La quarta edizione del Serralunga Day ha svelato un Barolo 2022 inaspettato. Nonostante un’estate calda, l’annata si è dimostrata sorprendentemente fresca, agile e capace di parlare alle nuove generazioni. Un vino che abbandona l’austerità senza perdere autorevolezza, come emerso dal confronto tra produttori, critici e il Consorzio del Brunello di Montalcino.

Il Barolo non è (e non deve essere) più un vino da bere soltanto in doppiopetto. È questa l’immagine che ha attraversato la quarta edizione del Serralunga Day, svoltasi l’8 settembre a Fontanafredda, trasformando ancora una volta il “Villaggio Narrante” in un crocevia di produttori, stampa e critici internazionali. L’obiettivo, dichiarato sin dall’inizio dai promotori, non è mai stato quello di creare una passerella, ma un rito collettivo, capace di tenere insieme confronto tecnico, riflessione critica e spirito di condivisione.

L’annata 2022, protagonista assoluta della giornata, partiva con l’handicap di un’estate calda e siccitosa. “Molti avevano il pregiudizio di trovarsi davanti a vini sbilanciati, ha ricordato Gabriele Gorelli, perché i grandi compratori e i sommelier avevano già piantato nel cervello delle persone l’idea che il 2021 fosse ottimo e che il 2022 non sarebbe stato all’altezza”. Eppure il bicchiere ha raccontato tutt’altro (salvo qualche caduta): sorso, freschezza e leggerezza di passo. Alessandro Masnaghetti, che ha aperto i lavori con una dettagliata analisi geologica, ha sottolineato quanto contino le sfumature del suolo e dell’esposizione: “Non siamo in Borgogna, non siamo a Bordeaux. Qui le variabili di quota, esposizione e struttura dei terreni cambiano radicalmente l’espressione del vino, e nel 2022 la vigna ha saputo autoregolarsi con una precisione sorprendente”.

Villaggio Narrante

L’aspetto forse più interessante emerso dall’assaggio collettivo è la capacità di questi Barolo di parlare non solo agli appassionati di lunga data, ma anche a un pubblico nuovo. La giornalista texana Jessica Dupuy lo ha detto chiaramente: “Questi Serralunga 2022 sono perfetti per avvicinare al vino le nuove generazioni”. In un’epoca dominata da vini leggeri e immediati, che proprio il Barolo, da sempre percepito come austero e “difficile”, possa diventare chiave d’accesso per i neofiti è una prospettiva che fa riflettere. Il profilo del 2022 si distingue infatti per agilità, dinamismo e una vena fruttata immediatamente godibile, pur senza rinunciare a struttura e profondità. Come recita il manifesto ufficiale dell’annata, si tratta di un millesimo che coniuga “purezza, fedeltà e capacità di evoluzione”, con una visione chiara e lineare, capace di attrarre tanto i conoscitori quanto i curiosi.

Novità di questa quarta edizione è stata la presenza del Consorzio del Brunello di Montalcino. Un incontro non di facciata, ma di sostanza, che ha sottolineato i valori comuni delle due denominazioni: territorio, identità, longevità ed eccellenza. “Quando ci sono eventi come questi bisogna unirsi per affrontare il mondo insieme”, ha osservato Gorelli. E la sinergia con Montalcino sembra essere solo l’inizio di un percorso più ampio.

Alla degustazione hanno partecipato 26 cantine del Comune di Serralunga d’Alba: Alessandro Rivetto, Angelo Negro, Bersano, Boasso Franco, Ca’ Rome’, Cantina del Nebbiolo, Cascina Adelaide, Damilano, Domenico Clerico, Enrico Serafino, Ettore Germano, Famiglia Anselma, Fontanafredda, Garesio, Giovanni Rosso, Luigi Baudana, Luigi Vico, Palladino, Pico Maccario, Podere Gagliassi, Principiano Ferdinando, Tenuta Cucco, Tenuta Rocca, Villadoria, Mauro Veglio e Vite Colte.

Barolo Serralunga

Il Serralunga Day 2025 consegna un messaggio chiaro: il Barolo, pur mantenendo la sua grandezza e complessità, non è più condannato a essere un vino “solo per addetti ai lavori”. L’annata 2022 dimostra che anche da condizioni climatiche estreme possono nascere vini in grado di parlare al presente, senza perdere prospettiva evolutiva. Anzi, proprio la loro immediatezza, unita alla fedeltà territoriale, li rende un ponte ideale per le nuove generazioni di consumatori. Per il mercato internazionale significa avere tra le mani un prodotto capace di ampliare il pubblico senza snaturarsi; per i produttori la conferma che ascoltare la vigna e lavorare con misura è la via maestra; per i comunicatori del vino, infine, l’opportunità di raccontare un Barolo meno austero, ma non per questo meno autorevole: un Barolo che, oggi più che mai, sa sedersi a tavola con chiunque.


Punti chiave:

  1. Barolo 2022: Un’annata sorprendente, capace di esprimere freschezza e agilità nonostante il clima caldo, smentendo i pregiudizi iniziali.
  2. Nuove generazioni: I Barolo 2022 sono ideali per avvicinare un pubblico giovane grazie al loro profilo dinamico e immediatamente godibile.
  3. Nuova immagine: Il Barolo abbandona l’immagine di vino austero e “difficile”, diventando più accessibile senza perdere la sua autorevolezza.
  4. Sinergia strategica: La presenza del Consorzio del Brunello di Montalcino sottolinea l’importanza di unire le eccellenze italiane sul mercato globale.
  5. Importanza del terroir: Le sfumature di suolo ed esposizione sono state decisive per l’equilibrio dei vini in un’annata così complessa.