Cavalo di Fumane è un paesino immerso tra i vigneti e situato a 550 metri di altitudine, da qui lo sguardo vola sino alle magnifiche pendici della Lessinia, il Monte Pastello, il Corno d’Aquilio.
In questo scenario sorge l’Azienda Agricola Stefano Accordini,
la Cantina più alta della Valpolicella Classica e qui nascono vini unici grazie alle peculiari condizioni climatiche e del suolo.
Un’azienda di montagna capace di domare terreni calcarei – terrazzati con le “marogne”, tipici muri a secco di architettura rurale – e caratterizzati da un microclima particolare con temperature che anche d’estate, restano al di sotto dei 32 gradi.
Un territorio aspro che impone una viticoltura eroica e che ha permesso alla famiglia Accordini di vincere per due anni consecutivi (2018 e 2019) il celebre concorso “
indetto dal Cervim con il suo Valpolicella Classico Superiore Doc Ripasso Acinatico.

Un’azienda che – grazie a Marco, Giacomo e Paolo Accordini rappresentanti della quarta generazione – ha intrapreso scelte coraggiose e fruttuose rivolte all’ ecosostenibilità, alle fonti rinnovabili e alla valorizzazione dell’ambiente.
Su questi temi abbiamo voluto intervistare Marco Accordini, enologo e gestore dell’Agriturismo Acinatico Wine Relais.

> Siete in conduzione biologica già dal 2015, la certificazione è arrivata l’anno scorso. Il processo di conversione è stato complesso?
Le peculiarità territoriali ci avvantaggiano molto, i nostri vigneti seguiti da Giacomo Accordini, si trovano a 550m circa in zona montana, c’è poco ristagno, poca umidità, un clima ideale e molta ventilazione.
Il passaggio al biologico è stato un processo lineare, la scelta è stata ponderata e misurata. Abbiamo dovuto lavorare molto in prevenzione ma non è stato complicato o macchinoso. Una delle scelte più efficaci è stata l’utilizzo delle capannine metereologiche, attrezzature connesse ad internet che si installano nel vigneto e forniscono parametri utili per gestire al meglio il vigneto ed i trattamenti fitosanitari.
Oltre alla temperatura e all’umidità, le nostre 4 capannine forniscono dati riguardanti la bagnatura foliare che permettono di verificare quante ore la foglia di vite rimane bagnata dopo le interperie. Questo è un elemento fondamentale per prevenire la peronospora, un fungo che si sviluppa solo quando le foglie restano bagnate per parecchie ore.
In questa zona accade che, dopo un temporale passeggero, si alzi un vento intenso che asciuga rapidamente i ristagni idrici.
L’analisi dei risultati relativi alla bagnatura foliare, ci permette di valutare le effettive possibilità di sviluppo della peronospora ed evitare trattamenti inutili, azzerando gli sprechi, ottimizzando i tempi ed azzerando l’impatto sull’ambiente. Anche questa è sostenibilità, non solo lavoriamo sulla prevenzione ma anche sull’analisi e sugli impatti del nostro lavoro sull’ecosistema circostante.

> La vostra linea biologica (Valpolicella Classico DOC Biologico, Valpolicella Classico Ripasso DOC Biologico, Amarone della Valpolicella Classico DOCG Biologico), quali sono le caratteristiche distintive di questa novità?
Usciremo con il Valpolicella Classico DOC Biologico ad Aprile 2020. Si tratta di una linea di alta gamma con un packaging unico ed originale, di cui si occupa Paolo Accordini.
I prodotti di questa nuova linea hanno una caratteristica peculiare e rara: non solo provengono da vigneti biologici di montagna ma sono il frutto di una selezione ancora più accurata. L’uva è stata raccolta a mano solo nelle zone interamente naturali, prive di appezzamenti confinanti. Questo per azzerare completamente la possibilità di contaminazione da parte di altre aziende che producono attraverso metodi convenzionali.

> Ecosostenibilità ha un significato ampio per voi, dalla coltivazione in vigna all’energia rinnovabile. Ci vuoi parlare di questo processo di conversione all’energia rinnovabile (fotovoltaico ed energia elettrica)?
Nel nostro Wine Relais Agriturismo Acinatico abbiamo voluto dotarci di un impianto fotovoltaico e solare, in grado di garantire ai nostri ospiti acqua calda ed energia pulita anche di notte grazie ad un accumulatore a batterie di ultima generazione in grado di stoccare l’energia prodotta.
Anche la scelta dei materiali con cui abbiamo ristrutturato l’agriturismo è in linea con il nostro impegno verso l’ambiente, non abbiamo scelto materiali plastici, abbiamo privilegiato il legno invece del poliuretano.
All’interno abbiamo voluto il massimo dell’efficienza energetica per ottimizzare la dispersione termica e rendere l’immobile più sostenibile possibile.

> Pensate di ampliare l’utilizzo di fonti rinnovabili anche ai processi di produzione?
Certo, l’obiettivo in futuro è quello di implementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, beneficiando di un impianto fotovoltaico anche per i processi produttivi in cantina.

> Non solo produzione ma anche visite guidate in vigna, degustazioni e hospitality, la diversificazione in azienda è un valore aggiunto. Hai notato una crescita in questo senso?
Mi occupo personalmente di queste attività, stiamo lavorando molto bene sull’hospitality, organizziamo visite guidate, degustazioni, pranzi e cene.
Il nuovo Wine Relais è stato inaugurato a giugno 2019 nei pressi del vigneto La Cà, cinque stanze circondate dalla natura, ogni stanza è curata nei minimi dettagli e dedicata ad un vino dell’azienda.
Già durante la prima stagione abbiamo avuto ottimi riscontri con prenotazioni fino a gennaio inoltrato, il 70% dei nostri ospiti sono stranieri e non si tratta di turisti “mordi e fuggi”, pernottano in media 3 notti.
Il nostro cliente è alla ricerca di una vacanza lontano dalla confusione del Lago di Garda e ricerca il relax, il contatto con la natura in un contesto vitivinicolo e rurale.