In Europa come nel resto del mondo il consumatore chiede sempre di più trasparenza e informazioni sulle etichette in materia alimentare, di vino ma non solo. Ciò ha portato molti Paesi a considerare nuove regole di etichettatura per l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale per le bevande alcoliche. L’Unione Europea è stata in questo senso pioniera ed ha definito la situazione.  

La situazione europea sull’etichetta del vino

Dopo anni di discussioni in merito, nel dicembre 2021, la Commissione Europea ha pubblicato il Regolamento (Ue) 2021/2117 che modifica le regole di etichettatura del vino e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati, rendendo obbligatoria, tra le altre cose, la comunicazione dell’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale per tali prodotti.  Inoltre, per la prima volta in assoluto nel settore dell’etichettatura di alimenti e bevande, queste informazioni potrebbero essere fornite online per via elettronica a determinate condizioni. In questo modo il legislatore europeo persegue il più ampio obiettivo di garanzia di un elevato livello di protezione dei consumatori in materia di informazioni sugli alimenti, assicurando che le etichette dei prodotti vitivinicoli non siano ingannevoli e che i consumatori possano compiere scelte d’acquisto più consapevoli.

A dicembre 2023 avrebbe dovuto entrare ufficialmente in vigore l’obbligo e la norma europea applicata in Italia, ma lo stesso è stato prorogato all’8 marzo 2024, per permettere i produttori di esaurire le etichette e non sprecare le oltre 50 milioni di etichette già stampate. 

Come funziona negli altri Paesi?

Dall’8 marzo 2024 dunque la normativa verrà ufficialmente applicata dai produttori italiani che vogliano vendere il proprio vino all’estero, in modo specifico in Unione Europea. Altri Paesi stanno però osservando da lontano la questione. Uno di questo è gli Stati Uniti, dove la discussione è in corso come raccontano un interessante articolo di Forbes e uno di Wine Enthusiast.

La domanda di base rimane la stessa: cosa vogliono veramente i consumatori? L’etichetta nutrizionale se troppo dettagliata li allontanerà dal vino?

La ricerca di Assoenologi con Wine Intelligence 

 A queste domande ha provato a dare una risposta una ricerca di cui ci parla Assoenologi realizzata da Wine Intelligence. L’indagine è stata condotta in dieci paesi (Germania, Francia, Spagna, Italia, Regno Unito, Svezia, Russia, Giappone, Australia, e Stati Uniti) con un numero significativo di consumatori, 11.533 persone (uomini e donne) equamente distribuite tra i dieci paesi, in diverse fasce d’età e che consumano vino almeno una volta al mese.

I risultati 

L’idea principale che emerge da questo studio è l’incertezza del consumatore per quanto riguarda in particolare modo gli ingredienti e gli additivi. “I risultati ottenuti hanno evidenziato una reale mancanza di informazioni sulla vinificazione e sulla composizione dei vini, e i pochi elementi forniti per giustificarne l’uso tendono a dimostrare che fornire informazioni sugli additivi contribuirebbe alla loro accettazione. La trasparenza sarebbe quindi efficace nel superare qualche diffidenza o percezione negativa” spiegano gli autori della nota di Assoenologi: Stéphane La Guerce, Mario Tomasoni, Ignacio Sanchez-Recarte, Pierre Louis Teissedre, Riccardo Cotarella, Tatian Svinartchuk, Jean-Claude Ruf. Emerge inoltre che un breve elenco di ingredienti è preferibile a un lungo elenco. Quest’ultimo si associa piuttosto alla percezione di una scarsa qualità del vino. 

Le conclusioni in materia di etichetta del vino

“Questo studio apre la strada ad azioni concrete di supporto al settore. Da un lato, per quanto riguarda il background: considerata la scarsa conoscenza dei consumatori in materia, la costruzione e la fornitura di un’argomentazione completa e obiettiva sull’origine degli ingredienti e sulla loro utilità durante la vinificazione è un punto chiave. 

D’altra parte non va trascurato il formato: i professionisti del settore europeo sono stati pionieri nello sviluppo di una piattaforma digitale che consenta ai consumatori di accedere alle etichette elettroniche tramite un QR code, ma l’aggiunta di informazioni sull’origine, il ruolo e la sicurezza degli additivi dovranno comunque essere forniti come supporto all’uso di questo strumento” spiegano gli esperti di Assoenologi.