In occasione dell’Assemblea Generale di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi lancia un messaggio di responsabilità al settore: “Serve un cruscotto chiaro per guidare il cambiamento”. Tra dati preoccupanti e prospettive incerte, il presidente invita a non cedere al pessimismo, ma a trasformare le criticità in scelte coraggiose e visione strategica.

L’Assemblea Generale dell’Unione Italiana Vini (UIV) del 3 luglio scorso si è aperta con i dati sul mercato del vino presentati dall’Osservatorio del Vino UIV e dall’Area Studi Mediobanca, che hanno fotografato una situazione non facile per il settore.

Citando solo alcuni highlights emersi nella giornata, i consumi di vino italiano nel retail aggregato di Italia, UK, USA e Germania registrano a maggio 2025, rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente, un dato negativo del 5,3% per i vini fermi – mentre uno scarto positivo del 4,9% per gli spumanti; l’export italiano in volume verso Paesi terzi ad aprile 2025, rispetto ad aprile 2024, mostra un divario negativo del 9%, inclusi gli USA; del 14,9% se si escludono gli USA.

Il sondaggio Mediobanca tra i produttori evidenzia che a preoccupare maggiormente le aziende sono appunto, per il 72%, i trend di consumo in calo, l’impatto dei dazi per il 66%, e i cambiamenti delle abitudini di consumo per il 59%.

I numeri mostrati in assemblea documentano dinamiche ben note, di un fabbisogno in riduzione, di un mercato che non ha bisogno di essere inondato da vino a basso valore aggiunto, e di un potenziale produttivo che invece continua a crescere, con un valore tuttavia in calo.

Ma a caratterizzare la giornata non sono stati soltanto i numeri in sé:  un invito, netto e appassionato, a non leggere quei dati in chiave scoraggiante, è venuto con forza dal Presidente Lamberto Frescobaldi, che ha chiamato il mondo del vino a una vera scelta di maturità, che sia un grado di partire dai dati per innescare un cambiamento profondo.

“Abbiamo bisogno di un cruscotto acceso: nei momenti difficili ci sono sempre delle opportunità” ha sottolineato Frescobaldi, precisando che i dati, per quanto duri, servono per orientarsi. “Non si guida con gli occhi chiusi; se il carburante è quasi finito, dobbiamo saperlo prima di restare a secco”. Una metafora semplice ma potente, che rimanda anche direttamente alle parole pronunciate in apertura dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, presente all’evento: “Il primo nemico delle imprese è la paura. Il ‘depressionismo’ non avvantaggia nessuno; è doveroso guardare in faccia la realtà, ma i dati vanno letti con lucidità e spirito costruttivo”.

“Il cambiamento fa paura, soprattutto quando si hanno i capelli bianchi – ha detto con un sorriso Frescobaldi – ma è necessario; nulla resta com’era. Se non affrontiamo ora certi nodi strutturali, sarà il mercato a imporceli”. Il riferimento è andato alla necessità di ridurre le rese, allineare i disciplinari di produzione alla realtà, bloccare temporaneamente le nuove autorizzazioni agli impianti, e soprattutto a rivedere la frammentazione delle denominazioni, che oggi rischia di disorientare il consumatore.

A preoccupare non è solo l’oggi, ma anche la prospettiva: “Un’altra vendemmia da 50 milioni di ettolitri danneggerebbe molte imprese”. È il momento, secondo il presidente UIV, di passare da una logica ‘difensiva’ a una ‘strategica’, dove si premia la qualità, la sostenibilità e l’aggregazione.

E a fronte della riflessione del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che definisce l’incertezza come ‘un costo reale per le imprese’, Frescobaldi rinforza il suo messaggio: “Non possiamo cambiare l’ordine degli addendi, ma possiamo accendere degli alert”, utilizzando i dati a disposizione per scegliere una linea di responsabilità, facendo scelte coraggiose.


Punti chiave:

  1. Dati di mercato critici: i consumi di vino fermo calano nei principali mercati;
  2. Frescobaldi, usare i dati per cambiare rotta: il presidente UIV invita a leggere i dati come strumenti per orientare scelte coraggiose e consapevoli;
  3. Serve un cambio di paradigma: ridurre le rese, rivedere i disciplinari, bloccare nuove autorizzazioni e razionalizzare le denominazioni sono scelte urgenti per evitare un futuro insostenibile;
  4. Dal difensivo allo strategico: Frescobaldi propone una visione che premi qualità, sostenibilità e aggregazione;
  5. Il “cruscotto acceso” come bussola del settore: conoscere i dati è fondamentale per guidare il comparto nel momento attuale.