iDealwine, piattaforma francese di vini pregiati specializzata in aste online e vendite a prezzo fisso, è leader nell’analisi di dati e tendenze del mercato del vino.

Nonostante la situazione critica e complessa, le vendite online hanno raggiunto picchi mai registrati e continuano la loro ascesa a livello globale. Il segnale incoraggiante che proviene dalla Francia si traduce nell’andamento dei vini italiani nelle aste di iDealwine, dove l’Italia rappresenta più della metà dei vini venduti.
Questo risultato non è casuale e non è legato esclusivamente al contesto storico peculiare in cui ci troviamo. È un processo che ha origini nel secolo scorso e che ha visto le eccellenze nostrane, soprattutto nell’ultimo decennio, affermarsi prepotentemente a livello globale.
Una storia vitivinicola straordinariamente ricca, produttori di grande livello, una biodiversità eccezionale, un numero impressionante di vitigni autoctoni (350 ufficialmente riconosciuti; in realtà molti di più), prodotti capaci di grandi invecchiamenti sono alcuni degli elementi che hanno contribuito a questo successo.

Il Barolo rappresenta la punta di diamante, dei 40 lotti di vini italiani più pregiati venduti all’asta l’anno scorso su iDealwine, la metà proveniva da questa denominazione, estesa per soli 2.000 ettari.
La testimonianza di quanto detto si è concretizzata nella vendita del vino più costoso dell’anno: un magnum di Barolo del 1990 di Bruno Giacosa – un altro grande enologo che ha raggiunto risultati che vanno ben oltre il Piemonte e l’Italia intera – ad prezzo di 2.006 euro. Il prezzo medio degli altri vini della denominazione raggiunge i 403 euro.

Il Piemonte – regione che lega il suo nome al Nebbiolo, vitigno di rara eleganza – è leader nella produzione dei vini più venduti all’asta.
Il predominio dei vini piemontesi nel mercato delle aste italiane dimostra che i frequenti confronti con la Borgogna francese non sono iperbolici o fuorvianti: i prezzi delle migliori offerte di Barolo e Barbaresco cominciano a raggiungere le vette della Borgogna.

Ma non c’è solo il Piemonte, la Toscana ed i suoi vini “Super-Tuscan”, blend di Sangiovese locale e vitigni bordolesi (specialmente Cabernet Sauvignon) stanno riscontrando sempre maggiore interesse per la loro notevole qualità ed il loro potenziale di invecchiamento.
La bottiglia più costosa del 2019 è stata una magnum del Sassicaia 2011 dell’iconica Tenuta San Guido, messa all’asta per 413 euro.
Piero Antinori, altro stimato e noto produttore toscano, ha visto il suo celebre Solaia raggiungere i 158 euro nell’annata 1991. Anche altri vini “Super-Tuscan” come Ornellaia e Masseto meritano di essere citati.

La Valpolicella, area di eccellenza vitivinicola del Veneto, produce un Amarone straordinario. Questo vino è sempre più amato da una folta schiera di appassionati di vini pregiati in tutto il mondo. I vini di Giuseppe Quintarelli sono sempre più ricercati, con alcune bottiglie vendute a 268 euro.

Restando nel nord Italia, la vinificazione ad anfora e l’entusiasmante mondo della vinificazione naturale stanno creando un alone di fascino attorno ad alcuni produttori all’avanguardia come Elisabetta Foradori in Trentino-Alto-Adige, Stanko Radikon e Joško Gravner in Friuli. I collezionisti si stanno dimostrando disposti a pagare somme sempre più alte per un assaggio di questi prodotti così ricercati.

Spostandosi verso sud, in Abruzzo, il Montepulciano sta attirando interesse ed ammiratori grazie a produttori di culto come Emidio Pepe e Valentini, in grado di produrre alcuni dei vini più caratteristici e longevi d’Italia.

In conclusione, come testimoniano i risultati di vendita e le richieste di appassionati e collezionisti, i migliori vini italiani possono reggere il confronto con i loro equivalenti francesi. Dai nomi più iconici e venerati ai giovani produttori di talento che contribuiscono alla rinascita di terroir incredibilmente diversificati, il Bel Paese sta vivendo un’epoca d’oro per i suoi vini pregiati.


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