Nel primo semestre 2026 le importazioni di vino in Cina scendono del 10,98% in volume, mentre il valore recupera leggermente. Lo spumante spicca come unica categoria in crescita sia in volume che in valore, confermata dai dati sui consumi IWSR. Il mercato cinese si sta ristrutturando, con la domanda che si sposta verso occasioni informali e prodotti più leggeri.

Il primo semestre 2026 racconta un cambiamento del mercato cinese del vino.

Secondo i dati doganali cinesi elaborati da Vino Joy News (Australian Wines Roar Back in China As Buyers Restock), la Cina ha importato 101,4 milioni di litri di vino nella prima metà dell’anno, in calo del 10,98% rispetto al 2025. Quindi, il volume continua a scendere, come ormai da diverse stagioni. Ma il valore delle stesse importazioni è salito dello 0,83%, a 710,2 milioni di dollari, la prima interruzione di un trend negativo che durava da anni.

Il che significa che si importa meno vino ma si paga mediamente di più. È il sintomo di un mercato che si sta ristrutturando, non semplicemente contraendo.

Un’unica categoria cresce su tutti i fronti

Tra le voci della bilancia commerciale, secondo i dati riportati da Vino Joy News, lo spumante è l’unica a mettere a segno un doppio segno positivo: 4,4 milioni di litri importati (+16,31%) per un valore di 39,08 milioni di dollari (+20,88%). Tutte le altre categorie principali, vino fermo in bottiglia, vino sfuso, seguono lo schema “meno volume, valore stabile o in leggero aumento”. Lo spumante no: cresce e basta.

Non è un’anomalia isolata nei dati doganali del semestre. È la conferma di qualcosa che gli osservatori del mercato cinese registrano già da tempo, guardando non alle importazioni ma ai consumi effettivi sul mercato interno.

Secondo l’analisi IWSR ripresa da BeverageDaily (China beverage alcohol market driven by younger consumers and on-demand drinking trends), nel 2025 i volumi di Champagne in Cina sono scesi del 15%, ma lo spumante non-Champagne è cresciuto dell’1%, in controtendenza netta rispetto al vino fermo, il cui volume complessivo è arretrato del 19%. 

Il quadro che emerge, incrociando import e consumo, è coerente: non si tratta di un accumulo di scorte nei magazzini degli importatori, ma di una domanda reale che si sta spostando verso questa categoria.

Perché proprio lo spumante? 

Quanto emerso dai dati di IWSR aiuta a rispondere. Secondo quanto riportato da Drinks Asia, il mercato cinese degli alcolici sta vivendo uno spostamento strutturale: dal consumo legato al banchetto e all’intrattenimento di lavoro verso il consumo personale, le occasioni informali, il consumo domestico e la consegna a domicilio. Shirley Zhu, China Research Director di IWSR (China alcohol consumption shifts beyond business drinking), ha descritto questo passaggio come un allontanamento dall’obbligo sociale e dal regalo, a favore del piacere personale e delle occasioni informali.

È in questo contesto che lo spumante trova spazio. Non più, o non solo, il prodotto della cena di rappresentanza, ma quello del momento conviviale leggero, spesso più economico. 

Dunque, il vino bianco e lo spumante stanno progressivamente guadagnando quota di mercato, sostenuti dal cambiamento delle preferenze dei consumatori e dalla crescita delle occasioni di consumo informale, mentre il vino rosso resta penalizzato dalla sua storica associazione con il regalo istituzionale e il banchetto d’affari.

Chen Hui, general manager della società di supply chain vinicola Euphrosyne (Tianjin) Wine Culture Diffusion, interpellato da Vino Joy News, ha aggiunto un tassello demografico a questa lettura: il ceto medio cinese è diventato più cauto nei consumi, ma restano spazi di opportunità sia nella cosiddetta “economia d’argento” sia tra i consumatori più giovani, per i quali molti spumanti dolci risultano economici, facili da bere e più vicini al gusto delle nuove generazioni.

E secondo IWSR “Six key drivers shaping beverage alcohol in 2026 and beyond“, la Cina nel suo complesso è attesa in calo di volume tra il 2024 e il 2029, ma con una previsione di crescita specifica per RTD, vino spumante, vino fermo importato, gin, rum, whisky e tequila

Lo spumante, insomma, non è un fuoco di paglia stagionale: compare tra le categorie che IWSR individua come strutturalmente in crescita anche nel medio periodo, in un mercato che nel complesso continuerà a restringersi.

Il valore di questi dati sta proprio nella loro convergenza. I dati doganali elaborati da Vino Joy News fotografano cosa entra in Cina; le rilevazioni IWSR fotografano cosa si beve effettivamente. Quando le due prospettive raccontano la stessa storia, ovvero un mercato del vino in contrazione di volume, con lo spumante come unica eccezione strutturale, il segnale non si può liquidare come rumore statistico di un singolo semestre.


Punti chiave

  1. Import in calo: le importazioni di vino in Cina scendono del 10,98% nel primo semestre 2026.
  2. Spumante in crescita: unica categoria con volume e valore in aumento, +16,31% e +20,88%.
  3. Consumi in cambiamento: i dati IWSR confermano lo spostamento verso occasioni informali e consumo personale.
  4. Vino rosso penalizzato: resta legato al banchetto d’affari e al regalo istituzionale, categorie in calo.
  5. Prospettive al 2029: IWSR prevede crescita per spumante, vino fermo importato e alcolici premium, nonostante il calo generale del mercato.