L’aumento di vino sfuso spagnolo venduto in Paesi come il Portogallo, la Germania e la Francia sta sollevando preoccupazioni tra i produttori locali. In Portogallo, l’eccesso di scorte ha spinto produttori e distretti vinicoli a richiedere controlli più rigorosi alle autorità, alcuni invocano persino l’introduzione di quote prestabilite sulle importazioni di vino dalla Spagna. La crisi del costo della vita, infatti, ha spinto molti ristoranti portoghesi a vendere, a volte inconsapevolmente, vino sfuso spagnolo come vino portoghese, ingannando i consumatori.

Nel 2022, la Francia ha inasprito le normative sull’etichettatura del vino per proteggere i consumatori da etichette e packaging fuorvianti e le regioni vinicole portoghesi stanno chiedendo al proprio Governo di adottare misure simili. Ora, i ristoratori francesi rischiano multe se non indicano chiaramente l’origine del vino.

Vino spagnolo miscelato illegalmente?

La vendita di vino sfuso spagnolo etichettato come “Prodotto UE” è legale grazie al mercato unico europeo, tuttavia, come riporta Meininger’s International,  l’Associação Nacional das Denominações de Origem Vitivinícolas (Andovi) sospetta che alcune grandi aziende vinicole portoghesi stiano illegalmente miscelando vino spagnolo con vini a denominazione portoghesi, aggravando ulteriormente i problemi dei produttori locali.

“È essenziale verificare come questo vino spagnolo venga immesso sul mercato. È commercializzato come vino importato o viene miscelato e venduto come vino portoghese? Abbiamo bisogno di maggiori e migliori controlli” ha tuonato Francisco Toscano Rico, Presidente di Andovi.

Le richieste di produttori e associazioni

Il 14 maggio, rappresentanti di Andovi si sono incontrati con il Segretario di Stato per l’Agricoltura del Portogallo per chiedere riforme che garantiscano trasparenza sull’origine del vino e un maggiore controllo sulla produzione. Pochi giorni dopo, l’Instituto dos Vinhos do Douro e Porto (IVDP) ha ricordato ai produttori che l’uso di vini sfusi è severamente proibito nella produzione di vini a denominazione di origine protetta (DOP).

Il produttore portoghese Joao Portugal Ramos ha suggerito che l’uso di uve di altre regioni portoghesi dovrebbe essere consentito solo in circostanze eccezionali. Luis Margaça, direttore generale dell’azienda vitivinicola Familia Margaça, ha affermato che il governo portoghese dovrebbe adottare quote per limitare le importazioni di vino, proteggendo così i produttori locali e alleviando le eccedenze di scorte: “Non vogliamo chiuderci al mondo, ma abbiamo bisogno di stabilire quote per proteggere i nostri produttori. Le quote aiuterebbero a incrementare i prezzi delle uve in Portogallo e a ridurre le eccedenze di scorte”.

Conseguenze delle eccedenze

L’eccesso di importazioni ha portato a eccedenze di scorte di vino nelle cantine portoghesi. Antonio Mendes, Presidente di Fenadegas (Federação Nacional das Adegas Cooperativas de Portugal), ha dichiarato: “Il Portogallo ha troppe giacenze di vino a causa di importazioni eccessive. Nel 2023, abbiamo importato 120 milioni di litri in più del necessario, quasi un quinto della produzione nazionale”.

Francisco Mateus, Presidente della Comissao Vitivinicola Regional Alentejana, ha stimato che le eccedenze di vino in Portogallo potrebbero raggiungere i 200 milioni di litri. Fenadegas ha esortato il governo ad adottare la distillazione di crisi per fornire credito diretto alle cooperative ed evitare pesanti difficoltà per i viticoltori.

Prospettive future

Nonostante l’import eccessivo di vino sfuso spagnolo, alcuni segnali di ripresa sono già visibili. La domanda di vino sfuso spagnolo potrebbe aumentare verso la fine dell’anno, soprattutto in Francia e Germania, tuttavia in Portogallo la situazione è più complessa. La crisi del costo della vita ha portato molti consumatori a cercare opzioni più economiche. Questo ha favorito la vendita di vini sfusi spagnoli, che spesso vengono venduti a prezzi inferiori rispetto ai vini locali portoghesi. Questo fenomeno chiaramente ha avuto un impatto negativo sui produttori portoghesi che si trovano a dover competere con prezzi difficilmente sostenibili.

Inoltre il mercato del vino sfuso in Spagna, nonostante le problematiche legate al clima come la siccità e le tempeste, sta mostrando segnali di ripresa soprattutto in regioni chiave come Penedes in Catalogna. Questo potrebbe portare a un aumento dell’export di vino sfuso verso Paesi come la Francia e la Germania. Resta da vedere se il Portogallo seguirà la stessa tendenza o adotterà misure più restrittive per proteggere i propri produttori locali.