L’India si prepara ad aprire il suo mercato al vino europeo con un accordo storico atteso per il 27 gennaio 2026. La riduzione progressiva dei dazi dal 150% attuale, sul modello dell’intesa Australia-India, trasformerà il subcontinente nella terza economia mondiale in un’opportunità strategica per l’enologia italiana, che già cresce del 14% in valore.

L’India rappresenta una delle frontiere più ambiziosa e, al contempo, complesse per l’enologia mondiale. 

Con una popolazione di 1,4 miliardi di persone e un’economia che ha recentemente superato quella giapponese (Ora l’India è la quarta economia al mondo, ma fa più effetto sapere che ha superato il Giappone), il Paese si avvia a diventare la terza potenza globale entro il 2030.

Tuttavia, per i produttori europei, l’accesso a questo bacino è stato finora ostacolato da una muraglia tariffaria tra le più rigide al mondo. Attualmente, il vino importato deve affrontare dazi federali del 150%, a cui si sommano le variabili accise statali, rendendo le etichette straniere un bene di estremo lusso.

Nonostante queste barriere, i segnali di cambiamento sono inequivocabili: tra gennaio e ottobre 2025, le importazioni di vino sono aumentate del 151% in volume. Questo dinamismo, unito a una classe media che supererà i 700 milioni di individui, ha reso non più rimandabile la chiusura di un accordo di libero scambio (FTA) che l’Unione Europea insegue dal 2007.

L’accelerazione di gennaio: la diplomazia del vino

Il 2026 si è aperto con una frenesia negoziale senza precedenti. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo un incontro strategico con il Primo Ministro Narendra Modi ad Ahmedabad, ha annunciato che l’accordo potrebbe essere finalizzato entro la fine di questo mese (EU–India Trade Deal Could Be Finalised by End of January). La data cerchiata in rosso sul calendario è il 27 gennaio, quando i vertici della Commissione Europea sono attesi a Nuova Delhi per apporre le firme definitive.

La natura dell’intesa punta a una riduzione progressiva dei dazi, ricalcando il successo dell’Economic Cooperation and Trade Agreement (ECTA) siglato tra India e Australia. Grazie a quel trattato, i vini australiani premium hanno già visto scendere la tassazione al 75%, con l’obiettivo di arrivare al 25% entro il 2032. L’Europa chiede condizioni analoghe per permettere a giganti come Italia, Francia e Spagna di competere ad armi pari in un mercato dove l’Australia detiene attualmente il primato per volumi e valore.

Per l’Italia, il tempismo non potrebbe essere migliore. Proprio in questi giorni, il Vinitaly India Roadshow sta toccando tappe chiave come Nuova Delhi e Goa, connettendo oltre 30 cantine italiane con i principali importatori e professionisti HoReCa del subcontinente. Il vino italiano sta già sovraperformando il mercato con una crescita del 14% in valore, segno che il consumatore indiano identifica nel Made in Italy un sinonimo di qualità e stile di vita.

La sfida per le aziende italiane sarà quella di presidiare i segmenti premium e super-premium, quelli che beneficeranno maggiormente dei tagli tariffari previsti per i prodotti con un prezzo alla dogana superiore ai 15 dollari. Se le previsioni di Merz si avvereranno, il 2026 passerà alla storia come l’anno in cui il vino europeo ha smesso di essere un miraggio per la classe media indiana, diventando parte integrante della sua evoluzione sociale.

L’accordo UE-India non è solo una questione di cifre e percentuali, ma rappresenta un ponte culturale verso l’economia più vibrante del decennio. L’abbattimento del dazio del 150% non è più un’ipotesi remota, ma una necessità geopolitica per diversificare le rotte commerciali e ridurre la dipendenza da altri mercati instabili. L’Italia, con la sua biodiversità e il suo prestigio, ha tutte le carte in regola per guidare questa nuova stagione dell’export, trasformando l’India in un pilastro strategico per il futuro del comparto vinicolo nazionale.


Punti chiave

  1. Accordo UE-India atteso per il 27 gennaio 2026, con riduzione progressiva dei dazi sul vino dall’attuale 150%.
  2. Importazioni di vino cresciute del 151% in volume tra gennaio e ottobre 2025, segnalando forte dinamismo del mercato.
  3. Modello Australia-India come riferimento: dazi ridotti al 75% per i premium, obiettivo 25% entro il 2032.
  4. Vino italiano in crescita del 14% in valore, con focus sui segmenti premium e super-premium oltre i 15 dollari.
  5. Classe media indiana supererà i 700 milioni di persone, rappresentando un bacino di consumatori senza precedenti per l’enologia europea.