Tradizionalmente terra di birra e vodka, la Polonia si sta facendo strada tra tutti i Paesi emergenti e con buone prospettive per il mercato del vino italiano. Per comprendere le grandi potenzialit che pu offrire il Paese dellest europeo abbiamo incontrato Grzegorz Krol, buyer polacco che seleziona vini italiani per “Vini e Affini Polonia” (www.vinieaffini.pl). Lo abbiamo intervistato durante lultimo incoming di Vento dExpo, il programma di internazionalizzazione dei vini piacentini condotto da Coldiretti Piacenza.

Che potenzialit offre oggi il mercato polacco? La Polonia, insieme a Bulgaria, Belgio e Olanda, tra i mercati emergenti da tenere docchio e da monitorare con grande attenzione. La globalizzazione ha sicuramente portato Paesi, come la Polonia, che un tempo erano pi avvezzi al consumo di altre bevande alcoliche come birra e vodka al consumo di vino e al boom di degustazioni, corsi di formazione e alla nascita di riviste specializzate e guide dedicate. “Il tutto per rimane per ora confinato ad un consumo pro capite annuo ancora al di sotto dei 10 litri (precisamente dai 3 ai 5 litri) su una popolazione che si aggira intorno ai 40 milioni di abitanti e dunque ne consegue che le potenzialit che offre il mercato in termini di crescita sono molto elevate, ma ancora a livelli contenuti” esordisce Krol. C un interessante dato storico che viene in soccorso a questa interpretazione della situazione attuale. Dopo la caduta del regime socialista, i Paesi dellex Urss hanno visto lapertura delle frontiere e la liberalizzazione del mercato con la conseguente apertura verso le altre culture e i vini dei Paesi che fino ad allora erano considerati nemici. Non che non esistesse una minima cultura del vino in Paesi come la Polonia, ma i pochi vini che venivano importati arrivavano da Stati amici come lUngheria e la Bulgaria. “Lapertura delle frontiere ha stimolato la voglia di conoscenza di nuovi vini, anche se il predominio di birra e vodka nelle preferenze dei polacchi si fa ancora sentire” racconta Krol.

Che rapporto hanno i polacchi con la cultura italiana? “La cultura italiana piace moltissimo ai polacchi. Le occasioni di maggiore contatto con il vino italiano sono sicuramente le uscite al ristorante, infatti in Polonia esistono molti ristoranti italiani che offrono vini di buon livello”. Limportatore racconta come le preferenze dei polacchi varino dai vini italiani e spagnoli a quelli del Nuovo Mondo (Cile, Nuova Zelanda) fino a quelli di Ungheria e Georgia. La scalata nelle preferenze del popolo polacco ancora in fase di crescita, ma che vini italiani amano i polacchi? “Ai polacchi piacciono in media vini morbidi, non aspri e duri. Se ad un polacco gli si chiede di nominare un vino italiano, dir nella maggior parte dei casi Chianti, che sicuramente sinonimo di italianit e di qualit in Polonia. Poi piacciono molto anche Amarone, Prosecco e Barolo” dice Krol. Quando gli si chiede cosa ne pensa dei vini piacentini dopo accurate degustazioni e master class, Krol non ha dubbi: “la Malvasia aromatica potrebbe essere un buon entry level per questi vini in Polonia. quello che cercano i polacchi, un vino aromatico e bevibile, allo stesso livello del Gewurtztraminer”. La nostra chiacchierata si chiude con “na zdrowie” (Cin cin in polacco).