Il successo del vino nelle Americhe è ormai sotto gli occhi di tutti. Nel continente troviamo molte realtà commerciali che stanno crescendo e che hanno delle notevoli prospettive di sviluppo: una di queste è il Brasile.

Bernardo Pinto, DipWSET, Italian Wine Ambassador e consulente brasiliano, in una interessante conferenza a wine2wine di Veronafiere, ha raccolto le specifiche salienti del mercato del vino nel suo Paese.
Il Brasile è caratterizzato da un numero enorme di potenziali consumatori di vino, in quanto tre quarti della popolazione (più di 140 milioni di persone) è formata da adulti.

Si tratta di un Paese ricco, posizionandosi al tredicesimo posto tra le economie mondiali, anche se la distribuzione non è equa, con grandi fasce della popolazione che vivono in condizioni di povertà.
Il 63% del consumo totale è di vino di pessima qualità e basso prezzo, prodotto in loco da viti non appartenenti alla specie Vitis vinifera. Vi si affianca una piccola percentuale di vino brasiliano da vite europea, mentre il 31% dei consumi è rappresentato da prodotti di qualità e prezzo più alti importati da Cile, Argentina, Portogallo, Italia, Francia e Spagna.
Lo stile di vinificazione preferito dai brasiliani è il rosso, che occupa l’80% dei consumi.
Queste ed altre caratteristiche rendono il Brasile il quattordicesimo mercato più attraente al mondo per il vino.

I dati appena illustrati mostrano un ambiente già favorevole e con delle chance per un ulteriore progresso. Ci sono tuttavia delle debolezze, che concernono aspetti economici, geografici e burocratici.

Nel corso degli ultimi anni si è osservata una diminuzione del potere d’acquisto, dovuta alla svalutazione del Real, alla lenta crescita del PIL e al basso valore della retribuzione media. Ci sono poche persone che si possono permettere di bere vino, infatti nel 2019 le vendite delle referenze più costose sono calate a favore di quelle di fascia bassa. Questo trend si è invertito nel 2020 perché gli acquirenti di vino premium, a causa della pandemia, hanno smesso di comprarlo durante i viaggi nei Paesi produttori. Per far sì che queste categorie di consumatori continuino ad acquistare vino di alta gamma in Brasile, i prezzi devono essere molto competitivi, altrimenti riprenderanno le loro abitudini pre-Covid.

Inoltre, anche la vasta superficie dello Stato e la diseguale distribuzione della ricchezza nelle varie aree giocano a sfavore delle vendite di vino. L’import dei prodotti di qualità avviene via mare, con le navi che approdano sulle coste sud-orientali, zone in cui si concentra la popolazione più ricca. Se si volesse espandere il vino di qualità nelle regioni centrali e settentrionali, bisognerebbe organizzare una ampia rete distributiva, ma questo passaggio deve essere preceduto da una redistribuzione della ricchezza.

La condizione economica e geo-demografica è aggravata da burocrazia e tassazione. Per esportare i vini in Brasile, ogni produttore deve eseguire una moltitudine di operazioni non sempre chiare e che vengono modificate spesso. Inoltre il prezzo finale della bottiglia sarà fortemente innalzato dalle imposte, che tra l’altro sono diverse nei vari Stati federati.

Ma non ci sono solo brutte notizie. Anzi, come accennato all’inizio di questo articolo, il potenziale è grande.
L’interesse della popolazione nei confronti del vino sta mostrando un rapido incremento, come testimoniato per esempio dal numero sempre crescente di iscritti a corsi di formazione.
In aggiunta, osservando le statistiche, si evince che coloro i quali consumano regolarmente vino (almeno una volta al mese) sono raddoppiati negli ultimi dieci anni. Di questi, sono 24 milioni i fruitori di vino di importazione, ovvero di qualità più alta. La metà, circa 12 milioni di persone, bevono almeno una volta a settimana.

Questi dati fanno capire che, pur trattandosi di un contesto in cui la povertà è abbastanza diffusa, sono decine di milioni i cittadini che possono permettersi di bere vino, anche ad alto prezzo.

Ci sono altre opportunità, soprattutto per quanto riguarda il vino italiano. Difatti, tra i 25 e i 30 milioni di abitanti hanno origini italiane e circa mezzo milione di questi dispone addirittura della cittadinanza. Il vino può richiamare le radici e la storia di queste genti, rappresentando una forte spinta culturale al consumo.

Per finire, l’e-commerce nel settore del vino è tanto sviluppato da far rientrare il Brasile nella top 3 per i volumi di vendita di vino online.