Giovanni Bacigalupo �, grazie all�attivit� ormai ultradecennale, con la sua Italian Wines Selection, uno dei maggiori esperti di importazione di vini italiani sul mercato brasiliano. In oltre 12 anni ha lavorato sia come consulenza commerciale che come agenzia di promozione di vini italiani in Brasile.

Alla luce della tua lunga esperienza sul vino italiano in Brasile, quale e’ la tua percezione delle opportunit� delle imprese italiane nel tuo mercato?
Il vino italiano � sempre stato visto dai consumatori brasiliani come vino di qualit� e sempre � stato legato alla storia del vino nel Brasile (fino all’ ingresso dei vini argentini e cileni nel nostro mercato , il vino italiano era il numero uno in importazione e consumo). Con la crescita della “cultura del vino” degli ultimi tempi (i brasiliani stanno imparando a bere sempre meglio e ogni giorno sono pi� curiosi a conoscere nuovi vini) e con una economia in evoluzione ritengo vi siano ancora ottime opportunit�, anche a breve, per sviluppi di mercato per il vino italiano nel Brasile.

Quali sono a tuo parere le azioni che dovrebbero realizzare le imprese italiane del vino per migliorare le performance sul tuo mercato sia in termini di vendite che di posizionamento?
L�Italia ha oggi buonissimi vini e alcune tipologie che sono completamente sconosciute dai brasiliani. Logicamente questo � uno dei fattori che di solito blocca l�apertura di mercato per le cantine italiane. Credo che azioni pi� costanti e diversificate sul mercato brasiliano (non solo con giornalisti, ma con anche consumatori finali ), possono migliore le performance. Credo molto nei risultati derivanti da costanti degustazioni, dalla creazione di “ambasciatori” del vino italiano in Brasile, e di azioni di formazione anche delle reti commerciali.

Quali sono i principali errori che vedete fare alle imprese italiane sul vostro mercato?
Gli errori pi� comuni sono quelli che di solito le cantine italiane fanno sempre quando vedono un nuovo mercato: offrire il prodotto senza curarsi prima di verificare la qualit� e il prezzo giusto richiesti dal mercato. Considerare che il “made in Italy” sia gi� una garanzia di s� per s�, senza invece investire su azioni di promozione di singoli marchi e denominazioni. E sommato a questo, l�Italia sbaglia sempre a fare qui azioni spot, che durano pochi giorni (senza nessun seguito dopo l� evento).

Ritieni, per�, che il made in Italy possa rappresentare un valore aggiunto sul tuo mercato?
Como spiegavo precedentemente, il Made in Italy � di sicuro un differenziale a favore e anche riconosciuto dai brasiliani ( principalmente nella regione di San Paolo ), per� da solo non � una garanzia di successo e apertura di mercato sicura.

Quali sono i territori del vino italiani che a tuo parere hanno oggi maggiori potenzialit� di sviluppo?

L�Italia ha la fortuna di avere tantissimi vini diversi, prodotti in quasi tutto il paese. Questo ci fa avere una differenziazione produttiva straordinaria, molto pi� ampia soprattutto rispetto ai vini argentini e cileni. I vini toscani sono sempre i pi� richiesti dai brasiliani e, a mio parere, hanno anche per il futuro maggiori potenzialit� di sviluppo (sia per le grandi tipologie, sia per vini rossi pi� semplici). Ma credo che anche altre regioni possano avere ottime potenzialit� di sviluppo rapido. Per esempio, credo nell�Umbria (con i suoi IGT e vini rossi), nelle Marche (con vini oggi con buon rapporto qualit�/prezzo ) e delle isole italiane (che possono produrre vini tipici autentici), senza dimenticare i vini pugliesi tuttoggi molto apprezzati sul mercato brasiliano.

Nel 2014 alcuni produttori siciliani torneranno in Brasile, come gi� fatto nei due anni precedenti, per promuovere i propri vini. Come vedi il potenziale di mercato dei vini della regione Sicilia in Brasile?
Il Brasile ancora oggi apprezza maggiormente i vini rossi (sia per una questione culturale, sia per gli abbinamenti con la cucina locale) . La Sicilia ha una grande uva a bacca rossa, il Nero d�Avola, e per me ha anche grandi vini rossi prodotti oggi nell�area dell�Etna. Nel passato abbiamo avuto una richiesta crescente dei consumatori per il Nero d�Avola, ma a causa di alcuni fattori (come prezzi in rialzo e mancanza di promozione per fare conoscere la qualit� vera della tipologia) abbiamo visto calare velocemente le richieste di mercato. Con azioni giuste, vedo la possibilit� di un ritorno per il Nero d�Avola e un grande futuro per i vini dell�Etna.

Quale sarebbe il tuo consiglio ai produttori siciliani per posizionarsi sul mercato brasiliano?
Continuare la promozione nel nostro mercato. Oggi una grande difficolt� che abbiamo � legata al prezzo del prodotto all�origine e delle alte tasse che abbiamo per l�importazione di vini europei. Il brasiliano oggi compra senza paura le grande tipologie di vino italiano poich� credono che con queste hanno una garanzia di qualit� che pu� giustificare il prezzo. Con azioni promozionali e formative costanti possiamo di sicuro fare conoscere l�eccellenza del vino siciliano e accrescere cos� le vendite.

Negli ultimi due anni l�Istituto della vite e del vino ha organizzato due importanti eventi in Brasile a San Paolo, come sono stati recepiti e che effetto hanno avuto sui vini siciliani nel mercato brasiliano?

A mio parere sono state due ottime opportunit� che hanno consentito una buona risposta fra le persone che vi hanno partecipato, creando maggiore conoscenza nei confronti dell�enologia siciliana. Ancora oggi sento persone che parlano degli eventi legati al vino siciliano recentemente. E� molto importante, per�, proseguire con le azioni promozionali ed evitare che tali iniziative rimangano un “tocca e fuga” come spesso, purtroppo, l�Italia ha fatto nel nostro mercato.


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