Un viticoltore di grande esperienza, un enologo riconosciuto a livello mondiale ed un maestro dell’arte veneziana di soffiatura del vetro si sono uniti per creare una bottiglia di vino unica, nella qualità e soprattutto nell’aspetto. Le parole chiave? Piacere, lusso e pregio.

Il 13 marzo a Milano, presso il ristorante 2 stelle Michelin Vun di Andrea Aprea dell’Hotel Park Hyatt, la storica cantina “Gualdo del Re” di Suvereto ha presentato un progetto tanto moderno quanto ambizioso. E noi eravamo presenti. 
Nico e Teresa Rossi, titolari dell’azienda vitivinicola Gualdo del Re, ci hanno raccontato la loro storia e il percorso che li ha portati a pensare di dare una svolta moderna ad uno dei loro prodotti d’eccellenza, il Merlot, svolta che strizza l’occhio al mondo modaiolo e agli appassionati di design.
Insieme a loro, l’enologo Barbara Tamburini, la cosiddetta “Regina del Merlot” italiana, che da vent’anni collabora con Gualdo del Re, portando la propria competenza al servizio dei vitigni scossi dal vento della costa toscana e Antonio Ceschel, maestro di soffiatura del vetro della Vetreria Carlo Moretti di Venezia.

Descrivere progetto “f” può sembrare semplice, ma semplice non è stata la sua realizzazione.
Nico e Teresa vogliono trasmettere tutta la passione per il proprio mestiere. L’amore per la vite lo si legge negli occhi orgogliosi e nelle mani di Nico, segnate dal tempo: “Sono 40 anni che lavoro in cantina, bisogna avere un grande amore per la vite, che non ha paura di niente, è un carro armato. Mi ricordo gli insegnamenti di mio padre e di mio nonno, quella è la mia memoria, che ritorna come tutte le cose, ed è ciò che fa la differenza sul prodotto finale” spiega Nico Rossi.

“F si presenta di un colore rosso rubino molto intenso e profondo, all’olfatto è caratterizzato da una componente varietale molto ben definita, che si esprime con i caratteri del vitigno, dai piccoli frutti neri del bosco. Contemporaneamente si fonde la componente speziata, che deriva dall’affinamento in legno, per 18 mesi. Al palato è di grande struttura ed eleganza, in centro bocca molto complesso, con un finale decisamente lungo” racconta con passione l’enologo Barbara Tamburini. “Il merlot è apparentemente facile da lavorare, un vitigno di prima epoca, con esso non si rischia di andare incontro a cattivo tempo che può compromettere la maturazione, questa facilità è però solo apparenza, la maturazione delle uve va controllata a metà agosto e poi è fondamentale andare a raccoglierle in quei tre giorni in cui si individua la vera maturità fenolica delle uve. Se raccolte troppo presto il rischio è di ottenere un vino banale, se si superano, di tirar fuori aromi maturi, sul cotto e sulla marmellata” spiega.

Progetto “f” non porta questo nome a caso, “f” sta per famiglia, la loro, e per fiasco, poiché il design del packaging ricorda volutamente un antico fiasco toscano.
“F” è un progetto ambizioso: “non tanto dal punto di vista del design, l’ambizione risiede nel riuscire a rendere la continuità nel processo delle tolleranze meccaniche in termini di contenuti (la quantità contenuta in una bottiglia di “f” non è la classica 0.75l, ma un litro) soprattutto nel collo della bottiglia, per garantire l’interferenza del tappo e la garanzia nell’imbottigliamento” spiega Antonio Ceschel. “Ogni bottiglia è infatti un prodotto unico, ha una sua identità, proprio perché non realizzata industrialmente, attraverso i macchinari classici. Distribuire la corretta quantità di vetro nella soffiatura consiste in un lavoro manuale e preciso, per questo molto complesso” conclude.

L’annata che ci è stata presentata è un 2015, e di essa Gualdo Del Re ha reso disponibili 2000 pezzi, che sarà possibile prenotare sul sito www.progettof.it a partire dal 20 aprile 2018 e ritirabili a partire da settembre. Chi prenota avrà la possibilità di scegliere il numero, inciso a mano sulla bottiglia, poiché ogni esemplare è unico.