Vi ricordate la prima volta che avete fatto entrare un enoturista nella vostra cantina?
La sensazione di mettere a nudo il luogo dove avvengono i vostri sacrifici quotidiani?
La paura che qualcosa fosse fuori posto o esteticamente non adatto?
Ecco, sono questi timori che devono spingervi a creare un piano che vi consenta di curare al meglio tutti gli aspetti della cantina.

Svolgere un’attività enoturistica equivale a far entrare un ospite nella tua casa senza predisporre nessuna finzione o abbellimento apposito. Così l’enoturista dovrebbe percepire l’ingresso nella tua azienda, ovvero aspettandosi la stessa trasparenza e naturalezza che ci si aspetterebbe entrando a casa di un amico senza preavviso.

Ma se la tua cantina vuole essere sempre presentabile significa che l’ordine e la pulizia devono essere realmente la normalità. E no, non puoi nasconderti dietro un dito giustificando quell’angolo sporco con la frase: “Lì si lavora e non ci si diverte”! 
Tolto il fatto che la cantina pulita è un must a prescindere, fare attività di accoglienza implica l’avere alla base degli standard qualitativi adeguati.

E se riesci a renderla un punto di forza, sarà proprio la tua trasparenza a rendere autentica e credibile l’azienda agli occhi degli enoturisti.
E a quel punto anche qualche piccola sbavatura verrà perdonata, in nome della tua autentica trasparenza.

Attenzione però, che qualcosa di non adeguato alla visita c’è sempre. Sta a te saperlo per tempo e organizzarti di conseguenza: se qualcosa è fuori posto… Puoi sempre non farlo vedere!