Nonostante l’inflazione e gli aumenti relativi ai materiali secchi e all’energia, gli spumanti trainano il mercato ed in particolare le performance export del Prosecco sono brillanti. Per approfondire questi aspetti e le ricadute sui mercati internazionali ho intervistato Flavio Geretto, Global Export Director di Villa Sandi.

Secondo il report dell’Osservatorio del vino di UIV riguardante l’export nel primo semestre 2022, il Prosecco cresce in valore in quasi tutti i principali mercati, +13% in Canada, +8% in Francia, +18% in Germania, +15,5% in Svizzera, +20% in UK e +10% in Usa. Ti ritrovi in questi numeri?

Se parliamo di valore posso essere d’accordo mentre in volume il Prosecco DOC, fino a novembre compreso, ha registrato un +4%. C’è stato un effetto dovuto ad un incremento dei prezzi fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 che ha avuto un forte impatto sui valori. Anche per Villa Sandi è un anno positivo che ci ha portato a superare già i 130 milioni di euro di fatturato, con un export al 70%. Per quanto riguarda l’export il primo semestre è stato una corsa di formula 1 con una crescita del 30%, nel secondo la velocità è diminuita ma non si è arrestata, chiuderemo l’anno intorno al 20%. 
Bisogna fare la giusta analisi della situazione, quest’anno abbiamo dovuto affrontare gli incrementi del vetro, l’inflazione e la guerra iniziata a fine febbraio ha avuto degli effetti tangibili sul trend delle aziende.

Sempre secondo il report UIV riguardante l’export nel primo semestre 2022, il Prosecco in volume ha subito una flessione del 32% in Russia e del 54% in Ucraina ma ha registrato un forte balzo in avanti nell’area baltica. In che modo Villa Sandi ha risentito del conflitto russo-ucraino in corso?

Abbiamo risentito del conflitto in ambedue i mercati, maggiormente in Ucraina dato che in Russia avevamo in programma delle consegne che sono state spedite prima che il conflitto prendesse piede e si sviluppasse. Avevamo un collaboratore diretto in Ucraina per cui le difficoltà conseguenti allo scoppio della guerra hanno impattato fortemente sulla collaborazione e sulla capacità di gestione delle spedizioni.

L’Africa è un continente che riserva grandi opportunità ai produttori di vino italiani, ma è necessario conoscere e comprendere le peculiarità dei differenti mercati nazionali. Qual è la tua visione e quali ti sembrano i mercati più potenziali?

Lavoriamo con 130 Paesi e cerchiamo sempre nuove opportunità, anche in Africa sono presenti. Non abbiamo una politica di entrata nel continente africano, ma credo che nel prossimo futuro ci saranno maggiori spazi e alcuni Paesi africani potrebbero giocare un ruolo importante nei prossimi 5 anni. Lo dimostrano alcuni mercati asiatici in cui in passato non sembravano esserci prospettive ma che si sono rivelati interessanti.
In Africa i nostri mercati più importanti sono Ghana e Sudafrica, andrò personalmente in Africa a fine gennaio per visitare un paio di mercati, in primis il Sudafrica e sto valutando anche Kenya o Ghana. 
Volevo sottolineare che anche in Africa per avere successo bisogna che le aziende si adattino alle caratteristiche del mercato per capire quali sono i vini che potrebbero incontrare maggiormente i gusti, conoscere gente affidabile e portare la cultura del vino che non è ancora radicata. In Africa ci sono due mercati paralleli ma molto diversi: il mercato internazionale legati ai resort e al turismo ed il mercato locale.

Per quanto riguarda l’Asia, Wine Intelligence ha identificato la Corea del Sud come uno dei paesi più performanti: si è classificata al secondo posto nella “Top 15 Most Attractive Markets 2021” e le importazioni di vino nel 2021 sono cresciute del 69% in valore e del 41% in volume. Qual è la tua percezione? La Corea del Sud è un mercato di interesse per Villa Sandi?

È un mercato di grande interesse per noi, l’Asia è il futuro perché la ricchezza si sta spostando in quell’area, al di là delle difficoltà con la Cina dovute alla strategia “Zero Covid”. Questi mercati sono culturalmente molto distanti da noi ed anche in Asia abbiamo a che fare con culture molto diverse tra loro. Sud Corea e Vietnam hanno potenzialità grandissime e c’è una fetta di popolazione che ha un notevole potere d’acquisto. La Corea del Sud è un mercato ad alto potenziale perché le persone approfondiscono, quando mi sono trovato a fare Masterclass con i coreani ho trovato interesse e volontà di scavare a fondo, ho trovato quelle qualità che caratterizzano anche i giapponesi.

