Abbiamo seguito le previsioni vendemmiali 2022, presentate da Veneto Agricoltura e Regione Veneto, in collaborazione con Arpav, Avepa, Crea-Ve Conegliano e Unione Consorzi Vini Veneti DOC e DOCG. Si è trattato del secondo focus 2022 relativo al consueto “Trittico vitivinicolo”, moderato da Renzo Michieletto, giornalista di Veneto Agricoltura.
L’andamento meteorologico del 2022 nel Veneto ed i primi dati previsionali della vendemmia nel Nord Est d’Italia riportano un calo delle rese nelle province venete più produttive (Verona, Treviso, Venezia) ed in Friuli Venezia Giulia.

Andamento meteorologico 2022 – Veneto
Francesco Rech di ARPAV – DRST U.O. Meteorologia e Climatologia ha preso in esame l’andamento meteorologico 2022 nel Veneto. La differenza percentuale delle precipitazioni da febbraio 2021 a luglio 2022 (rispetto alla media 1993-2021) rivela che a marzo 2021 è caduto l’88% in meno di precipitazioni.
Da ottobre 2021 a luglio 2022 solo novembre è sopra la media (+11%), durante gli altri mesi le piogge sono state al di sotto del 50% rispetto alla media (1993-2021), con un picco a marzo 2022, caratterizzato da un -81%. Questo dimostra che il calo delle precipitazioni e la carenza idrica sono iniziate ben prima dell’estate 2022.

Per quanto riguarda le temperature in Veneto, marzo (-0,5 °C) e aprile (-1 °C) 2022 sono stati 2 mesi sotto la media, mentre maggio, giugno e luglio sono stati mesi molto al di sopra della media (2,1, 2,5, 2,6 °C) ciò ha portato ad accentuare il deficit idrico.
Solo agosto si salva (1-22 agosto) la temperatura media è di +1 °C, mentre le precipitazioni registrano un +25%.

In sintesi, l’annata vitivinicola 2022 è stata caratterizzata da:

  • marcato deficit pluviometrico nel corrente anno idrologico (da ottobre 2021) e più in generale negli ultimi 18 mesi (e mezzo)
  • temperature stabilmente e sensibilmente superiori alla media da maggio alla prima decade di agosto,
  • fenomeni di rovescio temporalesco con precipitazioni molto localizzate di elevata intensità associate a grandine e raffiche di vento.

Annata 2022 e primi dati previsionali della vendemmia nel Veneto e nel Nord Est d’Italia
Patrick Marcuzzo del CREA-VE Conegliano ha evidenziato che le problematiche principali sono state la siccità, la recrudescenza della flavescenza dorata e le alte temperature (con una minore escursione termica). L’umidità del suolo nella zona della DOCG Prosecco Superiore è stata del -10, -15% in meno rispetto al 2021.
La collina è stata sicuramente l’ambiente che ha risentito maggiormente rispetto alla pianura dello stress idrico. Il mancato estirpo di piante asintomatiche e la riduzione del numero dei prodotti fitosanitari disponibili ha favorito il diffondersi della flavescenza dorata che colpisce maggiormente Glera, Garganega, Chardonnay e Pinot grigio.

Le previsioni della raccolta
Pinot Grigio → 26 agosto
Chardonnay → 29 agosto
Glera → 10 settembre
Merlot → 13 settembre
Corvina → 16 settembre
Bardolino → 19 settembre

Stime produttive 2022 vs 2021
Padova → +5% (105mila tonnellate)
Venezia → -8% (137mila tonnellate)
Treviso → -7% (615mila tonnellate)
Verona → -8% (365mila tonnellate)
Vicenza → +7% (106mila tonnellate)
Belluno → stazionaria (2800 tonnellate)

Friuli Venezia Giulia 
-10% (310mila tonnellate)

Bolzano 
+9% (50mila tonnellate)

Trento
+5% (115mila tonnellate)

In chiusura Diego Tomasi, in rappresentanza del sistema dei Consorzi di Tutela del Veneto ha voluto condividere alcuni ragionamenti ed analisi: “Si è parlato molto di stress idrico ma siamo sicuri che l’acqua sia l’elemento più importante? Io ritengo di no perché in molti casi l’effetto termico ha sovrastato lo stress idrico. Per cui anche su vigneti irrigati non è stato possibile garantire un quadro di maturazione completo. 

C’è stata una bolla termica vicina al Lago di Garda, anche qui i problemi termici sono superiori a quelli idrici, visto che l’acqua è ben presente. Normalmente l’effetto del Lago si protrae per 30km nell’entroterra, ma siccome la temperatura del lago è aumentata, la funzione mitigatrice del bacino lacustre sulle temperature è venuta meno. Dobbiamo prestare attenzione alle concimazioni (azoto) primaverili perché spesso non sono idonee, vanno fatte appena prima della fioritura oppure addirittura appena dopo.
Dobbiamo accompagnare il vigneto con strumenti tecnologici, ma dobbiamo riappropriarci del territorio, dobbiamo essere capaci di capire l’importanza dei suoli. Un suolo argilloso trattiene più l’acqua e umidità rispetto ad un’altro che non ha le stesse caratteristiche. Riappropriarsi della conoscenza del territorio significa, ad esempio, recuperare gli studi di zonazione delle realtà viticole della nostra Regione”.