Margaret Swaine è una scrittrice canadese con una ampia esperienza sui temi del viaggio, del vino, dei superalcolici e dei cocktail: per sedici anni ha scritto articoli sul vino e curato rubriche di viaggio – intitolate “Wine Picks” e “Forks & the Road” per il National Post. 

Oggi, vive e lavora nella provincia dell’Ontario, in Canada, dove continua a scrivere e condivide recensioni sul suo blog e tramite i social. 
Visto che nella provincia dell’Ontario la vendita di bevande alcoliche è controllata dal Liquor Control Board of Ontario, è stato interessante porle qualche domanda su come la pandemia abbia effettivamente influenzato il mondo del vino e quello delle bevande alcoliche in generale, e su quanti dei cambiamenti attuati si stiano mantenendo effettivamente anche in questa fase di riapertura. 
Ecco le sue risposte.

Cosa puoi dirci in merito alla situazione nel mercato del vino del tuo paese? Hai notato un aumento o una diminuzione delle vendite, un cambio di abitudini per quanto riguarda il consumo di vino o qualche cosa che si sta manifestando e che non era emersa precedentemente?

Il Canada è un paese molto vasto e ciascuna delle province e dei territori ha le proprie regole in merito alla vendita di bevande alcoliche. Per questo, posso parlare solo dell’Ontario, la provincia in cui vivo. Durante la pandemia, l’Ontario ha permesso per la prima volta ai ristoranti e ai “bottle shop” a loro connessi, di vendere bevande alcoliche per il consumo off-trade. Questo è stato molto apprezzato e credo sia una pratica che continuerà in futuro. Molti hanno utilizzato il delivery, ordinando vino, superalcolici, ecc. da ricevere a casa. È un cambio di abitudini positivo, anche Il nostro Liquor Control Board ha iniziato ad offrire il servizio di consegna a domicilio. 

Dal momento che non scrivi solo di vino ma anche di cocktail e superalcolici, puoi dirci come la pandemia ha cambiato il mercato dei superalcolici e dei cocktail visto che bar e ristoranti sono rimasti chiusi per lungo tempo?

I ristoranti hanno proposto cocktail pre-mixati di eccellente qualità da prelevare o da ricevere a domicilio. Hanno anche preparato delle confezioni da vendere nei punti vendita del Liquor Control Board of Ontario. È stato fantastico!

Durante la pandemia abbiamo visto una crescita della digitalizzazione in tutti gli aspetti. Si è verificata la stessa cosa anche in Ontario?

È strabiliante. Possiamo ordinare vino online, comprarlo all’asta oppure acquistare casse con diversi vini all’interno e ricevere il tutto a domicilio. C’è anche la possibilità di iscriversi ad un “wine club” e garantirsi consegne mensili regolari di vino. Inoltre, le informazioni rispetto al vino (prezzi, recensioni, commenti) ora sono tutte disponibili online e a me piace postare nei miei social media recensioni sui prodotti che consiglio. Sono molto contenta dei cambiamenti in atto. 

Proprio nei tuoi social media scrivi anche di vini italiani? Sai dire se i vini italiani sono apprezzati in Ontario?

I vini italiani sono molto popolari in Canada. Abbiamo un grande gruppo di italiani residenti in Canada e per questo abbiamo una popolazione con senso critico e conoscenze che consuma vini italiani 

Quali sono i vini italiani che ti piacciono di più? Quali sono invece quelli che in generale sono più apprezzati in Ontario?

A me piacciono molto i vini italiani da uve autoctone, ce ne sono centinaia: Barolo (Nebbiolo), Brunello (Sangiovese), Greco, Vermentino, Grillo, Fiano, Falanghina, ecc. 

Hai qualche suggerimento che ti piacerebbe dare alle cantine italiane che vorrebbero esportare nel tuo paese?

L’Italia, gli Stati Uniti e la Francia si giocano le tre posizioni principali per l’export di vini in Canada quindi direi che l’Italia sta già facendo un ottimo lavoro.