Sembrerebbe la cosa più logica: chi ha fondato o gestisce l’impresa, è la persona più adatta a valutare e scegliere i suoi collaboratori.
In teoria, forse, è così. Ma la nostra lunga militanza a fianco delle aziende del vino ci fa raccontare una storia un po’ diversa. Storie di persone scelte sulla base di referenze “raccontate” o di semplice passaparola, o valutate per la nomea dei precedenti datori di lavoro, che poi non si rivelate all’altezza delle aspettative o semplicemente non calzavano per quella particolare azienda. Storie di “innamoramenti” e abbagli, finiti con i primi bilanci dei risultati o alle prime difficoltà relazionali. Storie, insomma, di persone sbagliate nel posto sbagliato.
Perché succede questo?
Tanti sono gli errori di valutazione in cui si può incorrere scegliendo da soli i propri collaboratori. Senza andare troppo a fondo, possiamo ispirarci a un paio di proverbi:
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