Importante snodo del Centro Europa, dove limport di prodotti enologici, oltre a servire il mercato locale, genera importanti flussi di transito, il Belgio si sta rivelando un mercato dalle grandi potenzialit per il vino italiano. LItalia infatti stabilmente inserita tra i primi partner commerciali nel settore enogastronomico del Belgio, p posizionandosi come terzo principale Paese fornitore di vino complessivamente nel Benelux e in particolare in Belgio la quota di mercato del 4.4%, per un valore di pi di 70 milioni di euro nel 2014 .
Poich non amiamo fermarci ai puri dati di mercato e per verificarne lattendibilit pratica, abbiamo incontrato un importatore belga durante la nostra ultima partecipazione a Vento dExpo, levento di incoming internazionale organizzato da Coldiretti Piacenza per promuovere i vini piacentini.
Alexandre Ravays consulente del mondo del vino e fondatore di The Vine (www.thevine.be), una societ di import belga che tratta principalmente vini italiani. Grande intenditore di vino e curioso scopritore, tra un assaggio e laltro di vini piacentini, Alexandre ci ha raccontato un mercato “che sta vivendo una crescita esponenziale di consumo ed importazione di vino. Sicuramente i numeri sono incoraggianti: 10 milioni di abitanti, 1 milione di bottiglie vendute ogni giorno, di cui l85-90% acquistate nei supermercati”.
I vini italiani devono lottare in questo Paese con i vini francesi, affini per lingua e tradizione, ma nonostante ci mantengono salda la seconda posizione tra le etichette pi acquistate con un enorme potenziale di crescita, visto che nel 2014 le cantine francesi hanno segnato un meno 8,5% a volume, avvantaggiando cos lItalia (+4%). Sul canale dei prezzi in Belgio le etichette pi care restano quelle italiane e francesi, in tandem con le etichette portoghesi, mentre la Spagna esportata a prezzi mediamente pi bassi.
I vini pi apprezzati dal popolo belga rimangono Chardonnay e Pinot Noir, ma anche lo spagnolo Cava e il Moscato. “Sul fronte delle bollicine il Prosecco non riscuote lo stesso successo che in altri Paesi, perch il mercato non preparato a questo vino, preferendo in media vini pi secchi e trovando il Prosecco troppo dolce” continua Ravays.
Il trend di mercato a favore dei vini italiani sta crescendo molto velocemente anche grazie ad un fattore determinante: lenoturismo. “Grazie alla linea di collegamento aereo della compagnia Ryanair che porta direttamente in Italia in poche ore di volo, i belgi stanno scoprendo il piacere di visitare i territori del vino italiano e acquistare casse di vino da portare a casa. Una volta conosciuti ed apprezzati i prodotti e le variet possibili la domanda di vino Made in Italy tornati in patria aumenta esponenzialmente” racconta Ravays.
Rimane un fattore importante per le aziende italiane che pensano di intraprendere la strada dellesportazione in Belgio: il numero molto alto di importatori e la difficile selezione. “In Belgio molto facile diventare importatori, perch le normative statali non impongono grandi e pesanti barriere fiscali. Il risultato? Molti si improvvisano buyer, comprano vino e lo stoccano nel garage di casa. Esorto le aziende a fare molta attenzione alla scelta dellimportatore” conclude il nostro interlocutore.