Un tappo ha una grande responsabilità: quella di chiudere al meglio una buona bottiglia di vino e di permettergli di avere una lunga vita e di conservarsi così come il vignaiolo l’ha pensato. Ma non è impresa facile e non lo è ancor di più se al tappo si richiede oggi più che mai di essere sostenibile. Perché? Lo richiedono i consumatori, ma anche i produttori, che compiono scelte sempre più responsabili verso il nostro pianeta.
Così da anni il gruppo
Viventions, proprietario del brand Nomacorc, ha preso la strada della sostenibilità e porta avanti questa decisione con precise scelte di produzione, che combinano la ricerca con il rispetto per l’ambiente.
Abbiamo intervistato il direttore commerciale Filippo Peroni che ci racconta il valore della sostenibilità per il gruppo Viventions.

Cos’è la sostenibilità per Viventions?
Oggi siamo chiamati sempre di più ad utilizzare al meglio le risorse che abbiamo, senza sprechi. La sostenibilità è proprio questo: usare al meglio le risorse a disposizione, cercando di ridurre al massimo gli sprechi.
Questa è anche la filosofia del gruppo Viventions che ha fatto un passo importante e radicale già anni fa quando è andato alla ricerca di nuove risorse per i tappi che non fossero di origine fossile, ma vegetale. Oggi produciamo tappi usando materiali biopolimeri, resine che non derivano più da una fonte fossile, dunque petrolio, ma da degli etileni estratti dalla lavorazione della canna da zucchero. Inoltre tutti in nostri stabilimenti sono autoalimentati da energia rinnovabile.

Quale è stato l’impatto di questa scelta?
La scelta della risorsa da usare è importante. La fonte fossile sappiamo che sta andando in esaurimento, non è sostenibile per una questione legata all’impronta carbone che possiede. Invece la canna da zucchero è a tutti gli effetti una fonte sostenibile.
Ciò ci ha portato anche ad essere la prima azienda nel mondo del packaging del vino a certificare l’impronta carbonio che ha il tappo. Siamo riusciti a dichiarare, grazie a delle certificazioni esterne, un’impronta del carbonio negativa. Sommando l’azione positiva della canna da zucchero, che assorbe l’anidride carbonica e la trasforma in ossigeno grazie alla fotosintesi clorofilliana, al fattore negativo dei vari cicli (trasporto, raffinazione, trasformazione in tappo) abbiamo un risultato di impronta del carbonio sotto lo zero. Rimaniamo con un credito di CO2 che ci dona la canna da zucchero.

Che effetto ha avuto questa scelta sulle vostre linee?
Questa nuova risorsa vegetale ci ha permesso di sviluppare la linea Green, che è stata dichiarata 0 Carbon Footprint. È importante precisare però che il nostro calcolo del Carbon Footprint viene fatto esclusivamente sulle metrature di terreno e piantagioni dedicate alla coltivazione della nostra nostra canna da zucchero, non sull’intera metratura.

Quando si parla di sostenibilità oggi, è vitale parlare anche di acqua…
L’acqua sta diventando un bene sempre più raro e la sensibilità al riguardo anche da parte dei media è sempre più alta. Noi siamo pronti: un tappo, una goccia d’acqua. Questa è effettivamente la quantità che serve a produrre un nostro tappo. Il nostro tappo ha una Water Footprint molto bassa. Se facciamo il confronto con un tappo a vite o in sughero ha la necessità di 10/100 volte di più di acqua.

Quali altre implicazioni ha la sostenibilità?
Oggi è importante gestire la seconda vita dei materiali, educando l’uomo a smaltirli nel modo giusto e a riutilizzarli. Se noi riutilizziamo le materie e diamo loro una seconda vita, non sprechiamo le risorse e non creiamo ulteriore rifiuto.
I nostri prodotti sono considerati mono-materiali: sono fatti di un bio polietilene di origine vegetale che facilita lo smaltimento e può essere riciclato come tale. Insieme all’azienda Sabic, una multinazionale di materiale plastico, nostro fornitore e altri partner, abbiamo messo a punto un sistema innovativo, che oggi funziona ancora a livello pilota, che darà vita alla nostra nuova linea Blueline.

In che cosa consiste?
I tappi già usati vengono disgregati grazie al processo messo in atto da Sabic e si riporta la materia ad una condizione neutra di polietilene, un materiale nuovo completamente puro e utilizzabile per applicazioni alimentari, mediche e farmaceutiche. Dunque materiale sicuro dal punto di vista della migrazione che può diventare nuovamente un tappo.
Questo progetto chiude l’economia circolare, dando il giusto valore alla materia prima.

Il tappo ha una grande responsabilità: la tenuta del vino, nel tempo…
Sostenibilità coincide anche con non creare spreco. Una bottiglia non ben chiusa può portare a tale spreco: spreco d’acqua, di tempo, energia e risorse.
Dunque il vino va chiuso al meglio. Questo è un ulteriore messaggio di sostenibilità. Noi ci stiamo adoperando al massimo per far sì che il produttore possa portare il proprio vino al meglio sulle tavole dei consumatori. Se io non ho difetto, ho sfruttato al meglio una risorsa e non ho creato scarto: dunque sono sostenibile.
Il nostro tappo è diventato uno strumento enologico. Introducendo la gestione dell’ossigeno grazie alla calibrazione, allo studio di permeabilità, allo studio della reazione dei vini all’ossigeno, abbiamo prodotto chiusure garantite con permeabilità diverse riconosciute.
Il tappo è diventato uno strumento per l’enologo, che lo sceglie sulla base di diversi fattori, per portare la bottiglia sul tavolo del consumatore anche dopo molti anni dall’imbottigliamento.

Quali altre novità avete in cantiere?
Grapeline è un ultimo prodotto che stiamo lanciando che cambierà di nuovo il fornitore. L’etilene non deriverà dalla canna da zucchero, ma da scarti della vinificazione. Potremmo raccontare una nuova storia, molto bella ed affascinante.

Qual è la reazione del mondo del vino alla sostenibilità?
Oggi il mondo del vino è sempre più sensibile alla sostenibilità per una ragione di responsabilità e per una ragione comunicativa, che è anche una forma di educazione.
Dunque oltre alla conduzione in vigneto e alla produzione in cantina di un prodotto sostenibile, è importante anche avvalersi del packaging più sostenibile possibile. Il tappo è oggi una scelta tecnica e di marketing prima di tutto.
Molti dei nostri clienti sono orgogliosi dei nostri tappi sostenibili e lo comunicano. Comunicano la loro scelta sostenibile e sono i nostri migliori testimonial.


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