In occasione della presentazione del programma della prossima edizione di Cantine Aperte, organizzata come ogni fine maggio dal Movimento Turismo del Vino, sono stati affrontati durante lo scorso Vinitaly i temi del turismo enogastronomico, con il Ministro Centinaio, il Direttore Esecutivo di Enit Bastianelli e il Presidente MTV Nicola D’Auria.

Il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, in occasione di Vinitaly: “L’enoturismo è un tema di grande attualità, che sta diventando una nuova possibilità per il territorio e per il mercato del vino: dietro al consiglio di amici e familiari e ancora prima delle recensioni dei sommelier, l’esperienza in cantina e il rapporto con i produttori sono il secondo criterio più importante nella scelta di un vino. Per questo motivo a Vinitaly, forti dell’esperienza di Expo 2015, stiamo elaborando azioni concrete che permettano alle cantine di porsi come attori di un segmento in costante crescita come quello dei turisti del vino”.

Il Ministro Centinaio, firmatario del Decreto sull’enoturismo, ha fatto nuovamente chiarezza sul nuovo strumento legislativo, nato per dare una risposta chiara a chi sviluppa questo tipo di turismo legato principalmente al vino, attività che prima non era ben codificata, era una sorta di terra di nessuno, a cavallo tra turismo e agricoltura; ora si può partire in modo più strutturato per far fare un salto di qualità a tutto il settore.
“Vogliamo che i turisti che cercano diversi tipi di esperienza, e sappiamo che sono sempre di più i turisti che arrivano da grandi città come Mosca, Pechino, New York, accanto alle grandi mete d’arte visitino anche le colline del Veneto, l’Oltrepò Pavese, il Chianti senese e i tanti altri luoghi del vino d’Italia. Perché in un bicchiere di vino non c’è solo il contenuto che percepiamo con i sensi: dietro a quel bicchiere si possono leggere storie di cantine, famiglie, vigne, paesaggi ed enogastronomia”

E proprio l’enogastronomia si conferma essere il motore del turismo in Italia: a scegliere la vacanza incentrata sul food il 22,3% dei turisti italiani e il 29,9% degli stranieri.
Secondo le vendite degli operatori dell’organizzazione intermediata dei viaggi, i primi mesi del 2019 vedono un trend di ulteriore crescita del prodotto enogastronomico in Italia (+5%). I percorsi enogastronomici, in generale, vengono associatati a tutti i pacchetti venduti sia dagli operatori europei che da quelli oltreoceano.

I primi 5 mercati di origine che generano i maggiori introiti per vacanza enogastronomica in Italia sono: Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Svizzera e Francia. Insieme coprono il 55,2% del totale. “Ci sono mercati” ha commentato il direttore esecutivo Enit-Agenzia Nazionale del Turismo Giovanni Bastianelli “dove il Turismo può trainare le esportazioni di Food & Wine (es. Regno Unito, Svizzera, Canada Austria, Giappone) ed altri dove il volano dell’enogastronomia muove flussi turistici (es. Germania, USA, Francia, Spagna” conclude Bastianelli. I turisti sono pronti a spendere per una vacanza all’insegna del gusto: i consumi per l’esperienza enogastronomica in tal senso sono cresciuti del 70 per cento dal 2013 al 2017. La vacanza food produce la più alta spesa internazionale pro-capite: circa 150 euro al giorno, il dato più alto se rapportato ad altri tipi di vacanza. 
La dott.ssa Roberta Garibaldi, docente universitaria e autrice del Rapporto sul Turismo Gastronomico, che ha infine portato alcuni suggerimenti per rendere l’esperienza di visita in cantina ancora più attraente: “Le persone vogliono vivere esperienze nuove, anche del punto di vista tecnologico: dalla realtà aumentata ai tavoli da degustazione digitali, la tecnologia può affacciarsi per completare l’esperienza prima, durante e dopo la visita e soddisfare i Millennials che diventano un target di interesse”.