L’Inghilterra, da secoli apprezzata per i suoi tè e le sue birre, sta vivendo un autentico rinascimento enologico. Il vino britannico, una volta deriso per il suo sapore “di pioggia” (taste of rain), sta emergendo come una forza da non sottovalutare, guadagnando terreno anche sul tradizionale Champagne francese. Questo cambiamento è alimentato da una combinazione di fattori, tra cui la crescente attenzione per la sostenibilità e le condizioni climatiche migliorate grazie al riscaldamento globale.

La crescita del settore vinicolo

La viticoltura è diventata il settore a più rapida crescita in Inghilterra, secondo WineGB entro il 2030 la produzione nazionale raggiungerà 22 milioni di bottiglie all’anno. Un notevole aumento rispetto alle circa 12 milioni di bottiglie prodotte l’anno scorso.

La qualità dei vini britannici ha affievolito il discredito, soprattutto quello dei vicini europei che ora mettono in relazione le similitudini geologiche delle scogliere gessose dell’Inghilterra meridionale con quelle della Champagne francese.

Sostenibilità al centro dell’industria

La giovane età del settore vitivinicolo britannico ha consentito di porre la sostenibilità al centro dello sviluppo. WineGB sta persino lavorando su un progetto che fornirà un quadro chiaro dell’impronta di carbonio di una bottiglia di vino inglese. Nel frattempo, la preferenza per prodotti locali, con minori emissioni dovute al trasporto rispetto ai vini importati, sta spingendo i consumatori a esplorare maggiormente il vino inglese.

Champagne francese vs. spumante inglese

Sebbene l’Inghilterra sia ancora il secondo importatore di Champagne al mondo, il vino spumante inglese sta guadagnando terreno. Le celebri case di Champagne francese, Taittinger e Pommery, hanno investito in vigneti in Inghilterra, mentre Henkell Freixenet, leader mondiale nella produzione di spumanti, ha acquisito l’azienda vinicola inglese Bolney nel 2022.

L’impatto del movimento “Buy local”

Il movimento “Buy local” sta giocando un ruolo significativo nel successo del vino inglese. I consumatori britannici, sempre più preoccupati per l’ambiente, vedono il vino locale come una scelta più responsabile. Inoltre eventi come i Decanter World Wine Awards hanno contribuito a cambiare la percezione della qualità, portando a un aumento delle medaglie vinte dai vini inglesi.

Prospettive per il futuro

Con una crescita del 22% nel 2021-2022, lo spumante inglese sta guadagnando terreno rispetto allo Champagne francese che ha subito una leggera diminuzione del 1%. Il prezzo delle bottiglie in entrambi i casi supera le 20 sterline, ma il consumatore britannico sembra disposto a pagare di più per il vino inglese, spinto dalla tendenza a comprare vini nazionali e dalla consapevolezza della sostenibilità.

Il vino inglese sta vivendo un periodo d’oro, sostenuto da un mix di condizioni climatiche favorevoli e crescente attenzione ai vini locali e alla sostenibilità. Grazie ad una estensione vitata quadruplicata dal 2000 e una prevista produzione di 22 milioni di bottiglie entro il 2030, l’Inghilterra sta dimostrando che può competere con i giganti vinicoli tradizionali. Il mercato si evolve, perciò lo spumante inglese potrebbe diventare la scelta preferita nelle occasioni celebrative, ma anche nella coscienza sostenibile dei consumatori britannici e non.