Un vero ambasciatore del vino italiano in Giappone. Lui � Shigeru Hayashi e dal 1982 segue il settore alimentare italiano, promuovendolo e raccontandolo ai consumatori del Sol Levante. Dopo una prima esperienza come Direttore del Ristorante Suntory di Milano, da circa un decennio Hayashi si � preposto il compito di spiegare tutti i segreti dei vini e dei cibi italiani ai suoi connazionali giapponesi: infatti cura i contatti con le aziende italiane fornitrici e seleziona personalmente i nuovi prodotti candidati ad essere esportati in Giappone. I suoi libri su vino e cibo made in Italy hanno riscosso un grande successo in Giappone e tramite articoli ed interviste pubblicate su riviste specializzate o nel corso di numerosi seminari e convegni introduce i giapponesi alla cultura del vino.

Come � iniziata la tua attivit� con il vino italiano?
Nel 1982 sono venuto a Milano per dirigere il Ristorante Suntory, ristorante giapponese di classe, dove ho cominciato a conoscere i vari vini italiani. Dopo un po� di tempo ho cominciato a visitare i produttori e solo allora ho davvero iniziato a capire le variet� di vino italiano. Nel 1995 ho preso il diploma di Sommelier come primo giapponese in Italia e nel 1996 ho scritto un libro dal titolo “Base del vino Italiano”.

Qual � la situazione in Giappone?
Il mercato giapponese � stato stabile per quasi 10 anni fino a due-tre anni fa. Momentaneamente sta andando bene il canale dell�Horeca, ma ci sono anche molti wine lovers da tenere in grande considerazione. Inoltre lo scorso anno � iniziato il boom del Prosecco, il vino italiano pi� apprezzato.

Qual � l�attitudine verso i vini italiani?
Nel mercato giapponese la posizione dei vini italiani � molto buona, anche se devono competere con i vini del Nuovo Mondo e con quelli francesi. I ristoranti italiani incentivano la diffusione dei nomi di produttori pi� conosciuti, per� per le piccole e medie aziende a conduzione famigliare c�� ancora molto da fare.

Come sono i consumatori giapponesi?
Una volta i vini italiani erano solo per gli amatori dell�Italia e dei ristoranti italiani, ora il mercato si sta allargando e i vini del Belpaese stanno conquistando spazi sempre pi� ampi. Il consumatore giapponese � molto educato e ha tanti interessi, per� allo stesso tempo � molto preciso, dettagliato e lento. I wine lovers sono legati ai vini pi� conosciuti, mentre il resto dei consumatori non conosce molto le varie tipologie di vini. Non c�� cultura del vino.� necessario farglieli conoscere e spiegarli con azioni mirate di formazione.

Quali sono le tre cose da fare assolutamente?
Studiare il mercato, analizzare il sistema di distribuzione e avere dei buoni contatti con gli importatori.

Che consiglio daresti ai produttori italiani?
Per prima cosa i produttori devono fare un�analisi della propria azienda e dei prodotti per poi cercare il canale di distribuzione pi� adatto. Infine � necessario cercare l�importatore giusto che segua il canale specifico. Tutto in maniera molto precisa e meticolosa.

Quali sono le azioni promozionali e di marketing pi� efficaci?
Un programma di marketing deve essere fatto spalla a spalla l�importatore. Una volta definiti gli accordi con lui si pu� scegliere se percorrere la strada della ristorazione o puntare al consumatore finale.

Formazione sul vino italiano: che conoscenza hanno i giapponesi dei vini italiani?
I vini italiani sono molto difficili da capire per i giapponesi, questo per la grande variet� di prodotti, ma anche per i nomi difficili da capire e le varie IGT.


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