibilità ambientale e futuro di collaborazione

Oltre agli aspetti commerciali, i colloqui hanno affrontato anche questioni cruciali legate alla sostenibilità ambientale e al cambiamento climatico. L’impegno congiunto per affrontare le sfide ambientali potrebbe creare un terreno fertile per ulteriori cooperazioni, promuovendo una crescita economica sostenibile.

La svolta nella disputa dei dazi antidumping rappresenta un passo positivo verso la normalizzazione delle relazioni commerciali tra Australia e Cina ma resta da vedere come questa evoluzione influenzerà il commercio di vino, soprattutto nell’area APAC (Asia-Pacifico). La speranza è che questa iniziativa apra la strada a una collaborazione più profonda e benefica per entrambe le nazioni, segnando il principio di una nuova era nelle relazioni economiche internazionali.