Siamo entrati per la prima volta nella suggestiva sede di Tenute Salvaterra, a San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella Classica, il 18 maggio scorso. E siamo rimasti assolutamente affascinati sia dalla bellezza del luogo ma anche, e soprattutto, dall’originale “Giornata” che è stata organizzata dal gruppo vitivinicolo veronese.
Un format originale, come in qualche misura è “fuori dal comune” nel settore vitivinicolo l’impostazione societaria di quest’azienda che mette insieme una famiglia produttrice storica, i Furia ad un gruppo di imprenditori che hanno messo a disposizione alcuni anni fa competenze ed esperienze anche di altri settori.
Sarà stata probabilmente anche questa “contaminazione” a spingere l’azienda ad organizzare, in collaborazione con Gambero Rosso, una giornata di incontri e confronti su temi che non afferivano esclusivamente al vino ma in maniera molto più ampia a tematiche come la sostenibilità e l’etica.
Per capire l’impostazione di questa giornata, per chi non ha avuto la fortuna di partecipare, è opportuno riportare l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori: “L’obiettivo di «Giornata SalvaTerra» è ridefinire una visione del mondo del vino più attuale e in linea con i mutamenti della nostra società. Vivremo confronti e contaminazioni di storie, esperienze, scelte di persone che, in settori diversi, hanno saputo anticipare, interpretare, governare i cambiamenti.
Un obiettivo, quindi, molto ambizioso e, a nostro parere, raggiunto grazie ad un format ben congeniato (che ha evitato le solite modalità convegnistiche o le “false” tavole rotonde) e al valore dei numerosi relatori che sono intervenuti.
Sono stati talmente tanti i temi messi sul piatto che diventa difficile sintetizzarli in un articolo. Noi non abbiamo quindi la pretesa di raccontarveli tutti ma abbiamo provato a raccogliere quelli che ci sono sembrati più interessanti.
In articoli successivi proveremo a raccontarvi altri tra i numerosi stimoli emersi durante la giornata.
A partire da quelli proposti dai primi 8 interventi dei relatori “visionari” presenti ai lavori della mattinata, ben moderati dalla nota giornalista di Repubblica Licia Granello.
Quattro faccia a faccia suddivisi in quattro macro temi: Valore ed Etica, la Sostenibilità sostenibile, Connessioni con… e il Tempo.
Molto positivo ed istruttivo l’intervento del più autorevole chef italiano Massimo Bottura, ricordando come vengano sprecati 1,3 bilioni di tonnellate di cibo ogni anno, ha raccontato la sua esperienza all’interno del progetto Food for Soul, la cucina solidale nei refettori per i senzatetto, che dimostra che “la cucina non è solo qualità del cibo, ma anche delle idee”. I Refettori sono attualmente 5 in tutto il mondo (Bologna, Modena, Milano, Rio de Janeiro e Londra) ma a breve si apriranno anche quelli di Torino, Parigi e negli Stati Uniti. Migliaia di pasti al giorno, cucinati da oltre 200 chef, offerti gratuitamente ai poveri grazie anche ad una forte collaborazione con l’universo del volontario.
Ma l’esperienza raccontata da Bottura evidenzia due aspetti molto importanti e troppo spesso sottaciuti: da un lato l’impegno di privati, privilegiati e competenti come lui, che mettono a disposizione le loro relazioni, le loro capacità anche per il bene degli altri, dei meno fortunati, degli emarginati. E’ vero che la beneficienza si fa in silenzio ma a nostro parere è anche importante enfatizzare esperienze di questa natura che evidenziano che si possano realizzare cose straordinarie per il bene della comunità, soprattutto di quella meno privilegiata, con l’impegno profuso da persone illuminate come Massimo Bottura.
Ma l’altro aspetto evidenziato da Bottura è che si possono recuperare vite distrutte anche attraverso il “recupero del bello”. Per questa ragione i Refettori non sono solo luoghi funzionali ma anche belli che consentono a chi li frequenta di recuperare anche una relazione con la qualità della vita, con la bellezza che rappresenta un elemento essenziale dell’esistenza.
Sul tema del “bello” è intervenuto anche Maurizio Riva, imprenditore e designer impegnato da tempo su progetti attraverso il recupere e riciclo del legno:”è fondamentale stimolare il senso del bello, in particolare ai giovani e per questo, ad esempio, ci siamo impegnati in progetti con i ragazzi della Comunità di San Patrignano con i quali abbiamo creato oggetti di design attraverso il recupero di vecchie barrique”.
Chiudiamo questo primo articolo sulla giornata SalvaTerra con la riflessione portata dal noto climatologo Luca Mercalli che ha sottolineato che il cambiamento climatico in atto sta incidendo fortemente anche sulla geografia attuale del vino “perché oggi stiamo vivendo nel periodo più caldo da almeno 2000 anni. E’ come se avessimo 38 di febbre ma senza la possibilità di guarire me solo provare ad evitare che la febbre salga ulteriormente”.