Arrivano da Wine Monitor, l�Osservatorio di Nomisma sul mercato del vino, i dati aggiornati che raccontano lo stato dei mercati internazionali nei primi cinque mesi del 2015. L�import mondiale di vino evidenzia chiari segni di luci ed ombre. Il quadro dipinto da Wine Monitor mostra una situazione in cui alcuni mercati mondiali sono in grande crescita o consolidamento opposti a situazioni di grave crisi e dunque di calo delle vendite del vino italiano. � il caso della Russia che continua a crollare inesorabilmente sul fronte dei consumi.

Russia- Come gi� annunciato qualche tempo fa, la Russia vede crollare gli acquisti di vino dall�estero di oltre il 35% in valore e del 25% nelle quantit�. “La svalutazione del rublo conseguente al calo del prezzo del petrolio ha messo in crisi gli importatori russi” afferma Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor. Risultato: in un mercato in cui le importazioni di vino sono cresciute del 122% in appena cinque anni (tra il 2009 e il 2014), il sogno riposto dagli esportatori di vino di tutto il mondo di un nuovo Eldorado rischia letteralmente di svanire. L�import in valore dall�Italia � calato del 36%. Non che i competitor siano andati meglio. La Francia ha subito una riduzione del 45%, rendendo chiaro come la crisi abbia colpito per primi i vini posizionati su livelli di prezzo mediamente alto. Qual�� la situazione degli altri mercati? Stati Uniti, mercati del Nuovo mondo e UK?

Nuovo Mondo- La riduzione dei prezzi delle commodity non ha avuto effetti solo sul rublo: Nuova Zelanda, Australia, Brasile stanno vivendo � seppur in modo meno traumatico e repentino � un�analoga svalutazione delle proprie valute. In questi casi e in particolare per Nuova Zelanda e Australia, due dei principali esportatori di vino a livello mondiale, la riduzione del potere di acquisto della propria moneta non pu� che favorire la competitivit� dei propri vini, rendendo cos� la vita pi� complicata ai produttori italiani ed europei.

Fenomeno Prosecco negli USA e Uk- Lasciando da parte gli emergenti e volgendo uno sguardo ai mercati pi� consolidati vale la pena segnalare il + 23% del valore delle importazioni negli Stati Uniti collegato ad un +2% dei volumi. In questo caso, le performance dei vini italiani sono superiori alla media del mercato, evidenziando una crescita nei volumi del 10%, soprattutto grazie al “fenomeno” Prosecco che ha trainato l�import di spumanti italiani fino a registrate un +48% di maggiori quantit�. Un successo di mercato che sta interessando anche il mercato inglese, dove questo vino sta letteralmente spopolando: +64% le quantit� importate in questo frangente di 2015 rispetto allo stesso periodo dell�anno precedente.

Vino Sfuso e la concorrenza spagnola- Infine, uno sguardo al segmento del vino sfuso. “Dopo aver inondato nel 2014 il mercato mondiale con la propria sovrapproduzione derivante da una pi� che generosa vendemmia 2013 – trainando cos� al ribasso i prezzi di tutti gli sfusi, italiani compresi – la Spagna non sembra ancora appagata” conclude Pantini “ed anche in questo scorcio di 2015 si mette in luce con una crescita nei volumi esportati di vino sfuso pari al 19%, continuando parallelamente nella propria strategia di riduzione dei prezzi di vendita (-14% rispetto all�anno passato)”.


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