Il panorama vinicolo italiano nel corso del 2023 è stato caratterizzato da una dualità che ha influenzato significativamente le dinamiche di produzione, domanda e prezzi. Secondo l’ultimo report di Ismea relativo a tendenze e dinamiche recenti del settore vino, questa dualità si è concretizzata in una fase iniziale dell’anno che ha registrato un surplus di produzione rispetto alla domanda interna ed estera (causando un impatto negativo sui prezzi, soprattutto per i vini da tavola), mentre la seconda metà ha visto un cambiamento di tendenza grazie a una produzione più contenuta e a giacenze rimaste elevate.

Variazioni dei listini: un confronto tra segmenti

Durante la prima parte del 2023, i listini dei vini da tavola hanno subito un ribasso generale, tuttavia, con l’avvio della nuova campagna, hanno iniziato a riprendersi, reagendo in modo più sensibile alle tensioni internazionali.

Nonostante questo recupero, il 2023 si è concluso con un miglioramento dei prezzi dei vini da tavola, ma non sufficiente a compensare le perdite accumulate nei primi mesi. L’indice Ismea dei prezzi ha evidenziato una lieve flessione per i vini da tavola (-0,6%), mentre per i vini IGT e DOC-DOCG si è registrata una riduzione media annua più consistente, rispettivamente del 3,6% e del 2,3%.

Mercato vini comuni e IGT: trend e variazioni regionali

La dinamica dei vini comuni è stata piuttosto contrastante nel corso del 2023. Mentre fino a luglio si erano verificate perdite significative nei listini, con l’inizio della nuova campagna si è assistito a una vivacità delle richieste, portando a rialzi nei prezzi sia per i bianchi (5,20 euro l’ettogrado) che per i rossi (5,45 euro l’ettogrado). Questo trend ha interessato anche il mercato spagnolo, principale concorrente dell’Italia in questo segmento. Per quanto riguarda i vini IGT, si sono registrati aumenti soprattutto nelle regioni con cali produttivi significativi, come la Sicilia e l’Abruzzo.

Andamento vini DOC/DOCG: analisi bianchi e rossi

I listini dei vini DOC e DOCG hanno subito variazioni differenziate. I bianchi hanno registrato riduzioni, con alcune denominazioni in discesa e altre in lieve crescita. Per quanto riguarda i rossi, i grandi vini da invecchiamento hanno mostrato una buona performance, ma alcune denominazioni come Lambrusco, Chianti e DOC Sicilia hanno visto una riduzione dei prezzi. La situazione di queste categorie, però, dipenderà maggiormente dall’andamento nel 2024, data la loro diversa interazione con il mercato rispetto alle altre tipologie di vino.

Vendite GDO: preferenze dei consumatori

Le vendite di vino nella GDO italiana nei primi 10 mesi del 2023 (gennaio-ottobre) hanno evidenziato una lieve ripresa dovuta al caro prezzi che ha portato i valori in positivo del 3,1% (2,4 miliardi di euro), mentre si conferma la tendenza al ribasso dei volumi (-3,1%). Gli acquirenti mostrano un atteggiamento prudente, privilegiando prodotti in promozione o tipologie più convenienti. I vini fermi (Doc, Docg, Igt) hanno registrato una flessione in volume ed una crescita in valore e prezzo medio. I vini comuni sono risultati i più penalizzati con flessioni sia in volume (-5,1%) che in valore (-3,3%). Gli spumanti sono l’unica categoria che registra una crescita sia a volume (0,8%) che a valore (5,7%) e prezzo medio (4,8%). Tuttavia, i vini rossi hanno sofferto maggiormente rispetto ai bianchi in termini di perdita di volume.

Scambi internazionali: export/import

Le esportazioni di vino italiani nei primi nove mesi del 2023 sono rimaste stabili in volume, sebbene abbiano registrato un leggero calo nei valori (-2%), dovuto al mix di prodotti. Le vendite di vino sfuso sono aumentate in volume (19%), mentre quelle di vino imbottigliato sono diminuite (-5%). Le difficoltà sono emerse soprattutto nelle denominazioni di origine protetta, con il mercato statunitense in calo (volumi a -12,8%, valori a -9,5%), mentre la Germania ha registrato un aumento significativo (12,4%) dei volumi di importazione di vino sfuso dall’Italia. L’andamento delle importazioni è stato influenzato dalla mancanza di prodotto nazionale, portando a un incremento degli approvvigionamenti dall’estero, soprattutto dalla Spagna.