In Canada la domanda di vino spumante è aumentata di oltre il 50% negli ultimi cinque anni e si prevede che si espanderà di un altro terzo nei prossimi cinque. Il Prosecco ha cavalcato quest’onda, secondo i dati IWSR nelle scelte dei consumatori è passato da quasi una bottiglia di spumante su cinque nel 2016 a circa una su tre nel 2021. Qual è la tua testimonianza e quali sono gli obiettivi di Villa Sandi su questo mercato?

Per noi il Canada è molto importante, siamo dentro tutti i monopoli più importanti. Chiaramente c’è una azione continua di presenza sul mercato ed organizziamo attività collaterali per fare in modo che il Prosecco diventi sempre più familiare per i consumatori canadesi. Stiamo unendo la nostra presenza sul mercato con attività di co-marketing che possano tenere i nostri brand sempre “on fire” come dicono oltreoceano. Abbiamo scelto dei partner che possono essere presenti in modo massiccio anche on-trade, visto che un 25-30% del totale è dedicato all’Horeca.

Nel Regno Unito il Prosecco vale oltre i 2/3 dei volumi di spumanti importati da tutto il mondo. Secondo l’Osservatorio UIV nel primo quadrimestre 2022 ha raggiunto una crescita straordinaria, +127% a valore e +74% a volume sullo stesso periodo del 2021. Quali sono le strategie comunicative e commerciali che Villa Sandi sta implementando su questo mercato in forte espansione?

Il Regno Unito è un mercato sensibile al prezzo e chiaramente con l’aumento dei prezzi questo fattore si fa sentire. La Gioiosa è leader nella categoria premium off-trade del Prosecco, Villa Sandi invece è maggiormente focalizzata sull’Horeca.
In UK siamo riusciti ad organizzare diverse azioni di branding: per il Giubileo della Regina abbiamo fatto una serie limitata di Rosé (da marzo fino a maggio) disegnata da Yvonne Ellen, una nota desiner inglese. Poi per il periodo natalizio abbiamo un testimonial d’eccezione per La Gioiosa che si chiama Davide Sanclimenti vincitore di Love Island UK. Senza contare che con La Gioiosa abbiamo sponsorizzato tre grand premi di MotoGP (Silverstone, Austin e Mugello) ed abbiamo sviluppato sia i social che un sito in inglese dedicato al mercato inglese.
Inoltre con Villa Sandi siamo da 7 anni lo sponsor di “Best Sommelier UK”. La figura del sommelier nei paesi anglofoni è molto importante, il fatto di sponsorizzare questa manifestazione serve a far conoscere il nostro brand nell’ambiente e a spingerlo nell’immaginario dei sommelier di alto livello, quando si parla di Villa Sandi si parla di un “serious Prosecco”.

In che modo l’inflazione sta impattando sui mercati export e quali sono le tue previsioni per il 2023?

Sinceramente fare previsioni non è facile ma ci sono degli aspetti positivi che sono dovuti al fatto che stiamo lottando da anni per essere un brand, abbiamo un team internazionali ed abbiamo clienti molto leali che ci sostengono e che noi sosteniamo da diverso tempo. I fattori negativi sono l’inflazione che galoppa al 10% ed in alcuni Paesi come la Polonia al 20%.
In linea generale nel 2023 ci sarà una crescita dei costi e di conseguenza dei prezzi, possibili cali di volumi ma se verranno fatte scelte oculate i fatturati non verranno penalizzati. È importante fare una selezioni delle opportunità (anche quelle in Asia e Africa) e spingere il travel retail andando a sfruttare il ritorno ai viaggi e le condizioni internazionali. Ci sono possibilità anche su piattaforme online e sovranazionali che vogliono ampliare gli orizzonti oltre il mercato domestico per proporsi a livello internazionale. Queste aziende hanno bisogno di interlocutori come noi che hanno una visione ed un respiro internazionale, ci possono essere delle opportunità trasversali che adesso non vediamo ma che possono rappresentare le chiavi del futuro.