Il webinar organizzato in collaborazione con Direct From Italy ha affrontato i rischi reputazionali legati alle vendite dirette all’estero nel settore vinicolo. Attraverso casi concreti e soluzioni operative è emerso come la compliance doganale, fiscale e logistica non sia solo un obbligo, ma un’opportunità strategica per rafforzare l’immagine del brand e costruire fiducia.
La reputazione di un brand è mutevole e, di conseguenza, fragile. Nell’epoca della digitalizzazione e della vendita diretta internazionale ogni interazione con il cliente può diventare un amplificatore di valore, oppure un rischio per comprometterlo.
Il webinar dell’1 luglio scorso, organizzato in collaborazione con Direct From Italy, ha acceso i riflettori su un tema spesso sottovalutato: gli effetti reputazionali di una cattiva gestione dell’export D2C nel mondo del vino.
Portare persone in cantina, gestire flussi di ordini online o spedire bottiglie all’estero non è mai stato così semplice — e così rischioso. Perché se da un lato il D2C apre opportunità straordinarie di relazione diretta col cliente e di un maggior controllo sui dati di vendita, dall’altro espone le aziende non in regola a sanzioni, problemi logistici, inefficienze operative e, cosa ancor più delicata, a un danno di immagine potenzialmente devastante.
Direct From Italy è una software house che propone soluzioni per gestire le vendite a privati esteri in modo efficace e senza rischi.
Come sottolineato da Denis Andolfo, cofondatore e amministratore di Direct From Italy, e da Ilaria Anelli, che in azienda si occupa di marketing, la reputazione del brand oggi è estremamente liquida, altamente influenzabile da ogni frizione o disservizio: l’immagine del brand viaggia più veloce del vino.
Un ordine che non arriva, un sistema di pagamento non conforme, un passaggio doganale gestito con superficialità – in un contesto in cui le recensioni online e i social media agiscono da cassa di risonanza istantanea – può diventare il detonatore di sfiducia, reclami e perdita di clienti e, di conseguenza, di brand ambassador.
Il vero rischio — come emerso dai casi studio presentati durante il webinar — non è solo quello delle sanzioni da parte dei soggetti che controllano la filiera, ma quello di compromettere il rapporto con il cliente. E una volta incrinata la fiducia, ricostruirla richiede tempo, denaro e sforzi maggiori rispetto alla cura preventiva dei processi.
Il team di Direct From Italy ha chiarito come il rispetto delle normative doganali, fiscali e logistiche non debba essere visto come un aggravio, ma come un asset strategico di branding.
Nel webinar sono state presentare diverse soluzioni operative, pensate per garantire la compliance e tracciare ogni fase della vendita:
La soluzione PAD, nata per gestire le vendite dirette in cantina, prevede l’inserimento degli ordini in loco da parte degli addetti del wine shop e consente la vendita con pagamento diretto in cassa e spedizione a casa del cliente automatizzata.
La soluzione IN CLOUD permette il self order, quindi l’inserimento degli ordini direttamente da parte dei clienti sfruttando l’impulso all’acquisto post degustazione direttamente al tavolo tramite un qualsiasi tablet o totem.
La soluzione D2C CUSTOMS tramite un semplice plugin per i più usati e-commerce (include anche il PAD) copre l’intero percorso operativo della vendita creando un circolo virtuoso. Permette al cliente che ha visitato la cantina di riordinare in autonomia online eliminando la stagionalità e dando la possibilità di fare vendite reiterate per chi non può tornare spesso in cantina. La soluzione consente di raggiungere 43 paesi al mondo in ogni zona, anche remota.
Tutti i sistemi permettono tracciabilità completa del flusso, dall’acquisto fino alla consegna del prodotto secondo le regole doganali di ogni paese.
Grazie all’integrazione con sistemi digitali avanzati e a un monitoraggio puntuale dei flussi, oggi puoi evitare errori, prevenire problemi e trasformare ogni ordine in una esperienza positiva per il cliente.
Il webinar ha lasciato un messaggio forte: vendere vino all’estero in modalità D2C non è solo una questione di logistica e di flusso amministrativo: è una scelta strategica che incide direttamente sulla reputazione del tuo brand.
In un mondo dove l’Intelligenza Artificiale potenzia i controlli doganali e ogni passaggio è tracciabile, la superficialità può costare cara. Ma con gli strumenti giusti e la consapevolezza che compliance e reputazione vanno a braccetto, è possibile trasformare ogni vendita in un’occasione per rafforzare la propria identità di marca.
Non vendi solo vino, vendi fiducia.
Vuoi saperne di più? Visita Direct from Italy.
Punti chiave:
- La reputazione è in gioco in ogni ordine: nelle vendite D2C all’estero, ogni disservizio può generare sfiducia e compromettere l’immagine del brand;
- Compliance come leva strategica: rispettare normative doganali, fiscali e logistiche non è solo un obbligo, ma un vantaggio competitivo per fidelizzare i clienti;
- Soluzioni digitali per vendere senza rischi: strumenti come PAD, In Cloud e D2C Customs consentono vendite dirette tracciabili e sicure;
- Ogni ordine è una storia da raccontare bene: trasformare l’acquisto in un’esperienza positiva vuol dire costruire relazioni durature e convertire clienti in brand ambassador.












































