Le crescita del vino biologico è tangibile, i consumi sono passati da 441 mln di bottiglie del 2003 a 729 mln del 2018 per un valore di circa 3,3 miliardi di euro, corrispondenti al 2% dell’intero mercato globale, stimato in 165,8 miliardi di euro. Le previsioni di IWSR per Millésime Bio, prevedono ulteriori sviluppi positivi che porteranno il consumo totale a 976 mln di bottiglie nel 2023.
Queste considerazioni diventano ancor più paradigmatiche prendendo in esame le proiezioni IWSR: in 10 anni i volumi del mercato vinicolo globale subiranno una flessione del -2,8%, mentre nel medesimo arco temporale il biologico dovrebbe più che raddoppiare la portata attuale, crescendo del 121%.
Prendendo in considerazione i primi 5 paesi consumatori (Francia, Germania, Usa, Italia, Spagna), si rileva che l’incremento è generale, crescono tutte le categorie (rossi, bianchi, rosé ed effervescenti). I vini rossi bio restano leader e trainano il mercato bio, passando da circa 130 milioni di bottiglie l’anno nel 2013 a oltre 200 mln nel 2018, la previsione è che si arriverà ad oltre 300 mln entro il 2023.
I vini rossi bio partono da volumi ben più consistenti rispetto agli sparkling ma se analizziamo i tassi di crescita, sono questi ultimi a registrare l’incremento percentuale maggiore.
Dal 2013 al 2018 gli spumanti bio (leggasi Prosecco, ndr) hanno sperimentato una crescita a tripla cifra e per il successivo lustro (2019-2023) gli analisti attendono un ulteriore miglioramento, con un +48% e 69,5 milioni di bottiglie vendute.
In Francia cresce la quota dei consumi di vini bio, circa il 18% rispetto al totale dei vini venduti e le previsioni indicano che entro il 2021 i transalpini saranno i maggiori consumatori di vini bio al mondo.
Ad oggi è ancora la Germania il paese leader del mercato dei “Big Five”, a seguire Francia, Usa, Italia e Spagna. Tutti mercati che registrano una progressione nei consumi di vino biologico, a parte la Germania che è stabile e l’Italia, il paese che subisce la decrescita maggiore anche rispetto alle previsioni future.
I pronostici al 2023 danno il primato del consumo di vini bio ai transalpini con 195,4 milioni di bottiglie, seguiti dalla Germania con 170 mln, 95 mln di bottiglie il consumo Usa, 61,1 mln quello dell’Italia, 37,8 mln della Spagna.
Anche le superfici destinate alla coltivazione biologica della vite sono in aumento in tutti e 3 i paesi leader della produzione: Spagna, Francia e Italia.
Si distingue in particolare la Spagna che attualmente conta 89.600 ettari di vigneto certificato bio ed una prospettiva di ulteriore espansione che porterà entro il 2023 a 160.000 ettari.
La Francia, in terza posizione, ad oggi coltiva 65.300 ettari di vigneto bio ma si prevede che entro il 2023 supererà l’Italia con 115.000 ettari contro i 96.320 ettari del Bel Paese. Nei pronostici al 2023 l’Italia dunque diverrà medaglia di bronzo con una crescita modesta dei vigneti bio, un +29% che non regge il confronto con il +76% francese ed il +79% spagnolo.
L’Italia si conforta decisamente con una previsione di 924 milioni di bottiglie prodotte entro il 2023 che riaffermano il primato attuale, pur con una crescita (+30%) inferiore a quella francese (+70%) e spagnola (+76%).
Il 2023 dovrebbe inoltre attestare il sorpasso dei transalpini sugli iberici, già avvenuto nel 2018, con una produzione di 613 milioni di bottiglie, contro i 599 milioni delle cantine bio spagnole.
Una tendenza che, a questi ritmi, porta a stimare al 2023 una produzione complessiva del trio di testa di oltre 2 miliardi di bottiglie di vino biologico.
La Francia destina all’export il 42% della produzione, assorbendo sul mercato interno il 58% dei volumi. Spagna e Italia lavorano principalmente con l’estero: l’Italia riserva solo il 12% al mercato domestico, la Spagna solo il 9%, mentre l’export dei due paesi assorbe rispettivamente l’88% e il 91%.












































